Italia
Otto mesi di attesa per la riabilitazione
Prigioniera in ospedaleattende la riabilitazione
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Polemiche per i tempi di attesa nella riabilitazioneOtto mesi di attesa per un percorso riabilitativo. A Delizia Benzi l'articolo pubblicato ieri dal nostro giornale non è sfuggito. Tutt'altro. Non solo si è incuriosita al problema, ma ha deciso di raccontarci la sua storia
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MASSA. Otto mesi di attesa per un percorso riabilitativo. A Delizia Benzi l'articolo pubblicato ieri dal nostro giornale non è sfuggito. Tutt'altro. Non solo si è incuriosita al problema, ma ha deciso di raccontarci la sua storia. Le sue parole forti non suonano come un atto d'accusa nei confronti delle istituzioni, ma come l'ultimo tentativo di trovare una via d'uscita dal labirinto burocratico.
La storia di una figlia con una madre malata che chiede aiuto e non riesce a trovarlo. Cerca un centro riabilitativo che ospiti l'anziana e le permetta lentamente di tornare ad una vita il più possibile normale. Delizia è di Alessandria e da cinque anni trascorre le vacanze estive a Marina di Massa: ha un bungalow alla Partaccia e quando il caldo, al Nord, rende la vita insopportabile scende al mare con i suoi due figli e la madre, Maria Antonietta Jorio, di 68 anni.
«Mia mamma - racconta Delizia- da qualche tempo soffre di problemi respiratori e bronchiti. Nel luglio scorso, come ogni anno siamo venuti a Massa. Purtroppo il 16 agosto mia madre si è sentita male, non riusciva a respirare. Ho chiamato i soccorsi e devo dire che sono arrivati in un baleno». La donna - secondo la ricostruzione fatta dalla figlia - sarebbe stata ricoverata in rianimazione, all'ospedale di Massa, in gravi condizioni.
«Per ben due volte mi è stato detto che non ce l'avrebbe fatta, poi tra l'8 e il 10 di settembre è stata trasferita nel reparto di medicina d'urgenza. L'avrei riportata a casa, ma i medici mi hanno detto che uno spostamento sarebbe stato rischioso per lei». Intanto Delizia per assistere la madre decide di trasferirsi a Massa, lascia la casa in affitto ad Alessandria, iscrive i figli a scuola al Casone e il marito per vedere lei e i bambini fa il pendolare e torna a Massa ogni fine settimana. Maria Antonietta non sta bene, «trema, non mangia da sola, non muove le braccia e non cammina, le è mancato ossigeno al cervello». Delizia chiede per lei un ricovero in un centro di riabilitazione: «Come posso pensare di portarla a casa? Alla fondazione don Gnocchi mi hanno spiegato che non possono accoglierla perché non è residente e soprattutto perché l'Asl di Alessandria non è disponibile a rimborsare le spese. L'azienda sanitaria piemontese mi ha detto che ad Alessandria ci sono centri specializzati, se voglio posso portare lì mia madre, ma mi ha informato che non intende rimborsare l'Asl di Massa. Dovrei pensare a pagare di tasca mia, ma non posso permettermelo. Chiedo - conclude la donna - che qualcuno aiuti me e mia madre». Stefano Benedetti si è preso a cuore la situazione, è lui a farsi portavoce dei problemi della donna. «Se riesco porterò in ospedale anche Lucio Barani, membro della Commisione Affari sociali. Se nessuno trova una sistemazione all'anziana, io sono pronto ad adire alle vie legali per omissione di soccorso». Una storia di burocrazia che sta mettendo in difficoltà un'intera famiglia.
La storia di una figlia con una madre malata che chiede aiuto e non riesce a trovarlo. Cerca un centro riabilitativo che ospiti l'anziana e le permetta lentamente di tornare ad una vita il più possibile normale. Delizia è di Alessandria e da cinque anni trascorre le vacanze estive a Marina di Massa: ha un bungalow alla Partaccia e quando il caldo, al Nord, rende la vita insopportabile scende al mare con i suoi due figli e la madre, Maria Antonietta Jorio, di 68 anni.
«Mia mamma - racconta Delizia- da qualche tempo soffre di problemi respiratori e bronchiti. Nel luglio scorso, come ogni anno siamo venuti a Massa. Purtroppo il 16 agosto mia madre si è sentita male, non riusciva a respirare. Ho chiamato i soccorsi e devo dire che sono arrivati in un baleno». La donna - secondo la ricostruzione fatta dalla figlia - sarebbe stata ricoverata in rianimazione, all'ospedale di Massa, in gravi condizioni.
«Per ben due volte mi è stato detto che non ce l'avrebbe fatta, poi tra l'8 e il 10 di settembre è stata trasferita nel reparto di medicina d'urgenza. L'avrei riportata a casa, ma i medici mi hanno detto che uno spostamento sarebbe stato rischioso per lei». Intanto Delizia per assistere la madre decide di trasferirsi a Massa, lascia la casa in affitto ad Alessandria, iscrive i figli a scuola al Casone e il marito per vedere lei e i bambini fa il pendolare e torna a Massa ogni fine settimana. Maria Antonietta non sta bene, «trema, non mangia da sola, non muove le braccia e non cammina, le è mancato ossigeno al cervello». Delizia chiede per lei un ricovero in un centro di riabilitazione: «Come posso pensare di portarla a casa? Alla fondazione don Gnocchi mi hanno spiegato che non possono accoglierla perché non è residente e soprattutto perché l'Asl di Alessandria non è disponibile a rimborsare le spese. L'azienda sanitaria piemontese mi ha detto che ad Alessandria ci sono centri specializzati, se voglio posso portare lì mia madre, ma mi ha informato che non intende rimborsare l'Asl di Massa. Dovrei pensare a pagare di tasca mia, ma non posso permettermelo. Chiedo - conclude la donna - che qualcuno aiuti me e mia madre». Stefano Benedetti si è preso a cuore la situazione, è lui a farsi portavoce dei problemi della donna. «Se riesco porterò in ospedale anche Lucio Barani, membro della Commisione Affari sociali. Se nessuno trova una sistemazione all'anziana, io sono pronto ad adire alle vie legali per omissione di soccorso». Una storia di burocrazia che sta mettendo in difficoltà un'intera famiglia.
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