Il dolore
Pari dignità con Massa
Ora Carrara sfida i cugini
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Il consiglio comunale di CarraraÈ fatta. Il consiglio comunale, votando all'unanimità un ordine del giorno, ha spianato la strada al percorso che dovrebbe portare - almeno queste sono le speranze - al riconoscimento di Carrara come «capoluogo»
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CARRARA. È fatta. Il consiglio comunale, votando all'unanimità un ordine del giorno, ha spianato la strada al percorso che dovrebbe portare - almeno queste sono le speranze - al riconoscimento di Carrara come «capoluogo». Un iter che potrebbe davvero segnare una piccola rivoluzione per la nostra città che, per la prima volta, prova a rompere il vincolo di soggezione con Massa.
L'ordine del giorno. Si parte dalla legge: «preso atto delle modifiche normative conseguenti al decreto legge 200 del 22 dicembre 2008 (convertito in legge il 18 febbraio 2009 con cui viene abolito il decreto legislativo luogotenenziale del 1946), attraverso il quale veniva erroneamente modificato il nome della Provincia di Massa e Carrara con quello di Massa-Carrara». Senza trascurare aspetti socio-culturali dlela questione: «la città è avviata a un pieno recupero della propria identità culturale attraverso un processo che deve comprendere tutti gli elementi storici, culturali, giuridici e sociali che hanno contribuito a determinarla nel corso dei secoli e che non possono tralasciare un oggettivo riconoscimento della sua peculiarità». Sulla base di tutto questo il consiglio: «invita il sindaco ad acquisire, attraverso i canali istituzionali, tutte le informazioni, i pareri e le direttive utili all'attuazione della legge 18 febbraio 2009 attivandosi, nelle sedi opportune, per veder confermata, nei fatti, a tale denominazione così come risulta dalla normativa che andrà in vigore dal prossimo dicembre, per fare sì che sia riconosciuta alla città di Carrara la dignità di capoluogo di provincia, con tutti i benefici e le attribuzioni che tale ruolo comporta. Invita il Parlamento a emanare un provvedimento analogo a quelli con i quali sono state istituite le Province di Pesaro e Urbino e di Andria, Barletta e Trani, attribuendo a Carrara la qualifica di capoluogo».
Musetti: tutti uniti per amor di patria. Gianni Musetti il consigliere della Destra che per primo aveva indicato il percorso di Carrara capoluogo è soddisfatto. Ma non rinuncia a una nota di polemica. «C'è stata un condivisione unanime di tutto il consiglio comunale alla proposta di Carrara capoluogo e questo è un risultato importante - afferma - ma la maggioranza per non darmi la soddisfazione di far passare un mio ordine del giorno ha voluto farne uno proprio: di diverso non c'è praticamente nulla ma non riuscivano a sopportare il fatto che il primo ad esprimersi sul tema del capoluogo fossi stato io. Per amor di patria, comunque, ho evitato polemiche e votato a favore, come l'intero consiglio Ho ritirato il mio ordine del giorno e accettato quello della maggioranza presentato durante la seduta (e non 24 ore prima del consiglio comunale come sarebbe di prassi)». «Ora il sindaco e i parlamentari dovranno impegnarsi a fare pressioni sul governo per avere la denominazione di capoluogo - continua Musetti - E non si tratta di un mero riconoscimento formale. DIvnetare concapoluogo significa infatti avere gli stessi privilegi che ha la città di Massa. Ad esempio il consiglio formato da 40 consiglieri anziché 30, maggiori investimenti per urbanistica, arredo urbano, e anche finanziamenti per la costruzione di sedi istituzionali: ad esempio potremo chiedere che nuova questura venga fatta da noi».
L'ordine del giorno. Si parte dalla legge: «preso atto delle modifiche normative conseguenti al decreto legge 200 del 22 dicembre 2008 (convertito in legge il 18 febbraio 2009 con cui viene abolito il decreto legislativo luogotenenziale del 1946), attraverso il quale veniva erroneamente modificato il nome della Provincia di Massa e Carrara con quello di Massa-Carrara». Senza trascurare aspetti socio-culturali dlela questione: «la città è avviata a un pieno recupero della propria identità culturale attraverso un processo che deve comprendere tutti gli elementi storici, culturali, giuridici e sociali che hanno contribuito a determinarla nel corso dei secoli e che non possono tralasciare un oggettivo riconoscimento della sua peculiarità». Sulla base di tutto questo il consiglio: «invita il sindaco ad acquisire, attraverso i canali istituzionali, tutte le informazioni, i pareri e le direttive utili all'attuazione della legge 18 febbraio 2009 attivandosi, nelle sedi opportune, per veder confermata, nei fatti, a tale denominazione così come risulta dalla normativa che andrà in vigore dal prossimo dicembre, per fare sì che sia riconosciuta alla città di Carrara la dignità di capoluogo di provincia, con tutti i benefici e le attribuzioni che tale ruolo comporta. Invita il Parlamento a emanare un provvedimento analogo a quelli con i quali sono state istituite le Province di Pesaro e Urbino e di Andria, Barletta e Trani, attribuendo a Carrara la qualifica di capoluogo».
Musetti: tutti uniti per amor di patria. Gianni Musetti il consigliere della Destra che per primo aveva indicato il percorso di Carrara capoluogo è soddisfatto. Ma non rinuncia a una nota di polemica. «C'è stata un condivisione unanime di tutto il consiglio comunale alla proposta di Carrara capoluogo e questo è un risultato importante - afferma - ma la maggioranza per non darmi la soddisfazione di far passare un mio ordine del giorno ha voluto farne uno proprio: di diverso non c'è praticamente nulla ma non riuscivano a sopportare il fatto che il primo ad esprimersi sul tema del capoluogo fossi stato io. Per amor di patria, comunque, ho evitato polemiche e votato a favore, come l'intero consiglio Ho ritirato il mio ordine del giorno e accettato quello della maggioranza presentato durante la seduta (e non 24 ore prima del consiglio comunale come sarebbe di prassi)». «Ora il sindaco e i parlamentari dovranno impegnarsi a fare pressioni sul governo per avere la denominazione di capoluogo - continua Musetti - E non si tratta di un mero riconoscimento formale. DIvnetare concapoluogo significa infatti avere gli stessi privilegi che ha la città di Massa. Ad esempio il consiglio formato da 40 consiglieri anziché 30, maggiori investimenti per urbanistica, arredo urbano, e anche finanziamenti per la costruzione di sedi istituzionali: ad esempio potremo chiedere che nuova questura venga fatta da noi».
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