Il Tirreno

La reazione

«Ingrato», Fiom attacca Grimaldi

Aldo Grimaldi
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Aldo Grimaldi

Nell'articolo, in cui si fa riferimento alla Fiom, fra l'altro viene appunto riportato un commento dell'armatore genovese che ha commissionato 8 traghetti al cantiere: sei già consegnati da Nca

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CARRARA. «Il Giornale» parla della vertenza Nca e un commento dell'armatore Aldo Grimaldi in un articolo di Massimiliano Lussana, ha fatto impennare i sindacalisti della Fiom. Nell'articolo, in cui si fa riferimento alla Fiom, fra l'altro viene appunto riportato un commento dell'armatore genovese che ha commissionato 8 traghetti al cantiere: sei già consegnati da Nca.
Grimaldi - si dice nell'articolo - "non ha urlato contro la compagnia, nè contro i lavoratori, ma si è limitato a un gelido: «Gli operai in questo momento non dovrebbero scioperare, ma dovrebbero invece far vedere cosa sono capaci di fare»".
Daniele Corsini della Fiom e rappresentante della rsu del cantiere replica: «Finora abbiamo dimostrato che lavoriamo. A Grimaldi abbiamo fatto guadagnare 15 milioni a nave, perciò noi lavoratori non dobbiamo più dimostrare nulla a nessuno, sono gli altri che devono dimostrarci la volontà che la fabbrica debba andare avanti. Penso che Grimaldi abbia poco da recriminare verso di noi. Respingiamo la sua presa di posizione. Noi siamo stati concorrenziali come cantiere e impegnati dal primo traghetto, e siamo pronti a consegnare anche l'ultimo nel tempo previsto: quello in bacino, il penultimo, è avanti quasi di un mese e mezzo sui programmi di produzione, e i reparti che scioperano a turno, non sono interessati più su quella nave».
Alessio Castelli della Fiom provinciale ribadisce: «Ci dispiace, se il giudizio di Grimaldi è cambiato nei confronti del cantiere, che ha sempre premiato. Questa è una provincia che perde industria e che si fissa sulla "e" (che è un problema politico). Ma Grimaldi non se la deve prendere con i lavoratori, se non sono più in grado di fargli guadagnare 15 milioni a nave».
L'interrogazione. Il deputato Fabio Evangelisti, nel maggio scorso aveva presentato un'interrogazione al ministero dello sviluppo economico sollecitando risposte sulla lunga vertenza del cantiere: «E' ormai da circa un anno che si teme per la sorte di 800 lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania, 200 direttamente assunti e altri 600 nell'indotto».
La risposta è arrivata: una cronistoria della vicenda, dell'iter di vendita, la mancanza di offerte vincolanti, le riunioni dei mesi scorsi. E infine: «Il ministero dello sviluppo economico proseguirà a monitorare, in modo attento, l'evoluzione della situazione, affinché questa importante realtà produttiva possa continuare a operare nel citato territorio».
Una risposta che non sposta di un millimetro la situazione attuale. E intanto i lavoratori si stanno preparando all'incontro di lunedì prossimo, nella sede di Invitalia (l'azionista di Nca, cioè la proprietà) dove la delegazione istituzionale e sindacale apuana, e i sindacati nazionali di categoria, daranno battaglia. Se non avranno risposte convincenti, la nave in ostaggio potrebbe essere occupata dai lavoratori.
C.C.

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