Il Tirreno

IL CASO

Montagna isolata:telefono fuori uso per una settimama

Chiara Sillicani
<strong>SENZA TELEFONO.</strong> Un paese della montagna rimasto isolato
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SENZA TELEFONO. Un paese della montagna rimasto isolato

È la prima cosa a cui pensi quando ti senti male: sollevare il telefono e chiedere aiuto. Ma se abiti in montagna anche una semplice telefonata può diventare un problema. Anche quando non si tratta di alte quote dolomitiche. Basta raggiungere Canevara, un paese a pochi metri sul livello del mare, e dare un'occhiata al cellulare

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MASSA. È la prima cosa a cui pensi quando ti senti male: sollevare il telefono e chiedere aiuto. Ma se abiti in montagna anche una semplice telefonata può diventare un problema. Anche quando non si tratta di alte quote dolomitiche. Basta raggiungere Canevara, un paese a pochi metri sul livello del mare, e dare un'occhiata al cellulare: niente rete. Da lì in poi, manca la copertura e la telefonia mobile diventa davvero un miraggio.

La tecnologia in montagna è ferma ai primi dell'800, quando a Meucci ancora non era venuta in mente l'idea di comunicare a distanza. Ebbene sì, perché una normale telefonata può diventare un'impresa per chi vive nei paesi lungo il Frigido. Va meglio invece per quelli sull'altro versante, da San Carlo ad Antona.

A Casania, uno dei paesi appena sopra i cosiddetti canali, la linea telefonica è stata ripristinata solo ieri, dopo otto giorni di completo isolamento. Continui solleciti alla Telecom, continue richieste di intervento, ma nulla. I residenti non riuscivano a mettersi in contatto con la città: niente cellulare, niente telefono. Basta un po' di pioggia e le centraline vanno in tilt e per ripararle servono giorni.

Gli abitanti di Casania ci spiegano che rimangono attivi solo i numeri che iniziano con le cifre 3 e 1. Tutti gli altri vanno in tilt. E guai a farsi venire l'idea di navigare un po' su internet. Il sistema a banda larga che permetterebbe l'attivazione dell'Adsl è un sogno.

Gli abitanti della montagna hanno fatto presente il loro disagio in più occasioni e questa volta a farsi portavoce dei loro problemi è Lega Consumatori che non risparmia attacchi all'amministrazione. E il messaggio è chiaro: la valorizzazione della montagna non può essere solo un proclama, servono atti concreti. Irmo Vita, presidente della sezione locale di Lega Consumatori, assicura che a breve «partiranno i percorsi per gli indennizzi. Li prevede il regolamento di servizio - spiega- in caso di ritardo nelle riparazioni delle linee. Il problema è diffuso, anche a Caglieglia metà paese la scorsa settimana è rimasto senza telefono. E tutto per qualche goccia di pioggia. Un vero problema: i residenti, tra cui bambini e anziani bisognosi di cure, non possono comunicare, nemmeno in caso di emergenza». Il presidente della Lega consumatori si rivolge alla autorità, sindaco e prefetto in primis e chiede loro un intervento perché i gestori garantiscano l'efficienza delle linee. «Il 16 ottobre dello scorso anno - continua Vita - ho inviato una lettera al sindaco, all'assessore all'ambiente Andrea Ofretti e all'assessore alle innovazioni tecnologiche, Lina Coppa, ricordando loro le promesse fatte in tema di telefonia mobile e Adsl, ma in un anno nulla è stato fatto e la rete fissa funziona sempre peggio. I monti - conclude con qualche accento polemico - meritano attenzione.

Abbiamo dimenticato la frana di Guadine? Il telefono è indispensabile per le emergenze, è un servizio che deve essere garantito».

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