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Il Comune ignora chi occupa e perchè case e edifici pubblici

Una veduta di Carrara
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Una veduta di Carrara

La commissione comunale di controllo e garanzia, bacchetta l'amministrazione: nel mirino lo stato del patrimonio immobiliare comunale. Nella relazione che è stata consegnata ai capigruppo, si parla di «carenza conoscitiva» fra i vari settori comunali, per quanto riguarda i beni di proprietà pubblica

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CARRARA. La commissione comunale di controllo e garanzia, bacchetta l'amministrazione: nel mirino lo stato del patrimonio immobiliare comunale. Nella relazione che è stata consegnata ai capigruppo, si parla di «carenza conoscitiva» fra i vari settori comunali, per quanto riguarda i beni di proprietà pubblica, che avrebbe portato a «lacunosi metodi di concessione e gestione degli immobili». La commissione, chiede un quadro più chiaro, e che la giunta stabilisca convenzioni tipo, a seconda dei settori, con associazioni o cittadini, a cui vengono destinati immobili da utilizzare.

La commissione di controllo e garanzia, che si occupa della questione da mesi, ha fatto riunioni con i dirigenti e gli assessori dei settori patrimonio, sociale, cultura, e con il direttore generale del Comune.

Ha raccolto molta documentazione allo scopo di conoscere la situazione del patrimonio immobiliare dell'ente locale (escluse le case popolari che rientrano nel sistema Erp).

Nei mesi scorsi, peraltro, proprio il patrimonio immobiliare è stato oggetto di altre valutazioni per l'eventuale vendita di edifici comunali.

La commissione di controllo, ha approfondito il tema generale.

E nella relazione finale (firmata dai commissari di maggioranza e minoranza e dal presidente Gianni Musetti) si evidenzia che tale patrimonio, ha un notevole valore, essendo stato accumulato nel corso degli anni, ma secondo quando ha potuto riscontrare la commissione, fra i vari settori sarebbe stato carente lo scambio di informazioni, sulla gestione del patrimonio stesso.

Sarebbe emerso che «l'ufficio patrimonio non è in grado, per carenza di personale, di esaminare e di censire lo stato patrimoniale attuale, in cui non si sono rispettate le procedure di concessione, riservando le scelte su considerazioni che certe volte non coinvolgevano nè l'ufficio patrimonio, incaricato a raccordare la gestione, nè le amministrazioni stesse che si sono susseguite».

Ci sarebbero edifici di proprietà comunale «occupati da soggetti senza titolo», e - rileva ancora la commissione nella sua relazione - occupazioni stabili che inizialmente avrebbero dovuto essere per brevi periodi, convenzioni che in alcuni casi non sarebbero state del tutto rispettate, situazioni di mora, contenziosi con il Comune.

La commissione di controllo e garanzia, chiede in sostanza che il Comune si adoperi, anche attravereso un raccordo fra gli uffici preposti, per avere un censimento completo di tutte le situazioni inerenti il patrimonio immobiliare. In modo da poter avere un quadro chiaro prima di concedere l'utilizzo dei beni a terzi. E chiede anche convenzioni quadro.

La relazione, all'esame dei capigruppo e quindi dei singoli gruppo politici di maggioranza e di minoranza, sarà portata in un prossimo consiglio comunale.

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