Il Tirreno

CRISI, UNA VERTENZA RISOLTA

Ciet non chiude, stop alla protesta

I lavoratori Ciet all’interno del cantiere. La tenda della protesta e sotto: Piero Mancini (a sin.) con Sergio Lucherini ieri a Massa
◗
I lavoratori Ciet all’interno del cantiere. La tenda della protesta e sotto: Piero Mancini (a sin.) con Sergio Lucherini ieri a Massa

Svolta, positiva, nella vertenza Ciet, i lavoratori interrompono lo sciopero a oltranza e si liberano dalle catene con cui si erano legati ai cancelli. Al termine dell'incontro che si è tenuto ieri mattina nella sede di via Dorsale tra i sindacati e i dirigenti, la Ciet ha garantito che la rotazione della cassa integrazione riprenderà «da subito»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Svolta, positiva, nella vertenza Ciet, i lavoratori interrompono lo sciopero a oltranza e si liberano dalle catene con cui si erano legati ai cancelli. Al termine dell'incontro che si è tenuto ieri mattina nella sede di via Dorsale tra i sindacati e i dirigenti, la Ciet ha garantito che la rotazione della cassa integrazione riprenderà «da subito». E che è intenzione dell'azienda mantenere la sua presenza a Massa.

Nessuna dismissione del cantiere (così viene chiamata la sede) apuano, piuttosto, la volontà di proseguire le attività. Volontà confermata dalla decisione di Ciet di chiedere il rinnovo del contratto di appalto con Telecom per la gestione e la manutenzione delle reti di telefonia fissa. In sostanza: quello che i lavoratori chiedevano e attendevano da tempo.

In risposta all'apertura dell'azienda, i lavoratori hanno deciso di sospendere immediatamente il blocco della produzione che ormai da una settimana - tra scioperi e assemblee - aveva fermato le attività di Ciet. Con conseguenze pesanti anche sugli utenti, costretti ad attendere giorni per la riparazione di guasti sulle linee di telefoni o trasmissione dati.

Restano da definire alcune questioni relative ad aspetti contributivi dell'accordo, ma la strada sembra spianata.

L'esito della trattativa non era scontato. Ciet aveva non aveva, fino a ieri, mai smentito la volontà di chiudere la sede di Massa e non aveva risposto alle sollecitazioni di sindacati e istituzioni locali che richiamavano al rispetto degli accordi presi davanti al ministero.

All'incontro si è presentato il management al completo: Piero Mancini presidente dell'Arezzo calcio e presidente della società; Sergio Lucherini, avvocato e amministratore delegato; Riccardo Santini, capo del personale; Claudio Massaglia responsabile del catiere di Massa.

L'avvio del confronto con i segretari di Fiom, Cisl e Uilm non è stato facile, le distanze sembravano incolmabili e il clima abbastanza tesi. Le parti, insomma, se le sono dette, ma poi è arrivata l'apertura di Mancini: subito la turnazione della Cigs (i lavoratori contestavano che in cassa da 4 mesi restavano sempre gli stessi dipendenti), garanzie (anche se solo verbali) sul mantenimento della sede di Massa.

«Evitata una sconfitta del lavoro» è il commento della segreteria provinciala di Fiom, che aggiunge: «È evidente che le lotte hanno indotto l'azienda a trovare una mediazione opportuna a sbloccare l'agitazione». Il sindacato sottolinea positivamente l'atteggiamento di Ciet come «un segnale di apertura al dialogo costruttivo, che porti in sicurezza i posti di lavoro che la direzione individuava a rischio». E sottolinea infine il ruolo di sindaci del territorio, istituzioni locali regionali e parlamentari, «a supporto della protesta dei lavoratori».
C.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze