Attenzione
POLVERI E VIABILITA’
Quella cava blocca un versante
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Camion che scendono dalle cave e al lavaggioL'autostrasporto del marmo lo dice al sindaco: l'impianto di lavaggio dei camion, a Torano, va ancora migliorato; per la pulizia delle strade in zona Lugnola ci vuole anche un aspiratore; sarebbe ora di realizzare le canalette di scolo lungo le vie montane. Tutto questo per l'emergenza polveri
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CARRARA. L'autostrasporto del marmo lo dice al sindaco: l'impianto di lavaggio dei camion, a Torano, va ancora migliorato; per la pulizia delle strade in zona Lugnola ci vuole anche un aspiratore; sarebbe ora di realizzare le canalette di scolo lungo le vie montane. Tutto questo per l'emergenza polveri che ha già provocato, con il cambio di stagione, fermate forzate dei mezzi pesanti, il 25 settembre e il 2 ottobre, a causa dello sforamento dei limiti di legge delle Pm10. Ma non basta: la categoria si lamenta anche del fatto che da un anno, per problemi di sicurezza a quanto pare riguardanti un sito di escavazione, un'ordinanza comunale fa chiudere in caso di allarme meteo 2 (tipo acquazzone) la galleria di Belgia e tutto il bacino di Fantiscritti resta inaccessibile ai camion. Secondo quanto le associazioni di categoria hanno appreso dal Comune, i lavori di sicurezza richiesti sarebbero ultimati o in ultimazione. Pertanto è stata sollecitata la revoca dell'ordinanza.
Tutti questi problemi sono stati discussi ieri mattina in un incontro a cui erano presenti Zubbani, il direttore generale del Comune, Marco Tonelli, Attilio Papini di Confartigianato, Franco Coppelli e Giorgio Favullo di Cna, e Lorenzo Melani dell'associazione industriali.
Lavaggio, asfaltature, canaline. Papini e Favullo spiegano che l'impianto di Torano va migliorato perché viene usata acqua riciclata, in cui permangono residui fangosi, con la conseguenza che i camion che escono dall'impianto continuano a gocciolare melma per le strade. E' inoltre riemersa esigenza di avere servizio pulitura strade con preliminare aspirazione a secco: prima si spazza e poi si lava. E' stata portata ad esempio l'Omya. E' stata anche sollecitata l'asfaltatura delle strade nei tratti in uscita delle cave: pare, da quanto è stato riferito ieri alle associazioni, che un buon numero di imprenditori abbia provveduto, ma il sindaco ha chiesto una verifica.
Saranno realizzate le caneline di scolo delle acque nella zona verso le cave, per evitare fango sulle strade. Si parte con un primo lotto, come previsto nel piano investimenti del Comune. Le migliorie all'impianto di lavaggio, secondo il Comune, sono tecnicamente difficili. E si guarda già al progetto per il nuovo impianto alla rotatoria di MIseglia bassa dove c'è la galleria della via dei marmi: un'opera da cicra 600 mila euro stanziati a bilancio. Ma se anche sarà pronta nel 2010, verrà attivata dopo ilcompletamento della strada del marmi.
Giorgo Favullo: «Abbiamo discusso anche della necessità di asfaltare le gallerie a monte, piene di buche».
Attilio Papini: «Ci preme che si risolto anche il problema di Belgia. Infatti i camion normalmente salgono da Bedizzano, e prima di Colonnata prendono a sinistra, scendono sulla ex via marmifera, e dalle gallerie arrivano ai Ponti di Vara, da lì salgono a Canalgrande fino alle cave e discendono dal Tarnone. Se chiudono Belgia non possono più entrare a Fantiscritti. I lavori che devono essere fatti da un privato non possono condizionare la fermata di tutto l'autostrasporto nel bacino maggiore di Carrara».
Le polveri fini per ora continuano a incombere sulla città. «E' interesse di tutti risolvere il problema - dice Papini - non solo per la salute collettiva, ma anche perché gli autotrasportatori che non possono viaggiare, non guadagnano, e ci sono conseguenze anche per il Comune: mediamente a ogni stop dato ai camion, dopo gli sforamenti delle Pm10, corrisponde un mancato introito (tassa marmi) nelle casse comunali di circa 50 mila euro».
C.C.
Tutti questi problemi sono stati discussi ieri mattina in un incontro a cui erano presenti Zubbani, il direttore generale del Comune, Marco Tonelli, Attilio Papini di Confartigianato, Franco Coppelli e Giorgio Favullo di Cna, e Lorenzo Melani dell'associazione industriali.
Lavaggio, asfaltature, canaline. Papini e Favullo spiegano che l'impianto di Torano va migliorato perché viene usata acqua riciclata, in cui permangono residui fangosi, con la conseguenza che i camion che escono dall'impianto continuano a gocciolare melma per le strade. E' inoltre riemersa esigenza di avere servizio pulitura strade con preliminare aspirazione a secco: prima si spazza e poi si lava. E' stata portata ad esempio l'Omya. E' stata anche sollecitata l'asfaltatura delle strade nei tratti in uscita delle cave: pare, da quanto è stato riferito ieri alle associazioni, che un buon numero di imprenditori abbia provveduto, ma il sindaco ha chiesto una verifica.
Saranno realizzate le caneline di scolo delle acque nella zona verso le cave, per evitare fango sulle strade. Si parte con un primo lotto, come previsto nel piano investimenti del Comune. Le migliorie all'impianto di lavaggio, secondo il Comune, sono tecnicamente difficili. E si guarda già al progetto per il nuovo impianto alla rotatoria di MIseglia bassa dove c'è la galleria della via dei marmi: un'opera da cicra 600 mila euro stanziati a bilancio. Ma se anche sarà pronta nel 2010, verrà attivata dopo ilcompletamento della strada del marmi.
Giorgo Favullo: «Abbiamo discusso anche della necessità di asfaltare le gallerie a monte, piene di buche».
Attilio Papini: «Ci preme che si risolto anche il problema di Belgia. Infatti i camion normalmente salgono da Bedizzano, e prima di Colonnata prendono a sinistra, scendono sulla ex via marmifera, e dalle gallerie arrivano ai Ponti di Vara, da lì salgono a Canalgrande fino alle cave e discendono dal Tarnone. Se chiudono Belgia non possono più entrare a Fantiscritti. I lavori che devono essere fatti da un privato non possono condizionare la fermata di tutto l'autostrasporto nel bacino maggiore di Carrara».
Le polveri fini per ora continuano a incombere sulla città. «E' interesse di tutti risolvere il problema - dice Papini - non solo per la salute collettiva, ma anche perché gli autotrasportatori che non possono viaggiare, non guadagnano, e ci sono conseguenze anche per il Comune: mediamente a ogni stop dato ai camion, dopo gli sforamenti delle Pm10, corrisponde un mancato introito (tassa marmi) nelle casse comunali di circa 50 mila euro».
C.C.
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