La manifestazione
ECOSISTEMI DA DIFENDERE
Salvate l'ape regina massese
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Un’ape regina e un alveare: la varietà massese minacciata da pesticidi e «nomadismo»Vive e si riproduce nella vallata del Frigido, purissima e priva di contaminazioni e imbastardimenti genetici, la vera ape regina italiana. Questa particolare specie di ape denominata Apis mellifera ligustica Spinola non solo è preziosa per l'ecosistema e l'agricoltura nazionale in generale
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MASSA. Vive e si riproduce nella vallata del Frigido, purissima e priva di contaminazioni e imbastardimenti genetici, la vera ape regina italiana. Questa particolare specie di ape denominata Apis mellifera ligustica Spinola non solo è preziosa per l'ecosistema e l'agricoltura nazionale in generale ma è addirittura necessaria alla sopravvivenza, al mantenimento e all'impollinazione delle piante, delle biodiversità e tipicità locali.
Tanto da valere la messa a punto di un provvedimento ad hoc, un'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Pucci, la prima del genere in Italia, per proteggerla e garantirne la riproduzione in purezza e integrità.
Il sindaco, su proposta del settore attività produttive e dell'assessorato di Luigi Della Pina, ha firmato l'ordinanza, la n.91, il 29 settembre scorso. Essa punta a costituire nella valle del Frigido, habitat naturale di questa specie di ape, una zona di rispetto ove sia possibile allevare e far riprodurre in purezza l'Apis Ligustica Spinola - ecotipo Alpi Apuane.
Del provvedimento è stata data comunicazione a livello nazionale nel più importante convegno di settore organizzato dalla Federazione Apicoltori Italiani a Lazise, che si è tenuto ieri.
Il provvedimento assunto è frutto di un lungo lavoro procedurale svolto dall'ufficio comunale alle attività produttive e parte dall'allarme lanciato dagli stessi apicoltori sulla moria di api avvenuta sul territorio italiano negli ultimi anni.
E' stato dimostrato, infatti, che le morie di api sono determinate in parte dall'utilizzo di pesticidi, in particolare di neonicotinoidi per la concia del mais, messi al bando per questo dal ministero della salute, dall'altra dall'indebolimento subito dalla specie a causa di contaminazioni con api allevate in altri paesi e quindi vendute in Italia. Queste api non pure, si ammalano più frequentemente, sono più deboli e meno resistenti alle temperature invernali, più aggressive verso l'uomo e pure fra di loro, tendono a dividersi in sottofamiglie, non lavorano all'unisono e quindi producono anche meno miele.
Gli esperti hanno inoltre certificato che a Massa, nella valle Frigido, grazie al lavoro di seri apicoltori, sono state invece allevate api geneticamente pure, "conformi alle caratteristiche morfometriche descritte per l'Apis mellifera ligustica". Ed è quindi per evitare importazioni di api non pure, pericolosi fenomeni di ibridazione, diffusione di malattie tradizionali ed esotiche, oggi estranee all'ambiente e agli allevamenti apistici locali, che nasce il provvedimento del Sindaco per l'istituzione di una "zona di rispetto" ai sensi della Legge della regione Toscana n. 21/2009.
L'ordinanza stabilisce, dunque, che nel territorio della Valle del Frigido, a partire dal paese di Santa Lucia e sino al confine montano, non possano essere importate ed allevate api diverse dall'Apis mellifera ligustica Spinola ecotipo Alpi Apuane. E che l'attività di nomadismo sia regolata da certificazioni dell'Asl. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 80 a 500 euro.
Tanto da valere la messa a punto di un provvedimento ad hoc, un'ordinanza firmata dal sindaco Roberto Pucci, la prima del genere in Italia, per proteggerla e garantirne la riproduzione in purezza e integrità.
Il sindaco, su proposta del settore attività produttive e dell'assessorato di Luigi Della Pina, ha firmato l'ordinanza, la n.91, il 29 settembre scorso. Essa punta a costituire nella valle del Frigido, habitat naturale di questa specie di ape, una zona di rispetto ove sia possibile allevare e far riprodurre in purezza l'Apis Ligustica Spinola - ecotipo Alpi Apuane.
Del provvedimento è stata data comunicazione a livello nazionale nel più importante convegno di settore organizzato dalla Federazione Apicoltori Italiani a Lazise, che si è tenuto ieri.
Il provvedimento assunto è frutto di un lungo lavoro procedurale svolto dall'ufficio comunale alle attività produttive e parte dall'allarme lanciato dagli stessi apicoltori sulla moria di api avvenuta sul territorio italiano negli ultimi anni.
E' stato dimostrato, infatti, che le morie di api sono determinate in parte dall'utilizzo di pesticidi, in particolare di neonicotinoidi per la concia del mais, messi al bando per questo dal ministero della salute, dall'altra dall'indebolimento subito dalla specie a causa di contaminazioni con api allevate in altri paesi e quindi vendute in Italia. Queste api non pure, si ammalano più frequentemente, sono più deboli e meno resistenti alle temperature invernali, più aggressive verso l'uomo e pure fra di loro, tendono a dividersi in sottofamiglie, non lavorano all'unisono e quindi producono anche meno miele.
Gli esperti hanno inoltre certificato che a Massa, nella valle Frigido, grazie al lavoro di seri apicoltori, sono state invece allevate api geneticamente pure, "conformi alle caratteristiche morfometriche descritte per l'Apis mellifera ligustica". Ed è quindi per evitare importazioni di api non pure, pericolosi fenomeni di ibridazione, diffusione di malattie tradizionali ed esotiche, oggi estranee all'ambiente e agli allevamenti apistici locali, che nasce il provvedimento del Sindaco per l'istituzione di una "zona di rispetto" ai sensi della Legge della regione Toscana n. 21/2009.
L'ordinanza stabilisce, dunque, che nel territorio della Valle del Frigido, a partire dal paese di Santa Lucia e sino al confine montano, non possano essere importate ed allevate api diverse dall'Apis mellifera ligustica Spinola ecotipo Alpi Apuane. E che l'attività di nomadismo sia regolata da certificazioni dell'Asl. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 80 a 500 euro.
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