Finanza
Protesta
Pronti a occupare la nave
Cinzia Carpita
◗
La giornalista di Ballarò parla con i lavoratori davanti ai cancelli dei Nuovi Cantieri Apuania«Siamo alla frutta, non abbiamo più nulla da perdere. Dov'è il parlamentare Lucio Barani? Dov'è il ministro Sandro Bondi?»: i due politici lunigianesi, che potrebbero fare da ponte con Roma in questa calda vertenza, sono finiti nel mirino dei lavoratori Nca
3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. «Siamo alla frutta, non abbiamo più nulla da perdere. Dov'è il parlamentare Lucio Barani? Dov'è il ministro Sandro Bondi?»: i due politici lunigianesi, che potrebbero fare da ponte con Roma in questa calda vertenza, sono finiti nel mirino dei lavoratori Nca, che ormai non sanno più a che santo votarsi. Ieri mattina alla troupe televisiva di "Ballarò" arrivata a Marina per un servizio (di circa 5 minuti) che sarà trasmesso da Raitre martedì, hanno raccontato vita e miracoli del cantiere, per far capire a tutti, che non vorrebbero anche dover raccontare la sua morte.
Le telecamere si sono dovute fermare ai cancelli del cantiere (vietato l'accesso), e qualche ripresa è stata fatta dal pontile del Club Nautico: da dove si vede sia il troncone dell'ultimo traghetto Grimaldi, sia la penultima e ottava nave, quella tenuta in ostaggio dai lavoratori che la presidiano 24 ore su 24, a turni, per impedire che nel bacino venga immessa acqua: «Altrimenti, - spiega Alessio Castelli della Fiom - se la nave galleggia, è soggetta alle leggi del mare e può essere portata fuori». Ma l'ostaggio da 7.800 tonnellate e 200 metri di lunghezza, resterà in cantiere - così hanno deciso operai e sindacati - almeno fino all'incontro in prefettura del 12 ottobre, dove arriveranno due delegati del ministero dello sviluppo economico. E se l'azienda decidesse il varo della nave prima del 12? I lavoratori potrebbero salirci e occuparla.
Davanti ai cancelli di Nca, anche Andrea Figaia della Cisl riassume i contenuti della lotta, la richiesta pressante di un assetto societario che dia garanzie a Nca. La ribadiscono i rappresentanti della rsu. Oggi non verranno fatte entrare le merci in arrivo: una forma di lotta.
Il no alla vendita a privati, il varo bloccato, la storia di un cantiere che oggi è l'ultima realtà produttiva della navalmeccanica pesante rimasta in Toscana, un cantiere «che non è in crisi», che ha lavoro fino a giugno 2010 e poi non si sa. L'amarezza per non avere finora avuto risposte da Roma. Una sintesi di dolore e di orgoglio: i lavoratori spiegano alla troupe televisiva, che la nave in ostaggio è il simbolo della loro lotta, un pezzo della loro vita dentro il cantiere. L'hanno costruita loro, e prima di lasciarla partire, come le altre, pretendono chiarezza e certezze, che ora non hanno, sul futuro dello stabilimento e sui posti di lavoro. «Gli operai, i sindacati, la politica locale, la Regione: tutti dicono "Nca nel pubblico". Perché se tutti dicono questo, da Roma non ci rispondono? C'è qualcosa che non va», dice Castelli. E assieme a Figaia chiede una presa di posizione anche da parte di politici di questo territorio che ora sono a Roma, vicini a Berlusconi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
