La manifestazione
La "e" ce la ridà Calderoli
Chiara Sillicani
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LA SEDE. Palazzo Ducale ospita gli uffici provincialiIacopo Ferri: se è così sono soddisfatto. Ma ora c'è il rischio che il nome previsto dalla legge sia quello di Apuania
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MASSA. Una bagarre su una congiunzione dietro la quale si cela l'identità di due città, di una Provincia e della sua gente. Eppure quella "e" tra Massa e Carrara che la deputata del Pdl Isabella Bertolini, propone di ripristinare con una legge, già ci sarebbe. Sarebbe tornata, trionfante, tra i nomi delle due città, lo scorso anno.
Quando le polemiche sulla pari dignità tra Massa e Carrara ancora non riempivano le pagine di cronaca. A svelare l'arcano è il quotidiano economico Italia Oggi. Roberto Miliacca, in un articolo sulla proposta di legge firmata Bertolini, racconta di un'interessante scoperta fatta dagli uffici della Camera. Tra un documento e l'altro, presi dalla stesura dei dossier da presentare alla Commissioni Affari Costituzionali, i solerti impiegati si sarebbero resi conto che nella provincia apuana (non Apuania, si intenda) si dibatte di problemi già risolti.
Perché il decreto luogotenenziale che nel 1946, dopo la parentesi dittatoriale, istituisce il trattino, non esisterebbe più. Ad eliminarlo sarebbe stato un altro decreto, a firma Roberto Calderoli. Nominato alla semplificazione normativa, il ministro leghista non ha perso tempo e ha messo ordine, appunto, nel complesso panorama normativo italiano dove legge si sovrappone a legge, spesso creando confusione e disorientamento. Un decreto, poi convertito in legge, con cui Calderoli ha mandato in soffitta quasi 29mila norme, emanate tra il 1861 e il 1947. Un elenco di leggi andate in pensione lungo 983 pagine. E tra queste ci sarebbe anche il decreto firmato da Umberto, luogotenente del Regno, in base ad una delibera dei Comuni di Apuania. Se poi qualcuno abbia modificato quella delibera sostituendo alla "e" il trattino, non si sa. E a questo punto, se quanto la Camera ha riferito alla Bertolini, fosse vero, beh, allora alla storia si sostituirebbe la leggenda. La domanda però, a questo punto sorge spontanea. Ma se il decreto luogotenenziale è stato cancellato e dovessimo tornare allo stato dei fatti antecedente, Massa Carrara non esisterebbe più e farebbe la sua ricomparsa la mussoliniana "Apuania"?
Il consigliere regionale Jacopo Ferri è uno dei maggiori supporter della proposta di legge della Bertolini, spera vivamente che le cose stiano come hanno fatto sapere gli uffici della Camera. «Ho sempre sostenuto - spiega - l'idea di tornare alla dizione originaria di Massa e Carrara. Non a caso - puntualizza - sono l'estensore materiale della legge proposta in Parlamento di cui mi sono fatto promotore anche nella precedente legislatura». E se tornassimo alla dittatoriale Apuania? «Dobbiamo capire bene come stanno le cose perché - nota il consigliere - è probabile che il decreto Calderoli abbia annullato anche l'atto di Mussolini». E quindi la "e" scatterebbe per legge e senza polemiche. Viene da chiedersi, però, come possa essere sfuggito quel decreto ai fan della congiunzione che darebbe a Carrara pari dignità. La risposta alla Commissione Affari Costituzionali che si troverà a fare i conti con la patata bollente.
Quando le polemiche sulla pari dignità tra Massa e Carrara ancora non riempivano le pagine di cronaca. A svelare l'arcano è il quotidiano economico Italia Oggi. Roberto Miliacca, in un articolo sulla proposta di legge firmata Bertolini, racconta di un'interessante scoperta fatta dagli uffici della Camera. Tra un documento e l'altro, presi dalla stesura dei dossier da presentare alla Commissioni Affari Costituzionali, i solerti impiegati si sarebbero resi conto che nella provincia apuana (non Apuania, si intenda) si dibatte di problemi già risolti.
Perché il decreto luogotenenziale che nel 1946, dopo la parentesi dittatoriale, istituisce il trattino, non esisterebbe più. Ad eliminarlo sarebbe stato un altro decreto, a firma Roberto Calderoli. Nominato alla semplificazione normativa, il ministro leghista non ha perso tempo e ha messo ordine, appunto, nel complesso panorama normativo italiano dove legge si sovrappone a legge, spesso creando confusione e disorientamento. Un decreto, poi convertito in legge, con cui Calderoli ha mandato in soffitta quasi 29mila norme, emanate tra il 1861 e il 1947. Un elenco di leggi andate in pensione lungo 983 pagine. E tra queste ci sarebbe anche il decreto firmato da Umberto, luogotenente del Regno, in base ad una delibera dei Comuni di Apuania. Se poi qualcuno abbia modificato quella delibera sostituendo alla "e" il trattino, non si sa. E a questo punto, se quanto la Camera ha riferito alla Bertolini, fosse vero, beh, allora alla storia si sostituirebbe la leggenda. La domanda però, a questo punto sorge spontanea. Ma se il decreto luogotenenziale è stato cancellato e dovessimo tornare allo stato dei fatti antecedente, Massa Carrara non esisterebbe più e farebbe la sua ricomparsa la mussoliniana "Apuania"?
Il consigliere regionale Jacopo Ferri è uno dei maggiori supporter della proposta di legge della Bertolini, spera vivamente che le cose stiano come hanno fatto sapere gli uffici della Camera. «Ho sempre sostenuto - spiega - l'idea di tornare alla dizione originaria di Massa e Carrara. Non a caso - puntualizza - sono l'estensore materiale della legge proposta in Parlamento di cui mi sono fatto promotore anche nella precedente legislatura». E se tornassimo alla dittatoriale Apuania? «Dobbiamo capire bene come stanno le cose perché - nota il consigliere - è probabile che il decreto Calderoli abbia annullato anche l'atto di Mussolini». E quindi la "e" scatterebbe per legge e senza polemiche. Viene da chiedersi, però, come possa essere sfuggito quel decreto ai fan della congiunzione che darebbe a Carrara pari dignità. La risposta alla Commissione Affari Costituzionali che si troverà a fare i conti con la patata bollente.
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