Finanza
LA PROVINCIA E IL TRATTINO
Pucci: «No al cambio di nome»
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Palazzo Ducale dove ha sede la Provincia di Massa-CarraraNon solo al centro della discussione politica di questi giorni, ma anche oggetto di una lettera che il sindaco di Massa, Roberto Pucci ha scritto al presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, onorevole Donato Bruno
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MASSA. Non solo al centro della discussione politica di questi giorni, ma anche oggetto di una lettera che il sindaco di Massa, Roberto Pucci ha scritto al presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, onorevole Donato Bruno.
Continua a tenere banco la proposta di cambiamento della denominazione della nostra Provincia (da Massa-Carrara a Massa e Carrara) sulla quale il primo cittadino interviene sottolineando la necessità di «operare tutti insieme per il superamento delle frizioni, tuttora alimentate dai retaggi di antichi localismi, piuttosto che crearne di nuove, con motivazioni pretestuose, come sono appunto quelle di chi propugna un cambiamento di denominazione di cui nessuno sente il bisogno».
La proposta di legge firmata da Isabella Bertolini (Pdl), verrà discussa nelle prossime ore in commissione Affari costituzionali: «La invito - prosegue il sindaco Pucci nella sua lettera all'onorevole Donato Bruno - a considerare la pericolosità di qualunque iniziativa che, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, intervenga a creare fratture e sterili contrapposizioni all'interno delle comunità locali».
Contrapposizioni «assolutamente inutili - come vengono definite nel comunicato stampa del Comune di Massa - dannose e fuorvianti viste le manifeste intenzioni e le concrete occasioni di collaborazione tra le due amministrazioni, di Massa e di Carrara che sempre più spesso operano di concerto, per la soluzioni di problemi comuni e per il superamento di qualsiasi forma di campanilismo».
Un concetto che non lascia spazio a cattive interpretazioni, quello espresso dal sindaco, rafforzato dall'invio al presidente della Commissione Affari Costituzionali, della delibera con la quale il consiglio comunale, nel marzo scorso, ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato dai
capigruppo su "Carrara capoluogo e denominazione della Provincia". Delibera con cui era stato posto l'accento sull'inopportunità della scelta dell'amministrazione provinciale di occuparsi, dopo 63 anni, della denominazione della Provincia, soprattutto in considerazione delle difficoltà economiche e sociali del nostro territorio.
Una «corretta ricostruzione dei fatti, come riportato nella delibera, dimostra come nel Regio Decreto del 1946 sia stata recuperata la corretta denominazione usata fin dal 1861, quando la Prefettura fu denominata "Prefettura di Massa-Carrara". Il vero errore di trascrizione venne commesso nel Regio Decreto del 1936 quando i Comuni di Massa, Carrara e Montignoso furono fusi nel nome di Apuania: decreto nel quale si leggeva, inspiegabilmente, che la Provincia di Massa e Carrara aveva assunto la denominazione di "Provincia di Apuania". A dimostrare l'imprecisione è il fatto che, nel decreto del'46, venne recuperata l'originaria denominazione ovvero "Massa-Carrara con capoluogo Massa».
Continua a tenere banco la proposta di cambiamento della denominazione della nostra Provincia (da Massa-Carrara a Massa e Carrara) sulla quale il primo cittadino interviene sottolineando la necessità di «operare tutti insieme per il superamento delle frizioni, tuttora alimentate dai retaggi di antichi localismi, piuttosto che crearne di nuove, con motivazioni pretestuose, come sono appunto quelle di chi propugna un cambiamento di denominazione di cui nessuno sente il bisogno».
La proposta di legge firmata da Isabella Bertolini (Pdl), verrà discussa nelle prossime ore in commissione Affari costituzionali: «La invito - prosegue il sindaco Pucci nella sua lettera all'onorevole Donato Bruno - a considerare la pericolosità di qualunque iniziativa che, in tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, intervenga a creare fratture e sterili contrapposizioni all'interno delle comunità locali».
Contrapposizioni «assolutamente inutili - come vengono definite nel comunicato stampa del Comune di Massa - dannose e fuorvianti viste le manifeste intenzioni e le concrete occasioni di collaborazione tra le due amministrazioni, di Massa e di Carrara che sempre più spesso operano di concerto, per la soluzioni di problemi comuni e per il superamento di qualsiasi forma di campanilismo».
Un concetto che non lascia spazio a cattive interpretazioni, quello espresso dal sindaco, rafforzato dall'invio al presidente della Commissione Affari Costituzionali, della delibera con la quale il consiglio comunale, nel marzo scorso, ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato dai
capigruppo su "Carrara capoluogo e denominazione della Provincia". Delibera con cui era stato posto l'accento sull'inopportunità della scelta dell'amministrazione provinciale di occuparsi, dopo 63 anni, della denominazione della Provincia, soprattutto in considerazione delle difficoltà economiche e sociali del nostro territorio.
Una «corretta ricostruzione dei fatti, come riportato nella delibera, dimostra come nel Regio Decreto del 1946 sia stata recuperata la corretta denominazione usata fin dal 1861, quando la Prefettura fu denominata "Prefettura di Massa-Carrara". Il vero errore di trascrizione venne commesso nel Regio Decreto del 1936 quando i Comuni di Massa, Carrara e Montignoso furono fusi nel nome di Apuania: decreto nel quale si leggeva, inspiegabilmente, che la Provincia di Massa e Carrara aveva assunto la denominazione di "Provincia di Apuania". A dimostrare l'imprecisione è il fatto che, nel decreto del'46, venne recuperata l'originaria denominazione ovvero "Massa-Carrara con capoluogo Massa».
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