Attenzione
LA VERTENZA NAVALE
Pronti a occupare il cantiere
Cinzia Carpita
Le ipotesi di lotta sono sempre più cupe: no alla cassa integrazione senza prospettive. In cantiere si comincia a parlare di occupazione, come estrema autodifesa. «Fintecna è la soluzione per reggere questa fase critica, per 4 o 5 anni. Per avere commesse. Ora non ci sono alternative, se non il pubblico. Poi si vedrà
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MARINA DI CARRARA. Le ipotesi di lotta sono sempre più cupe: no alla cassa integrazione senza prospettive. In cantiere si comincia a parlare di occupazione, come estrema autodifesa. «Fintecna è la soluzione per reggere questa fase critica, per 4 o 5 anni. Per avere commesse. Ora non ci sono alternative, se non il pubblico. Poi si vedrà. E la mobilitazione qui, deve essere inversamente proporzionale al livello di ascolto, noi la sosteniamo: la vertenza riguarda il futuro della città». Suona la carica Giorgio Cremaschi, della segreteria nazionale Fiom, che parla alla rsu del cantiere navalee ai sindacati di categoria, nella saletta a poca distanza dal bacino: lì c'è il penultimo traghetto Grimaldi «che sarà pronto per il varo del 2 ottobre», dicono i lavoratori, «perché non ci sono stati ritardi nell'avanzamento dei lavori. Ma fino all'incontro del 12 ottobre il varo non si farà». La nave è diventata infatti, in questa vertenza, un prezioso ostaggio guardato a vista, con presidi mobili organizzati dalle 7 alle 21. «Non si fa entrare acqua in bacino», spiegano i rappresentanti sindacali.
Il 12 ottobre arriveranno in prefettura due delegati del ministero dello sviluppo economico per parlare del futuro di Nca, e probabilmente il 13 ci sarà il tavolo a Roma sulla cantieristica nazionale. I lavoratori hanno sentito parlare anche di eventuale commissariamento, sono di fronte a uno scenario poco chiaro, stante anche la crisi generale della navalmeccanica, che coinvolge pure aziende di Fincantieri. «Bisogna arrivare alla ripresa economica con le fabbriche in piedi - dice Cremaschi- e qua ci vuole in untervento pubblico in difesa di Nca, altrimenti il cantiere chiude e la cassa integrazione ne sarebbe il preludio. La soluzione della nautica da diporto non c'è, ma c'è il rischio di speculazione sulle aree. E non credo che i privati ora possano comprare Nca in attesa che passi la crisi. Il 12 chiederemo un intervento pubblico subito per Nca, non assistenza ma lavoro».
Indica Fintecna. «Se il 12 non ci saranno segnali precisi, ma solo fumo, la lotta si drammatizzerà». Fa capire che la Fiom appoggerà anche «azioni clamorose dei lavoratori». «Dobbiamo vender cara la pelle - aggiunge Andrea Figaia della Cisl - I parlamentari non si vedono, ho cercato anche quello lunigianese - si riferisce a Barani - ma invano. Ci vuole anche uno scatto del territorio, che non vedo». «Sì - conclude Cremaschi - il territorio deve andare tutto nella stessa direzione». Facile a dirsi.
Il 12 ottobre arriveranno in prefettura due delegati del ministero dello sviluppo economico per parlare del futuro di Nca, e probabilmente il 13 ci sarà il tavolo a Roma sulla cantieristica nazionale. I lavoratori hanno sentito parlare anche di eventuale commissariamento, sono di fronte a uno scenario poco chiaro, stante anche la crisi generale della navalmeccanica, che coinvolge pure aziende di Fincantieri. «Bisogna arrivare alla ripresa economica con le fabbriche in piedi - dice Cremaschi- e qua ci vuole in untervento pubblico in difesa di Nca, altrimenti il cantiere chiude e la cassa integrazione ne sarebbe il preludio. La soluzione della nautica da diporto non c'è, ma c'è il rischio di speculazione sulle aree. E non credo che i privati ora possano comprare Nca in attesa che passi la crisi. Il 12 chiederemo un intervento pubblico subito per Nca, non assistenza ma lavoro».
Indica Fintecna. «Se il 12 non ci saranno segnali precisi, ma solo fumo, la lotta si drammatizzerà». Fa capire che la Fiom appoggerà anche «azioni clamorose dei lavoratori». «Dobbiamo vender cara la pelle - aggiunge Andrea Figaia della Cisl - I parlamentari non si vedono, ho cercato anche quello lunigianese - si riferisce a Barani - ma invano. Ci vuole anche uno scatto del territorio, che non vedo». «Sì - conclude Cremaschi - il territorio deve andare tutto nella stessa direzione». Facile a dirsi.
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