Il dolore
cachemire made in Carrara
Vicolo Dante conquista Parigi
Alessandra Vivoli
◗
Carlo Alberto Paladini e Simone PighiniIl made in Carrara conquista Parigi. Ma attenzione, non si tratta di marmo. A sbarcare nella capitale francese entrando dalla porta principale, è il cachemire di «Vicolo Dante», l'azienda di Marina di Carrara guidata da Carlo Alberto Paladini e Simone Pighini
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CARRARA. Il made in Carrara conquista Parigi. Ma attenzione, non si tratta di marmo. A sbarcare nella capitale francese entrando dalla porta principale, è il cachemire di «Vicolo Dante», l'azienda di Marina di Carrara guidata da Carlo Alberto Paladini e Simone Pighini. I loro maglioni li vedremo addosso a Gerard Depardieu Jean Reno e Vincent Cassel, il fortunato consorte della bellissima Monica Bellicci.
Sono stati loro infatti alcuni degli ospiti illustri che hanno partecipato, insieme a Giuseppe Tornatore (in Francia per promuovere il suo «Baaria») alla presentazione della collezione carrarese, al prestigioso Espace Cachemire.
È la rivincita del prodotto di nicchia, simbolo della qualità e del «made in Italy» rispetto ai giganti della grande distribuzione.
Anche se la «Vicolo Dante» - nel suo piccolo - vanta una filiera, a Reggio Emilia dove è concentrata la produzione, di 30 persone che seguono passo per passo le creazioni: dal filato fino alla parte che fa la differenza, quella delle rifiniture.
«La nostra è sempre stata una scelta precisa: produrre in Italia e non fare i grandi numeri, ma curare nel dettaglio tutti i capi - spiega Carlo Alberto Paladini - Adesso ci avvaliamo anche dell'ologramma che certifica la produzione nostrana: per noi è una conquista importante, per il cliente una garanzia».
Una ricerca della qualità, con valorizzazione dei mestieri antichi, come quello della rifinitura a mano di golf e abiti, che è stata premiata.
Prima gli oltre sessanta punti vendita italiani, con vetrine di prestigio nei circuiti della moda per eccellenza da Milano a Torino. Poi, pochi mesi fa l'arrivo a Parigi: una meta che, per chi si occupa di moda, rappresenta un'autentica consacrazione.
«La collezione è piaciuta moltissimo - spiegano Carlo Alberto e Simone Pighini ideatori di tutto quello che porta il marchio «Vicolo Dante» - e la sorpresa è stata la presentazione con tanti ospiti illustri che hanno voluto i nostri capi».
Gerard Depardieu, invitato con i vertici della Cirio (società di cui da tempo è testimonial pubblicitario) ha scelto un girocollo nei toni neutri. Giuseppe Tornatore un doppio filo, sempre a girocollo (che per la moda uomo rappresenta quest'anno l'alternativa più gettonata rispetto al classico scollo a V). Vincent Cassel ha voluto morbidi berretti e le pashmine che sono diventate il marchio di fabbrica della Vicolo Dante.
Una vera e propria parata di stelle che però non ha fatto certo montare la testa a Carlo Alberto e Simone che, seppure impegnati nella conquista dei mercati europei e internazionali, mantengono il cuore dell'azienda a Marina di Carrara, in via Prampolini (dove si trova anche il punto vendita). È qui che nascono le idee e prendono forma le nuove collezioni.
Quella dell'autunno inverno presenta davvero tante novità: giacche sartoriali in grigio flanella, tutte (naturalmente) in cachemire.
E ancora: boleri con maniche ampie, da utilizzare anche per la sera e poi preziose mantelle e cappotti avvitati che piacciono alle giovanissime.
E poi spazio anche agli oggetti più sfiziosi: la tuta da jogging in cachemire, per chi sceglie il lusso anche per il tempo libero, le maglie realizzate completamente senza cuciture.
E infine i plaid: alcuni hanno preso la via della Costa Azzurra, finiranno nel mega yacht di un magnate russo.
Sono stati loro infatti alcuni degli ospiti illustri che hanno partecipato, insieme a Giuseppe Tornatore (in Francia per promuovere il suo «Baaria») alla presentazione della collezione carrarese, al prestigioso Espace Cachemire.
È la rivincita del prodotto di nicchia, simbolo della qualità e del «made in Italy» rispetto ai giganti della grande distribuzione.
Anche se la «Vicolo Dante» - nel suo piccolo - vanta una filiera, a Reggio Emilia dove è concentrata la produzione, di 30 persone che seguono passo per passo le creazioni: dal filato fino alla parte che fa la differenza, quella delle rifiniture.
«La nostra è sempre stata una scelta precisa: produrre in Italia e non fare i grandi numeri, ma curare nel dettaglio tutti i capi - spiega Carlo Alberto Paladini - Adesso ci avvaliamo anche dell'ologramma che certifica la produzione nostrana: per noi è una conquista importante, per il cliente una garanzia».
Una ricerca della qualità, con valorizzazione dei mestieri antichi, come quello della rifinitura a mano di golf e abiti, che è stata premiata.
Prima gli oltre sessanta punti vendita italiani, con vetrine di prestigio nei circuiti della moda per eccellenza da Milano a Torino. Poi, pochi mesi fa l'arrivo a Parigi: una meta che, per chi si occupa di moda, rappresenta un'autentica consacrazione.
«La collezione è piaciuta moltissimo - spiegano Carlo Alberto e Simone Pighini ideatori di tutto quello che porta il marchio «Vicolo Dante» - e la sorpresa è stata la presentazione con tanti ospiti illustri che hanno voluto i nostri capi».
Gerard Depardieu, invitato con i vertici della Cirio (società di cui da tempo è testimonial pubblicitario) ha scelto un girocollo nei toni neutri. Giuseppe Tornatore un doppio filo, sempre a girocollo (che per la moda uomo rappresenta quest'anno l'alternativa più gettonata rispetto al classico scollo a V). Vincent Cassel ha voluto morbidi berretti e le pashmine che sono diventate il marchio di fabbrica della Vicolo Dante.
Una vera e propria parata di stelle che però non ha fatto certo montare la testa a Carlo Alberto e Simone che, seppure impegnati nella conquista dei mercati europei e internazionali, mantengono il cuore dell'azienda a Marina di Carrara, in via Prampolini (dove si trova anche il punto vendita). È qui che nascono le idee e prendono forma le nuove collezioni.
Quella dell'autunno inverno presenta davvero tante novità: giacche sartoriali in grigio flanella, tutte (naturalmente) in cachemire.
E ancora: boleri con maniche ampie, da utilizzare anche per la sera e poi preziose mantelle e cappotti avvitati che piacciono alle giovanissime.
E poi spazio anche agli oggetti più sfiziosi: la tuta da jogging in cachemire, per chi sceglie il lusso anche per il tempo libero, le maglie realizzate completamente senza cuciture.
E infine i plaid: alcuni hanno preso la via della Costa Azzurra, finiranno nel mega yacht di un magnate russo.
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