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Zaccagna

Esplode il caso dei 20 minuti

I venti minuti della discordia: all'Istituto tecnico commerciale e per geometri "Zaccagna", ieri mattina, parte degli studenti hanno fatto sciopero per protestare contro il nuovo orario d'uscita, ma anche fra gli insegnanti c'è fibrillazione

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CARRARA. I venti minuti della discordia: all'Istituto tecnico commerciale e per geometri "Zaccagna", ieri mattina, parte degli studenti hanno fatto sciopero per protestare contro il nuovo orario d'uscita, ma anche fra gli insegnanti c'è fibrillazione.

L'anno scorso, gli allievi dello Zaccagna uscivano alle 13,10: come spiega il preside Luigi Corsi, l'anno passato era stata introdotta una sperimentazione: le ore erano state portate a 50 minuti l'una (da 55 minuti), così facendo l'uscita era stata anticipata di 20 minuti, dalle 13,10 alle 13,30, anche perché di solito gli ultimi 20 minuti sono poco produttivi dal punto di vista didattico e poi vi sono problemi pratici di rientro a casa per i circa 100 studenti (su oltre 420) provenienti da fuori Comune. In cambio, le 4 ore al mese "tolte" dall'orario mattutino, erano recuperate al pomeriggio, con i vari docenti a disposizione per una sorta di sportello dello studente o per uno studio assistito.

I risultati erano parsi buoni al collegio docenti, e in generale anche ai genitori e agli studenti. Tanto che il collegio dei docenti, l'organo di indirizzo didattico che raggruppa tutti gli 86 insegnanti dell'Istituto, aveva deliberato per riproporre la sperimentazione; lo aveva fatto con un voto a maggioranza, e dopo una discussione ampia, nella quale un gruppo di insegnanti "dissidenti" si era fatto sentire. Ma insomma: secondo la maggioranza dei docenti, si doveva andare avanti così, con l'uscita alle 13,10.

Trattandosi però di una organizzazione relativa all'orario, l'ultima parola spetta al consiglio d'istituto: e qui, a sorpresa, c'è stato il ribaltone.

Il consiglio d'istituto è composto da 19 membri compreso il dirigente scolastico, è presieduto da un genitore (facente funzione, perché il figlio del presidente non è più studente dello Zaccagna), ne fanno parte 8 docenti, 4 studenti, 4 genitori, 2 rappresentanti del personale Ata. Alla riunione decisiva, peraltro, mancavano tre ragazzi e anche la componente degli insegnanti era incompleta.

A sorpresa quindi, anche su una questione che è, se vogliamo, principalmente didattica, è stato votato di tornare all'antico, dando così retta all'impostazione di alcuni insegnanti, presenti nel consiglio d'istituto, che nel collegio erano stati in minoranza. Morale: studenti arrabbiati, con molti dei 90 allievi fuori sede che hanno già chiesto l'uscita anticipata, e che quindi faranno rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta.

Ieri lo sciopero, e il malumore c'è anche all'interno del corpo docente, perché il fatto che i colleghi del consiglio d'istituto non abbiano seguito l'indirizzo della maggioranza, non è certo un segnale distensivo. Al di là dei pareri personali.

Per ora, comunque, allo Zaccagna si va avanti così, con la campanella che suona alle 13,30: ma se le proteste proseguiranno, potrebbe anche esserci il controribaltone.
M.B.

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