La manifestazione
vertenza nca
Cantieri, giornata ad alta tensione
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Una iniziativa di protesta di NcaÈ una giornata ad altissima tensione quella di oggi per i Nuovi cantieri Apuania: stamani le tute blu di Nca scendono in sciopero, poi alle 9,30 andranno dal nuovo prefetto, Giuseppe Merendino, a dire chiaro e tondo che senza novità vere il varo del 2 ottobre non ci sarà
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CARRARA. È una giornata ad altissima tensione quella di oggi per i Nuovi cantieri Apuania: stamani le tute blu di Nca scendono in sciopero, poi alle 9,30 andranno dal nuovo prefetto, Giuseppe Merendino, a dire chiaro e tondo che senza novità vere il varo del 2 ottobre non ci sarà.
Il fatto che l'incontro ministeriale di mercoledì sia saltato rappresenta un elemento forte di fibrillazione e di incertezza.
Da Roma, a quanto riferiscono fonti sindacali, arrivano segnali di incertezza anche per l'attuale proprietà di Nca, cioé Invitalia, che potrebbe addirittura andare verso un commissariamento. Il problema è che il tempo passa e, senza commesse, le prospettive sono buie. Ormai da anni non si riescono a prendere navi da costruire: è vero che c'è la crisi, ma l'impressione è che qualcosa di più poteva comunque essere fatto.
Commenta Andrea Figaia della Cisl: «Dall'incontro di oggi dal prefetto e in genere nei prossimi giorni, ci attendiamo una risposta "di sistema", cioè che tutte le istituzioni siano presenti a fianco dei lavoratori e dei sindacati; tutti, dal vescovo ai parlamentari ai consiglieri regionali. Andiamo dal prefetto e diciamo che questa è l'ultima grande vertenza a cui bisogna dare una risposta seria e concreta».
Stamani, come già anticipato ieri, il parlamentare del Pd Andrea Rigoni presenterà una interrogazione urgente al governo. Tante, troppe le cose da capire: a partire da quale sarà l'assetto azionario del futuro.
E Lucio Barani, unico parlamentare della provincia che fa capo alla maggioranza?
«Nessuno, dei sindacati e dei lavoratori - sostiene il parlamentare lunigianese - ha mai chiesto il mio intervento. Mai. C'era un vecchio detto: chiedete e vi sarà dato. Se non chiedono... Come dire, non sono autorizzato a muovermi di mia iniziativa. Si vede che non vogliono il mio aiuto, hanno scelto quello dei parlamentari di sinistra, e temo che i risultati non saranno buoni. Forse, non vogliono il mio aiuto perché poi dopo bisognerebbe dire che il problema l'ho risolto io. Se notate, anche in campagna elettorale non sono mai andato a fare comizi a Nca». Quindi non chiederà una mano al ministro Scajola? «Guardi, ho l'angoscia dentro: sono figlio di un manovale e di una casalinga, so cosa vuol dire non arrivare in fondo al mese. Non mi fa certo felice vedere che si rivolgono a me da tutta Italia, da Ancona a Reggio Calabria, tranne che dalla mia provincia. Sono pronto e disponibile: mi contattino, mi facciano capire cosa vogliono. Lunedì ero con l'amministratore delegato dell'Oto Melara, a cui sto dando una mano, e Andretti segretario provinciale della Uil della Spezia mi ha chiamato. Dalla mia provincia non mi chiama nessuno, sono un estraneo. Anche se per la verità il sindaco Pucci mi ha chiamato per il Sin, il sito di interesse nazionale. Veramente: se mi chiedono una mano, sono pronto giorno e notte».
M.B.
Il fatto che l'incontro ministeriale di mercoledì sia saltato rappresenta un elemento forte di fibrillazione e di incertezza.
Da Roma, a quanto riferiscono fonti sindacali, arrivano segnali di incertezza anche per l'attuale proprietà di Nca, cioé Invitalia, che potrebbe addirittura andare verso un commissariamento. Il problema è che il tempo passa e, senza commesse, le prospettive sono buie. Ormai da anni non si riescono a prendere navi da costruire: è vero che c'è la crisi, ma l'impressione è che qualcosa di più poteva comunque essere fatto.
Commenta Andrea Figaia della Cisl: «Dall'incontro di oggi dal prefetto e in genere nei prossimi giorni, ci attendiamo una risposta "di sistema", cioè che tutte le istituzioni siano presenti a fianco dei lavoratori e dei sindacati; tutti, dal vescovo ai parlamentari ai consiglieri regionali. Andiamo dal prefetto e diciamo che questa è l'ultima grande vertenza a cui bisogna dare una risposta seria e concreta».
Stamani, come già anticipato ieri, il parlamentare del Pd Andrea Rigoni presenterà una interrogazione urgente al governo. Tante, troppe le cose da capire: a partire da quale sarà l'assetto azionario del futuro.
E Lucio Barani, unico parlamentare della provincia che fa capo alla maggioranza?
«Nessuno, dei sindacati e dei lavoratori - sostiene il parlamentare lunigianese - ha mai chiesto il mio intervento. Mai. C'era un vecchio detto: chiedete e vi sarà dato. Se non chiedono... Come dire, non sono autorizzato a muovermi di mia iniziativa. Si vede che non vogliono il mio aiuto, hanno scelto quello dei parlamentari di sinistra, e temo che i risultati non saranno buoni. Forse, non vogliono il mio aiuto perché poi dopo bisognerebbe dire che il problema l'ho risolto io. Se notate, anche in campagna elettorale non sono mai andato a fare comizi a Nca». Quindi non chiederà una mano al ministro Scajola? «Guardi, ho l'angoscia dentro: sono figlio di un manovale e di una casalinga, so cosa vuol dire non arrivare in fondo al mese. Non mi fa certo felice vedere che si rivolgono a me da tutta Italia, da Ancona a Reggio Calabria, tranne che dalla mia provincia. Sono pronto e disponibile: mi contattino, mi facciano capire cosa vogliono. Lunedì ero con l'amministratore delegato dell'Oto Melara, a cui sto dando una mano, e Andretti segretario provinciale della Uil della Spezia mi ha chiamato. Dalla mia provincia non mi chiama nessuno, sono un estraneo. Anche se per la verità il sindaco Pucci mi ha chiamato per il Sin, il sito di interesse nazionale. Veramente: se mi chiedono una mano, sono pronto giorno e notte».
M.B.
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