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CARRARA
Zanetti: no alla corsa alle tesseree al coltivare interessi personali
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Andrea Zanetti vicesindaco e assessoreE cerchiamo di evitare che gli imprenditori lascino la nostra zona
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CARRARA. Nei giorni scorsi Andrea Zanetti, vicesindaco e assessore alle attività produttive, ha presentato la proposta di creare una nuova associazione politico-culturale. A chi si rivolge e perché ha sentito l'esigenza di questa iniziativa?
«Un'associazione per fare qualcosa tutti insieme, cercando un modo per concretizzare e dare un senso all'impegno, all'entusiasmo, alla voglia di fare che ancora per fortuna c'è, in tanti giovani e non. Questo il motore che mi ha spinto a riunire un gruppo per dar vita ad un'associazione dalla duplice finalità politica e culturale, due termini non in alternativa, ma strettamente connessi e intesi in senso molto ampio».
E' un periodo politico particolare questo, oggi e domani si svolgeranno le elezioni in vista del congresso.
«Non c'è un collegamento diretto tra la presentazione del progetto e i prossimi appuntamenti elettorali. Certo c'è l'esigenza di dare un respiro più alto al dibattito in corso all'interno del Pd, attraversato da una lacerante competizione pre - congressuale, dalla corsa alle tessere, da una mancanza di spirito di squadra, che sembra proprio l'opposto rispetto alla proposta di un diverso modo di "stare insieme" e di darsi regole chiare e condivise. Il momento politico attuale è importante e delicato e non è più rinviabile l'esigenza di dare risposte a chi chiede un'alternativa valida alla cultura e ai modelli proposti dalla destra, rigettando la distinzione tra vecchio e nuovo, ma semmai valorizzando gli elementi di continuità, per arrivare alla fine a riconoscerci tutti, conclusa la fase congressuale, in un unico leader, chiunque esso sia».
Comunque lei con chi ha deciso di stare?
«Ho scelto di appoggiare Bersani perché mi sembra rappresenti meglio di altri il futuro del Pd, sintetizzando nel riformismo i temi dell'identità e dell'innovazione, da sempre da me molto sentiti nella mia azione amministrativa. L'identità rappresenta quei valori di appartenenza con cui ognuno contribuisce a creare obiettivi condivisi: i modelli culturali della città devono assecondare la memoria e l'identità, che però devono venire tradotti nella contemporaneità. E' necessario ritrovare la rappresentatività politica riconducendo all'interesse generale ogni azione di governo: sembrano concetti scontati, ma oggi è necessario ribadirli, perché qualcosa sembra essersi drammaticamente rotto e la gestione del potere assomiglia sempre più ormai "alla coltivazione" di interessi particolari. C'è bisogno di un partito che guardi di più al consenso e meno al voto, per recepire un senso di appartenenza più alto. Bersani rappresenta quella continuità già dimostrata nel suo modo di governare, riuscendo a riunire riformismo, innovazione, mediazione e concertazione».
L'associazione intende affrontare un dibattito anche in merito alle questioni legate al governo della città?
«Cercheremo tutti insieme di proporre e condividere momenti di approfondimento e analisi da considerarsi come contributi utili a valorizzare e rendere ancora più incisivo, alla luce dei nuovi scenari a livello locale e nazionale, il programma della giunta Zubbani. La priorità dell'azione amministrativa deve essere innanzitutto quella di realizzare un nuovo modello di sviluppo per la città, con il riassetto dei bacini marmiferi, armonizzando l'attività estrattiva con la vocazione turistica, per fondere al meglio i vari elementi: in questa direzione sono stati utilizzati dall'Amministrazione gli strumenti dei Piuss e di Urban. E' indispensabile ricostruire il rapporto col tessuto economico, facendo emergere la consapevolezza che la città ha bisogno di una nuova "relazione" e di un diverso rispetto del territorio. Come già ho avuto occasione di dire il timore è che l'attuale crisi economica diventi un pretesto per alcuni imprenditori locali per abbandonare il territorio. E bisogna recuperare il gap nel campo della ricerca e dell'innovazione, che si è progressivamente verificato in questi anni nel settore produttivo: il Centro Tecnologico interprovinciale rappresenta un'occasione per le imprese».
In questi ultimi giorni si è tornati con forza a parlare di una Fondazione per la gestione degli eventi culturali, riprendendo una sua idea.
«Il dibattito in corso dimostra la grande attenzione verso l'esigenza di realizzare un nuovo modello culturale e di un organismo per la sua gestione. Bisogna capire qual è la funzione che si vuole attribuire agli eventi e alla cultura in genere, recuperando il piacere della discussione e dello scambio di idee sui vari temi. Il Comune deve recuperare la centralità nella gestione degli eventi, creando una struttura per organizzarli e valorizzando al meglio le professionalità, anche private, presenti sul territorio».
«Un'associazione per fare qualcosa tutti insieme, cercando un modo per concretizzare e dare un senso all'impegno, all'entusiasmo, alla voglia di fare che ancora per fortuna c'è, in tanti giovani e non. Questo il motore che mi ha spinto a riunire un gruppo per dar vita ad un'associazione dalla duplice finalità politica e culturale, due termini non in alternativa, ma strettamente connessi e intesi in senso molto ampio».
E' un periodo politico particolare questo, oggi e domani si svolgeranno le elezioni in vista del congresso.
«Non c'è un collegamento diretto tra la presentazione del progetto e i prossimi appuntamenti elettorali. Certo c'è l'esigenza di dare un respiro più alto al dibattito in corso all'interno del Pd, attraversato da una lacerante competizione pre - congressuale, dalla corsa alle tessere, da una mancanza di spirito di squadra, che sembra proprio l'opposto rispetto alla proposta di un diverso modo di "stare insieme" e di darsi regole chiare e condivise. Il momento politico attuale è importante e delicato e non è più rinviabile l'esigenza di dare risposte a chi chiede un'alternativa valida alla cultura e ai modelli proposti dalla destra, rigettando la distinzione tra vecchio e nuovo, ma semmai valorizzando gli elementi di continuità, per arrivare alla fine a riconoscerci tutti, conclusa la fase congressuale, in un unico leader, chiunque esso sia».
Comunque lei con chi ha deciso di stare?
«Ho scelto di appoggiare Bersani perché mi sembra rappresenti meglio di altri il futuro del Pd, sintetizzando nel riformismo i temi dell'identità e dell'innovazione, da sempre da me molto sentiti nella mia azione amministrativa. L'identità rappresenta quei valori di appartenenza con cui ognuno contribuisce a creare obiettivi condivisi: i modelli culturali della città devono assecondare la memoria e l'identità, che però devono venire tradotti nella contemporaneità. E' necessario ritrovare la rappresentatività politica riconducendo all'interesse generale ogni azione di governo: sembrano concetti scontati, ma oggi è necessario ribadirli, perché qualcosa sembra essersi drammaticamente rotto e la gestione del potere assomiglia sempre più ormai "alla coltivazione" di interessi particolari. C'è bisogno di un partito che guardi di più al consenso e meno al voto, per recepire un senso di appartenenza più alto. Bersani rappresenta quella continuità già dimostrata nel suo modo di governare, riuscendo a riunire riformismo, innovazione, mediazione e concertazione».
L'associazione intende affrontare un dibattito anche in merito alle questioni legate al governo della città?
«Cercheremo tutti insieme di proporre e condividere momenti di approfondimento e analisi da considerarsi come contributi utili a valorizzare e rendere ancora più incisivo, alla luce dei nuovi scenari a livello locale e nazionale, il programma della giunta Zubbani. La priorità dell'azione amministrativa deve essere innanzitutto quella di realizzare un nuovo modello di sviluppo per la città, con il riassetto dei bacini marmiferi, armonizzando l'attività estrattiva con la vocazione turistica, per fondere al meglio i vari elementi: in questa direzione sono stati utilizzati dall'Amministrazione gli strumenti dei Piuss e di Urban. E' indispensabile ricostruire il rapporto col tessuto economico, facendo emergere la consapevolezza che la città ha bisogno di una nuova "relazione" e di un diverso rispetto del territorio. Come già ho avuto occasione di dire il timore è che l'attuale crisi economica diventi un pretesto per alcuni imprenditori locali per abbandonare il territorio. E bisogna recuperare il gap nel campo della ricerca e dell'innovazione, che si è progressivamente verificato in questi anni nel settore produttivo: il Centro Tecnologico interprovinciale rappresenta un'occasione per le imprese».
In questi ultimi giorni si è tornati con forza a parlare di una Fondazione per la gestione degli eventi culturali, riprendendo una sua idea.
«Il dibattito in corso dimostra la grande attenzione verso l'esigenza di realizzare un nuovo modello culturale e di un organismo per la sua gestione. Bisogna capire qual è la funzione che si vuole attribuire agli eventi e alla cultura in genere, recuperando il piacere della discussione e dello scambio di idee sui vari temi. Il Comune deve recuperare la centralità nella gestione degli eventi, creando una struttura per organizzarli e valorizzando al meglio le professionalità, anche private, presenti sul territorio».
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