Proteste
CARRARA
Nca, tavolo cancellato
Cinzia Carpita
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La riunione sindacale in cantiere dopo la notizia da RomaCancellato (a soli 5 giorni dalla data di convocazione), dal ministero dello sviluppo economico, il tavolo su Nca, previsto per il 30 prossimo a Roma. Alla doccia fredda, lavoratori e sindacalisti hanno subito reagito: bloccato l'ingresso di materiali in cantiere.
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CARRARA. Cancellato (a soli 5 giorni dalla data di convocazione), dal ministero dello sviluppo economico, il tavolo su Nca, previsto per il 30 prossimo a Roma. Alla doccia fredda, lavoratori e sindacalisti hanno subito reagito: bloccato l'ingresso di materiali in cantiere.
Ma non basta: confermato il blocco degli straordinari il sabato e la domenica, e confermato il congelamento del varo, previsto per il 2 ottobre, del penultimo traghetto Grimaldi. Allo studio altre iniziative di lotta. Sindacati di categoria e rsu, dopo una breve riunione ieri pomeriggio, hanno anche deciso di recarsi, probabilmente lunedì, dal prefetto, per chiedere aiuto.
Infatti, nella comunicazione arrivata dal ministero, si dice che la riunione del 30 non si farà, che è rinviata a nuova data per «sopravvenuti impegni istituzionali». E che «la questione sulla cantieristica nazionale di cui la Nca è parte significativa, sarà affrontata in un apposito incontro programmato entro la metà del prossimo mese». Insomma, il caso Nca verrà discusso in un tavolo allargato alle problematiche di tutto il settore, in cui rientra anche Fincantieri.
«Questa - hanno commentato alcuni sindacalisti in cantiere - è la conferma che vogliono prendere tempo sul'assetto societario». Che è l'elemento posto come prioritario anche nell'ultima assemblea svoltasi nello stabilimento e che era preparatoria proprio dell'incontro previsto il 30 settembre.
Il cantiere non ha altre commesse oltre quelle di Grimaldi, che termineranno a metà 2010. E l'eventualità di ottenere nuovi carichi di lavoro (ammesso che ci siano armatori pronti a fare ordini nella crisi generale) senza un assetto societario definitivo, viene vista come una non-soluzione.
Così ieri, quando la notizia del rinvio del tavolo, è piombata da Roma a Carrara, il clima in cantiere è diventato pesantissimo. Facce lunghe, occhi incupiti, molti silenzi. Il traghetto numero 1243 di fatto è in ostaggio: lo avevano detto al termine dell'assemblea. «Finchè da Roma non avremo risposte». Sotto questo profilo nulla cambia quindi: niente varo per ora. Ma la novità nella lotta, è il no all'ingresso di materiali in cantiere. Ieri, come immediata reazione alla comunicazione del governo, sarebbe stata impedita l'entrata di alberi motore. Una vertenza sul filo: da una parte la voglia dei lavoratori di dimostrare che il cantiere è in grado di consegnare navi pronte in cinque mesi e senza ritardi; dall'altra la voglia di sopravvivere utilizzando le uniche armi rimaste: proprio le ultime navi in costruzione.
Ma non basta: confermato il blocco degli straordinari il sabato e la domenica, e confermato il congelamento del varo, previsto per il 2 ottobre, del penultimo traghetto Grimaldi. Allo studio altre iniziative di lotta. Sindacati di categoria e rsu, dopo una breve riunione ieri pomeriggio, hanno anche deciso di recarsi, probabilmente lunedì, dal prefetto, per chiedere aiuto.
Infatti, nella comunicazione arrivata dal ministero, si dice che la riunione del 30 non si farà, che è rinviata a nuova data per «sopravvenuti impegni istituzionali». E che «la questione sulla cantieristica nazionale di cui la Nca è parte significativa, sarà affrontata in un apposito incontro programmato entro la metà del prossimo mese». Insomma, il caso Nca verrà discusso in un tavolo allargato alle problematiche di tutto il settore, in cui rientra anche Fincantieri.
«Questa - hanno commentato alcuni sindacalisti in cantiere - è la conferma che vogliono prendere tempo sul'assetto societario». Che è l'elemento posto come prioritario anche nell'ultima assemblea svoltasi nello stabilimento e che era preparatoria proprio dell'incontro previsto il 30 settembre.
Il cantiere non ha altre commesse oltre quelle di Grimaldi, che termineranno a metà 2010. E l'eventualità di ottenere nuovi carichi di lavoro (ammesso che ci siano armatori pronti a fare ordini nella crisi generale) senza un assetto societario definitivo, viene vista come una non-soluzione.
Così ieri, quando la notizia del rinvio del tavolo, è piombata da Roma a Carrara, il clima in cantiere è diventato pesantissimo. Facce lunghe, occhi incupiti, molti silenzi. Il traghetto numero 1243 di fatto è in ostaggio: lo avevano detto al termine dell'assemblea. «Finchè da Roma non avremo risposte». Sotto questo profilo nulla cambia quindi: niente varo per ora. Ma la novità nella lotta, è il no all'ingresso di materiali in cantiere. Ieri, come immediata reazione alla comunicazione del governo, sarebbe stata impedita l'entrata di alberi motore. Una vertenza sul filo: da una parte la voglia dei lavoratori di dimostrare che il cantiere è in grado di consegnare navi pronte in cinque mesi e senza ritardi; dall'altra la voglia di sopravvivere utilizzando le uniche armi rimaste: proprio le ultime navi in costruzione.
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