Il Tirreno

il duello per le tasse

Vinta maxi guerra con il fisco

Alessandra Vivoli
Il tributarista Giulio Andreani
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Il tributarista Giulio Andreani

Il fisco gli aveva presentato un conto salatissimo: 380 milioni di euro. Per fare due conti basti pensare che la maxi evasione contestata al motociclista Valentino Rossi è tre volte meno, circa 120 milioni di euro. Ma la ditta di marmo siriana, con ufficio a Carrara, ha presentato ricorso

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CARRARA. Il fisco gli aveva presentato un conto salatissimo: 380 milioni di euro. Per fare due conti basti pensare che la maxi evasione contestata al motociclista Valentino Rossi è tre volte meno, circa 120 milioni di euro. Ma la ditta di marmo siriana, con ufficio a Carrara, ha presentato ricorso, avvalendosi del tributarista Giulio Andreani. Di milioni dovrà pagarne "solo" poco più di uno.

Ma andiamo con ordine. La vicenda parte da lontano: dalla verifica tributaria condotta tre anni fa sull'azienda di marmo Gulf (panamense e di proprietà di una famiglia di imprenditori siriani) con una sede direttiva in Grecia e un ufficio in Italia, operante nel settore del commercio del lapideo. Graniti e pietre. Il fisco italiano contestò a tale società (che ha sede in via Fiaschi a Carrara) una maxi evasione fiscale per gli anni che vanno dal 1999 al 2006, richiedendo un pagamento di 380 milioni di euro a titolo di ires, irap, iva, sanzioni e interessi. Ciò perché, secondo l'Agenzia delle Entrate, la società panamense avrebbe svolto a Carrara, quindi in Italia, una vera e propria attività commerciale fiscalmente rilevante. Come una qualsiasi impresa italiana, con la conseguente tassazione delle operazioni compiute.

La società si è opposta alle pretese del fisco, rappresentata dal tributarista Giulio Andreani. Il quale ha dimostrato che la Gulf aveva a Carrara solo un "ufficio acquisti", dedicato esclusivamente all'acquisto di materie prime e di materiali. L'attività commerciale vera e propria veniva svolta all'estero. E quindi nessuna operazione era tassabil.

La guerra al fisco della Gulf è finita davanti alla Commissione tributaria di Massa Carrara. I giudici avevano invitato le parti a trovare un accordo attraverso la "conciliazione giudiziale". L'Agenzia delle Entrate aveva dichiarato la propria disponibilità a ridurre sensibilmente la propria richiesta, ma Gulf non ha accettato l'accordo. Nei giorni scorsi la Commissione Tributaria (presieduta dal giudice Bartolomeo Quatraro, uno dei magistrati italiani più noti, già presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, mentre relatore era il dottor Augusto Lama e giudice a latere il dottor Vittorio Bertilorenzi) ha emesso la sentenza, riducendo l'importo dovuto al Fisco da 380 milioni di euro a poco più di 1 milione di euro. Per la precisione 1.619.926mila euro.

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