Sicurezza
IL QUARTIERE
Per i vicini era una famiglia "fantasma"
Michele Morabito
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INCREDULI. Un capannello di persone parla dell’accaduto a PontenuovoIl teatro della tragedia è il Pollino, un quartiere tranquillo nella campagna pietrasantina che ha conosciuto negli ultimi anni una espansione urbanistica. Segno ne sono anche le villette pronte per essere inaugurate che si trovano a pochi passi dalla casa in cui da pochi mesi abitavano madre e figlio
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PIETRASANTA. Il teatro della tragedia è il Pollino, un quartiere tranquillo nella campagna pietrasantina che ha conosciuto negli ultimi anni una espansione urbanistica.
Segno ne sono anche le villette pronte per essere inaugurate che si trovano a pochi passi dalla casa in cui da pochi mesi abitavano madre e figlio e le belle case che si snodano nelle varie stradine di campagna.
La casa dove abitavano i protagonisti di questa tragedia di fine settembre è proprio nel fulcro della frazione, eppure quasi nessuno si era accorto di quella famiglia sempre chiusa in casa. Qualcuno aveva notato quel ragazzone che usciva solo qualche volta per comprare le sigarette e poi tornava di nuovo in casa. Nessuno ricorda però di averci scambiato due parole o altro, in un quartiere che ha fatto della solidarietà e della sua capacità di stringersi attorno al poco che la frazione offre, il suo tratto distintivo.
D'altra parte il Pollino non ha un vero e proprio centro, non una piazza: una piccola chiesa è tutto quello che possono chiedere i fedeli della zona. Fino a trenta anni fa si trattava di case di campagna sparse e non era difficile incontrare animali al pascolo e gente che coltivava i propri terreni. Poi vennero l'inceneritore, il depuratore e il Pollino divenne un quartiere marginale nel comune di Pietrasanta senza una vera e propria identità, anzi quasi simbolo di degrado.
Da qualche anno non è più così: nonostante la presenza dell'inceneritore accesso di nuovo nel 2000, si sono moltiplicate le villette e tante case sono state recuperate e abbellite. Il cuore pulsante restano le scuole elementari al mattino e nell'arco della giornata tutto si muove attorno alla Capannina del Pollino in cui si concentrano le attività sociali della frazione, alla macelleria che si trova pochi passi più in là.
Segno ne sono anche le villette pronte per essere inaugurate che si trovano a pochi passi dalla casa in cui da pochi mesi abitavano madre e figlio e le belle case che si snodano nelle varie stradine di campagna.
La casa dove abitavano i protagonisti di questa tragedia di fine settembre è proprio nel fulcro della frazione, eppure quasi nessuno si era accorto di quella famiglia sempre chiusa in casa. Qualcuno aveva notato quel ragazzone che usciva solo qualche volta per comprare le sigarette e poi tornava di nuovo in casa. Nessuno ricorda però di averci scambiato due parole o altro, in un quartiere che ha fatto della solidarietà e della sua capacità di stringersi attorno al poco che la frazione offre, il suo tratto distintivo.
D'altra parte il Pollino non ha un vero e proprio centro, non una piazza: una piccola chiesa è tutto quello che possono chiedere i fedeli della zona. Fino a trenta anni fa si trattava di case di campagna sparse e non era difficile incontrare animali al pascolo e gente che coltivava i propri terreni. Poi vennero l'inceneritore, il depuratore e il Pollino divenne un quartiere marginale nel comune di Pietrasanta senza una vera e propria identità, anzi quasi simbolo di degrado.
Da qualche anno non è più così: nonostante la presenza dell'inceneritore accesso di nuovo nel 2000, si sono moltiplicate le villette e tante case sono state recuperate e abbellite. Il cuore pulsante restano le scuole elementari al mattino e nell'arco della giornata tutto si muove attorno alla Capannina del Pollino in cui si concentrano le attività sociali della frazione, alla macelleria che si trova pochi passi più in là.
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