Finanza
CARRARA
La strada invasa dai detriti
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La strada invasa dai detritiLegambiente: perché non si fanno pagare i danni alle cave?
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CARRARA. Come accade ormai dopo ogni pioggia di una certa intensità, la via per i Canaloni a Colonnata è nuovamente impraticabile. Già in prossimità dell'innesto di via della Fontana, che sale al paese, la sede stradale è invasa da detriti di marmo. La segnalazione arriva da Legambiente Carrara.
Fra l'altro, si fa notare, un'auto, slittata sui detriti è rimasta danneggiata. Le cause - spiega Legambiente nel suo documento - «sono ben note: l'amministrazione comunale consente alle cave di sbarazzarsi dei detriti scaricandoli sulle scarpate delle vie d'arroccamento; così ad ogni pioggia le terre accumulate sulle scarpate si fluidificano formando torrenti di fango che, trascinando detriti di marmo, precipitano a valle colmando gli alvei e invadendo le strade».
Ne deriva la necessità di intervenire per ripristinare la viabilità.
«Il Comune - scrivono gli ambientalisti - merita i complimenti per il bel risultato della sua incuria: fa risparmiare alle cave i costi dello smaltimento dei rifiuti, trasferendoli sulle spalle dei cittadini! Ma non si pensi che, perlomeno, intervenga di sua iniziativa per ripristinare la viabilità: ogni volta aspetta placido, intervenendo solo se e quando la protesta dei colonnatesi raggiunge un certo livello, giocando a stancarli e a piegarli alla rassegnazione».
A detta di Legambiente, «Per prevenire il problema basterebbe un minimo di civiltà e di legalità, imponendo alle cave di smaltire i loro rifiuti, esattamente come fanno tutte le altre aziende, dalla grande azienda metalmeccanica alla più piccola larderia. Nell'attesa che nel Comune penetrino civiltà e legalità, basterebbero comunque modesti interventi, quali lo svuotamento dei "pozzi" (le numerose vasche scavate negli alvei, oggi tutte colmate), in modo che possano intercettare e trattenere i detriti prima che invadano le strade. Così come basterebbe rimuovere quegli ostacoli che sembrano messi intenzionalmente per invitare le colate di fango e detriti ad invadere la strada, anziché a raccogliersi nelle apposite canalette di scolo. Chiediamo perciò al Comune, come intervento immediato, il ripristino della viabilità e delle opere accessorie (svuotamento delle vasche in alveo e rimozione degli ostacoli al corretto convogliamento delle acque), ponendo naturalmente i costi a carico delle cave anziché dei cittadini. Chiediamo inoltre, come intervento risolutivo, di revocare alle cave il trattamento di favore che consente loro di scaricare sui cittadini i costi di smaltimento dei rifiuti».
Fra l'altro, si fa notare, un'auto, slittata sui detriti è rimasta danneggiata. Le cause - spiega Legambiente nel suo documento - «sono ben note: l'amministrazione comunale consente alle cave di sbarazzarsi dei detriti scaricandoli sulle scarpate delle vie d'arroccamento; così ad ogni pioggia le terre accumulate sulle scarpate si fluidificano formando torrenti di fango che, trascinando detriti di marmo, precipitano a valle colmando gli alvei e invadendo le strade».
Ne deriva la necessità di intervenire per ripristinare la viabilità.
«Il Comune - scrivono gli ambientalisti - merita i complimenti per il bel risultato della sua incuria: fa risparmiare alle cave i costi dello smaltimento dei rifiuti, trasferendoli sulle spalle dei cittadini! Ma non si pensi che, perlomeno, intervenga di sua iniziativa per ripristinare la viabilità: ogni volta aspetta placido, intervenendo solo se e quando la protesta dei colonnatesi raggiunge un certo livello, giocando a stancarli e a piegarli alla rassegnazione».
A detta di Legambiente, «Per prevenire il problema basterebbe un minimo di civiltà e di legalità, imponendo alle cave di smaltire i loro rifiuti, esattamente come fanno tutte le altre aziende, dalla grande azienda metalmeccanica alla più piccola larderia. Nell'attesa che nel Comune penetrino civiltà e legalità, basterebbero comunque modesti interventi, quali lo svuotamento dei "pozzi" (le numerose vasche scavate negli alvei, oggi tutte colmate), in modo che possano intercettare e trattenere i detriti prima che invadano le strade. Così come basterebbe rimuovere quegli ostacoli che sembrano messi intenzionalmente per invitare le colate di fango e detriti ad invadere la strada, anziché a raccogliersi nelle apposite canalette di scolo. Chiediamo perciò al Comune, come intervento immediato, il ripristino della viabilità e delle opere accessorie (svuotamento delle vasche in alveo e rimozione degli ostacoli al corretto convogliamento delle acque), ponendo naturalmente i costi a carico delle cave anziché dei cittadini. Chiediamo inoltre, come intervento risolutivo, di revocare alle cave il trattamento di favore che consente loro di scaricare sui cittadini i costi di smaltimento dei rifiuti».
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