Il Tirreno

MASSA

Ex assessori pronti al contrattacco

Francesco Turchi
Sopra l’ex assessore alle finanze Maurizio Morelli. A destra il palazzo comunale
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Sopra l’ex assessore alle finanze Maurizio Morelli. A destra il palazzo comunale

L'hanno rifiutata anche Giuntini, Giusti Alberti e Berti

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MASSA. «Neanche io ho la sim del Comune». L'inchiesta della Finanza sull'utilizzo dei telefonini da parte degli assessori della giunta-Neri, è seguita con attenzione dagli addetti ai lavori. E così si scopre che molti consiglieri comunali hanno rinunciato alla sim comunale.

Nell'articolo pubblicato ieri, c'erano i nomi di alcuni dei protagonisti della vita politica cittadina che hanno scelto di utilizzare soltanto il loro telefono privato. La lista parziale comprendeva i consiglieri del Pdl, il Pd Fabrizio Panesi e l'assessore Alessandro Volpi.
Nel frattempo però abbiamo chiesto all'assessorato alla trasparenza del Comune di fornirci l'elenco di tutti coloro (un centinaio) che sono in possesso di sim e/o cellulari di proprietà del Comune. Una lista che è ancora in fase di elaborazione e ci sarà fornita nella prossima settimana. Ma intanto c'è chi anticipa i tempi...

«Ho rifiutato la sim perché non volevo avere due telefoni in tasca: il mio e quello "comunale". Niente di particolare, ma credo sia giusto chiarirlo». Ad aprire le danze è Alberto Giuntini, consigliere di maggioranza, che assicura: «Non ce l'ha neanche Giovanni Giusti (Pd, ndr)».
E dal Partito Democratico si fanno sentire anche Stefano Alberti e Uilian Berti: «Noi non abbiamo in dotazione nessuna sim». Non resta dunque che attendere che l'amministrazione comunale, fornendo l'elenco delle sim che abbiamo richiesto chiarisca definitivamente il quadro della telefonia mobile intestata al Comune.

Nel frattempo però gli assessori nel mirino della Finanza, per le bollette fatte pagare al Comune tra il 24 aprile 2004 e il 30 aprile 2008, starebbero preparando il contrattacco.
Finora infatti, i vari Dina Dell'Ertole (22.900 euro), Sabino Antonioli (18.700 euro), Maurizio Morelli (16.300 euro) e Marco Andreani (15.200 euro), hanno scelto la via del silenzio, nonostante l'annuncio di conferenze stampa o comunicati stampa, che per il momento non ci sono stati. Ma ora sarebbero pronti a far sentire, probabilmente in coro, la loro voce: non ci stanno a essere indicati come emblemi degli sprechi della politica e vogliono dare la loro versione dei fatti, magari invitando gli attuali amministratori (e non solo) a guardare altrove per individuare i reali sperperi di denaro pubblico.

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