Il dolore
MARINA DI CARRARA
Su Nca lo spettro della fine
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La motonave Superfest II costruita nei Nuovi Cantieri ApuaniaNon siamo al De Profundis per il cantiere, ma, sebbene l'amministratore Mor rifiuti pessimismi e confermi il suo impegno per la sopravvivenza di Nca, a metà 2010 verrà consegnato l'ultimo degli 8 traghetti Grimaldi e per ora non ci sono altre commesse
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MARINA DI CARRARA. Non siamo al De Profundis per il cantiere, ma, sebbene l'amministratore Mor rifiuti pessimismi e confermi il suo impegno per la sopravvivenza di Nca, a metà 2010 verrà consegnato l'ultimo degli 8 traghetti Grimaldi e per ora non ci sono altre commesse. Da Roma tutto tace, gli operai sono andati su tutte le furie scoprendo che il tavolo previsto questo mese ci sarà forse a ottobre. Non escludono proteste eclatanti, come impedire il prossimo varo di un traghetto Grimaldi.
La vendita difficile. Ufficialmente, non risultano esserci acquirenti privati di Nca, anche se l'interesse attorno allo stabilimento messo in vendita da Invitalia (che detiene tutto il pacchetto azionario) c'è stato, in particolare da imprenditori con cantieri neanche tanto lontani da qui, che hanno necessità di spazi, o da altri più distanti che pensavano di allargarsi. La crisi della navalmeccanica ha ingessato tutto, facendo aleggiare lo spettro della svendita.
I vertici di Nca non intendono costruire sottocosto e la trattativa con l'armatore genovese Aldo Grimaldi che aveva offerto nuove commesse, ma a prezzi ritenuti inaccettabili da Nca, si è fermata.
La rabbia dei lavoratori. La richiesta del territorio affinché il cantiere venga acquisito da Fincantieri o da Fintecna, e resti in mani pubbliche, galleggia sui tavoli ministeriali. E ora i lavoratori chiedono il conto dei loro sacrifici, e lo fanno con un durissimo documento in cui ricordano la richiesta di assetto societario consolidato «con l'acquisizione del pacchetto azionario da parte di Fintecna» e accusano il Governo e Invitalia: «Temporeggiano tenendo i lavoratori in una situaizone di assoluta precarietà che non può più essere tollerata. Precarietà che in questi anni i lavoratori hanno tentato di contrastare percorrendo tutte le strade senza mai perdere la calma, lasciando alla politica lo spazio per poter risolvere in modo positivo la vertenza, cosa che fino a oggi non ha prodotot risultati. Sono stati anni in cui ai lavoratori è stato promesso un rilancio nel mercato navalmeccanico di Nca, riorganizzazione e ottimizzazinone del lavoro, anni in cui i lavoratori hanno sacrificato il loro salario e aumentato vertiginosamente i ritmi produttivi. Oggi a un passo dalla conclusione delle commesse Grimaldi i lavoratori chiedono il conto di tutti questi sacrifici».
Lo chiedono al Governo che, ricordano, si era impegnato a riconvocare il tavolo entro il mese di settembre. «In seguito alla pubblicazione del verbale di riunione del tavolo del 27 luglio, - diucono i lavoratori nel documento - il ministero disattende questo impegno e spostando al mese di ottobre la possibile convocazione di un nuovo tavolo. Questo per noi è inaccettabile. Alla fine di quest'anno al cantiere verrà aperta la cassa integrazione,no ci sono infatti spiragli su nuiovi carichi di loavoro, per questo riteniamo non prorogabile la discussine sull'assetto societario. Aprire una cassa integrazione in questo momento senza certezze di nessun genere equivarrebbe a dismettere Nca e lasciarlo alla mercè degli avvolti che da parewcchio tempo girano sopra le nostre teste».
L'assemblea. Così, lunedì prossimo alle 11 si svolgerà un'assemblea in cantiere con la presenza delle segreteria nazionali dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm, per fare il punto sulla situazione della vertenza. In quella sede verranno decise iniziative di lotta «per ribadire al governo il rispetto degli impregni presi al tavolo del 27 luglio. I lavoratori sono decisi a continuare la loro battaglia in difesa del loro posto di lavoro e chiedono che anche la politica e le istituzioni del territorio si esprimano nuovamente in merito. La difesa di Nca richiederà la massima coesione di tutte le forze che fino a oggi hanno seguito la nostra vertenza».
La vendita difficile. Ufficialmente, non risultano esserci acquirenti privati di Nca, anche se l'interesse attorno allo stabilimento messo in vendita da Invitalia (che detiene tutto il pacchetto azionario) c'è stato, in particolare da imprenditori con cantieri neanche tanto lontani da qui, che hanno necessità di spazi, o da altri più distanti che pensavano di allargarsi. La crisi della navalmeccanica ha ingessato tutto, facendo aleggiare lo spettro della svendita.
I vertici di Nca non intendono costruire sottocosto e la trattativa con l'armatore genovese Aldo Grimaldi che aveva offerto nuove commesse, ma a prezzi ritenuti inaccettabili da Nca, si è fermata.
La rabbia dei lavoratori. La richiesta del territorio affinché il cantiere venga acquisito da Fincantieri o da Fintecna, e resti in mani pubbliche, galleggia sui tavoli ministeriali. E ora i lavoratori chiedono il conto dei loro sacrifici, e lo fanno con un durissimo documento in cui ricordano la richiesta di assetto societario consolidato «con l'acquisizione del pacchetto azionario da parte di Fintecna» e accusano il Governo e Invitalia: «Temporeggiano tenendo i lavoratori in una situaizone di assoluta precarietà che non può più essere tollerata. Precarietà che in questi anni i lavoratori hanno tentato di contrastare percorrendo tutte le strade senza mai perdere la calma, lasciando alla politica lo spazio per poter risolvere in modo positivo la vertenza, cosa che fino a oggi non ha prodotot risultati. Sono stati anni in cui ai lavoratori è stato promesso un rilancio nel mercato navalmeccanico di Nca, riorganizzazione e ottimizzazinone del lavoro, anni in cui i lavoratori hanno sacrificato il loro salario e aumentato vertiginosamente i ritmi produttivi. Oggi a un passo dalla conclusione delle commesse Grimaldi i lavoratori chiedono il conto di tutti questi sacrifici».
Lo chiedono al Governo che, ricordano, si era impegnato a riconvocare il tavolo entro il mese di settembre. «In seguito alla pubblicazione del verbale di riunione del tavolo del 27 luglio, - diucono i lavoratori nel documento - il ministero disattende questo impegno e spostando al mese di ottobre la possibile convocazione di un nuovo tavolo. Questo per noi è inaccettabile. Alla fine di quest'anno al cantiere verrà aperta la cassa integrazione,no ci sono infatti spiragli su nuiovi carichi di loavoro, per questo riteniamo non prorogabile la discussine sull'assetto societario. Aprire una cassa integrazione in questo momento senza certezze di nessun genere equivarrebbe a dismettere Nca e lasciarlo alla mercè degli avvolti che da parewcchio tempo girano sopra le nostre teste».
L'assemblea. Così, lunedì prossimo alle 11 si svolgerà un'assemblea in cantiere con la presenza delle segreteria nazionali dei sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm, per fare il punto sulla situazione della vertenza. In quella sede verranno decise iniziative di lotta «per ribadire al governo il rispetto degli impregni presi al tavolo del 27 luglio. I lavoratori sono decisi a continuare la loro battaglia in difesa del loro posto di lavoro e chiedono che anche la politica e le istituzioni del territorio si esprimano nuovamente in merito. La difesa di Nca richiederà la massima coesione di tutte le forze che fino a oggi hanno seguito la nostra vertenza».
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