Finanza
VIOLENZA DENTRO LE MURA DOMESTICHE
Seviziata col coltello rovente
Mario Martignoni
◗
Una veduta di Marina dove abitava la coppia marocchinaUna storia di violenze fra le mura domestiche. Il marito, un marocchino di 45 anni, la seviziava con un coltello da cucina arroventato. La donna di 35 anni, anche lei del Marocco, ora si trova in un istituto per essere protetta
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CARRARA. Una storia di violenze fra le mura domestiche. Il marito, un marocchino di 45 anni, la seviziava con un coltello da cucina arroventato. La donna di 35 anni, anche lei del Marocco, ora si trova in un istituto per essere protetta. L'uomo è stato arrestato dagli agenti del Commissariato per sevizie, maltrattamento e lesioni aggravate. E' stato portato al carcere di Massa.
Il marocchino, Z.M., di professione cuoco, giunto in Italia da oltre 15 anni ottenendo permesso di soggiorno e residenza a Marina, è stato denunciato dalla moglie, L.R., di 35 anni, che viveva con lui nel nostro comune da circa 7 mesi. Nel luglio scorso, alcuni vicini di casa, hanno avvertito delle grida. La donna islamica, vestita con una tunica e il velo, è stata trovata verso mezzanotte nella sua abitazione ferita e ustionata. Era stata soccorsa e con l'ambulanza del 118 era stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale. I sanitari le avevano riscontrato gravi ustioni sulle braccia e sulle gambe. La dottoressa di turno all'astanteria, avvertiva l'agente di servizio al posto fisso di polizia. L'agente nel ricevere le dichiarazioni della donna, accertando inoltre la gravità delle lesioni, (giudicate guaribili in 21 giorni), era stata condotta in Commissariato. La donna non parlava l'italiano per cui è stato chiesto l'intervento di un interprete e, grazie al suo aiuto, la donna ha raccontato la terribile esperienza che aveva vissuto. Il marito, tra le mura domestiche, l'aveva brutalmente seviziata utilizzando un coltello da cucina arroventato sulla fiamma del fornello a gas, e le ha provocato gravi ustioni di primo grado agli arti superiori e inferiori.
La lama del coltello arroventata era stata appoggiata sulla pelle della ragazza provocandole le bruciature, tanto che sia le gambe che le braccia apparivano martoriati e presentavano cicatrici.
La ragazza ha raccontato agli agenti anche lo stato di segregazione in cui aveva vissuto da quando, settemesi prima, era arrivata in Italia. Il marito le impediva di uscire di casa sola, la donna poteva farlo ma solo in sua compagnia.
Per evitare che si potesse allontanare il cuoco le aveva sequestrato il passaporto e altri documenti personali.
Ma la moglie non aveva subito solo questo: doveva mangiare da sola e non in sua compagnia. E la polizia nel corso dell'indagine, ha appreso di altre umiliazioni.
A seguito di quanto denunciato, la donna è stata condotta in una località protetta dell'Italia del sud, per sottrarla al rischio di vendette o ritorsioni da parte del marito.
Gli gli agenti di polizia si sono recati nell'abitazione del cuoco dove hanno trovato il coltello utilizzato per le sevizie alla moglie; hanno raccolto altri utili elementi, a conferma del racconto di L.R.
Il marocchino ha evitato l'arresto immediato poiché era passata la flagranza; tuttavia veniva formalizzata la denuncia della donna che è stata inoltrata alla Procura della Repubblica a carico del marito.
Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Massa, dott. Federico Manotti, in merito alla gravità dei fatti, contestava a Z.M. i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate dall'avere agito con particolare crudeltà e sevizie. Manotti ha poi chiesto al Gip l'emissione di una misura restrittiva nei confronti dell'indagato.
Il Gip, dott. Alba Dova, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere a carico del cuoco. L'uomo è stato rintracciato dagli agenti nella sua abitazione e condotto in carcere a Massa.
M.Z. nei giorni scorsi era rientrato dal Marocco ove si era recato in occasione del "ramadan". Data la sua prolungata assenza, l' abitazione era stata messa sotto osservazione, con appostamenti giorno e notte dagli agenti di polizia che sono entrati in azione solo quando hanno avuto la certezza del suo rientro dal Marocco e della sua presenza in casa.
Il marocchino, Z.M., di professione cuoco, giunto in Italia da oltre 15 anni ottenendo permesso di soggiorno e residenza a Marina, è stato denunciato dalla moglie, L.R., di 35 anni, che viveva con lui nel nostro comune da circa 7 mesi. Nel luglio scorso, alcuni vicini di casa, hanno avvertito delle grida. La donna islamica, vestita con una tunica e il velo, è stata trovata verso mezzanotte nella sua abitazione ferita e ustionata. Era stata soccorsa e con l'ambulanza del 118 era stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale. I sanitari le avevano riscontrato gravi ustioni sulle braccia e sulle gambe. La dottoressa di turno all'astanteria, avvertiva l'agente di servizio al posto fisso di polizia. L'agente nel ricevere le dichiarazioni della donna, accertando inoltre la gravità delle lesioni, (giudicate guaribili in 21 giorni), era stata condotta in Commissariato. La donna non parlava l'italiano per cui è stato chiesto l'intervento di un interprete e, grazie al suo aiuto, la donna ha raccontato la terribile esperienza che aveva vissuto. Il marito, tra le mura domestiche, l'aveva brutalmente seviziata utilizzando un coltello da cucina arroventato sulla fiamma del fornello a gas, e le ha provocato gravi ustioni di primo grado agli arti superiori e inferiori.
La lama del coltello arroventata era stata appoggiata sulla pelle della ragazza provocandole le bruciature, tanto che sia le gambe che le braccia apparivano martoriati e presentavano cicatrici.
La ragazza ha raccontato agli agenti anche lo stato di segregazione in cui aveva vissuto da quando, settemesi prima, era arrivata in Italia. Il marito le impediva di uscire di casa sola, la donna poteva farlo ma solo in sua compagnia.
Per evitare che si potesse allontanare il cuoco le aveva sequestrato il passaporto e altri documenti personali.
Ma la moglie non aveva subito solo questo: doveva mangiare da sola e non in sua compagnia. E la polizia nel corso dell'indagine, ha appreso di altre umiliazioni.
A seguito di quanto denunciato, la donna è stata condotta in una località protetta dell'Italia del sud, per sottrarla al rischio di vendette o ritorsioni da parte del marito.
Gli gli agenti di polizia si sono recati nell'abitazione del cuoco dove hanno trovato il coltello utilizzato per le sevizie alla moglie; hanno raccolto altri utili elementi, a conferma del racconto di L.R.
Il marocchino ha evitato l'arresto immediato poiché era passata la flagranza; tuttavia veniva formalizzata la denuncia della donna che è stata inoltrata alla Procura della Repubblica a carico del marito.
Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Massa, dott. Federico Manotti, in merito alla gravità dei fatti, contestava a Z.M. i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate dall'avere agito con particolare crudeltà e sevizie. Manotti ha poi chiesto al Gip l'emissione di una misura restrittiva nei confronti dell'indagato.
Il Gip, dott. Alba Dova, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere a carico del cuoco. L'uomo è stato rintracciato dagli agenti nella sua abitazione e condotto in carcere a Massa.
M.Z. nei giorni scorsi era rientrato dal Marocco ove si era recato in occasione del "ramadan". Data la sua prolungata assenza, l' abitazione era stata messa sotto osservazione, con appostamenti giorno e notte dagli agenti di polizia che sono entrati in azione solo quando hanno avuto la certezza del suo rientro dal Marocco e della sua presenza in casa.
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