Attenzione
L’INDAGINE SUI TELEFONINI
Il silenzio degli assessori nel mirino
Francesco Turchi
◗
A destra l’ex assessore al personale del Comune di Massa Dina Dell’ErtoleBocche cucite e un po' di imbarazzo che in alcuni casi si trasforma in nervosismo. La notizia che abbiamo pubblicato ieri dell'indagine della Finanza sulle telefonate effettuate dagli assessori della giunta Neri dal 2004 al 2007, ha spiazzato i diretti interessati, che rimandando a una fase successiva le prese di posizione ufficiali
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MASSA. Bocche cucite e un po' di imbarazzo che in alcuni casi si trasforma in nervosismo. La notizia che abbiamo pubblicato ieri dell'indagine della Finanza sulle telefonate effettuate dagli assessori della giunta Neri dal 2004 al 2007, ha spiazzato i diretti interessati, che rimandando a una fase successiva le prese di posizione ufficiali.
L'indagine è partita in seguito a una serie di botta e risposta tra la nuova e la vecchia amministrazione sui costi della politica.
A quel punto la Finanza ha effettuato delle verifiche sui costi dell'adsl che veniva fornita gratis agli assessori anche a casa. Poi nel mirino - complice il suggerimento di un ex assessore - ci sono finiti i tabulati dei cellulari in dotazione agli assessori, con l'intento di capire quante e quali telefonate di natura privata sono state effettuate con i telefoni "pubblici".
«Apprendo dal vostro giornale che c'è un'inchiesta in corso da parte della guardia di finanza. Vorrei capire cosa sta accadendo prima di fornire delle spiegazioni ai giornali: qui non siamo più nella sfera politica e quindi serve maggiore prudenza».
Dina Dell'Ertole, ex assessore al personale, guida la speciale classifica delle spese telefoniche dei membri della giunta Neri: dal 1º aprile 2004 al 30 aprile 2008 ha effettuato chiamate per 22.908 euro. «A tempo debito - spiega l'ex Dell'Ertole - convocherò una conferenza stampa e darà tutte le spiegazioni del caso. Dirò come ho utilizzato il telefono che avevo in dotazione.
Ma in questo momento mi sembra più corretto tacere, considerando che c'è un'indagine in corso. Indubbiamente sono un po' perplessa e comunque posso dire di avere fatto un uso "sereno" del cellulare».
Le Fiamme Gialle stanno spulciando i tabulati, chiamata per chiamata. Isoleranno le telefonate chiaramente "d'ufficio" verso numeri di forze dell'ordine, giornali, ministeri e uffici pubblici e cercheranno di far chiarezza sulla natura di tutte le altre, ascoltando anche le testimonianze di decine di persone raggiunte dalle chiamate "sospette": imprenditori, medici, politici, commercianti, liberi professionisti e semplici cittadini. Con le loro testimonianze si potrà capire se quei 106mila di utenze telefoniche mobili spese dagli assessori sono in parte uno sperpero della politica (e in quel caso scatterebbe l'accusa di peculato o la denuncia alla Corte dei Conti) o meno.
Il più infastidito tra i recordman di chiamate è sembrato Marco Andreani, ex assessore all'innovazione nella giunta Neri, attuale presidente del consiglio comunale, che nei 4 anni presi in esame ha speso 15.215 euro: «Non mi è piaciuto il taglio dell'articolo. Comunque appena ne avrò il tempo, scriverò un comunicato per chiarire il mio pensiero su questa vicenda».
Nessun commento neanche dall'ex assessore alle finanze Maurizio Morelli, la cui "bolletta quadriennale" ammonta a 16.301 euro: «Ho saputo leggendo il giornale che c'è un'indagine della guardia di finanza in corso. Da parte mia sono sempre dalla parte della legge: quindi, che la Finanza indaghi pure».
L'indagine è partita in seguito a una serie di botta e risposta tra la nuova e la vecchia amministrazione sui costi della politica.
A quel punto la Finanza ha effettuato delle verifiche sui costi dell'adsl che veniva fornita gratis agli assessori anche a casa. Poi nel mirino - complice il suggerimento di un ex assessore - ci sono finiti i tabulati dei cellulari in dotazione agli assessori, con l'intento di capire quante e quali telefonate di natura privata sono state effettuate con i telefoni "pubblici".
«Apprendo dal vostro giornale che c'è un'inchiesta in corso da parte della guardia di finanza. Vorrei capire cosa sta accadendo prima di fornire delle spiegazioni ai giornali: qui non siamo più nella sfera politica e quindi serve maggiore prudenza».
Dina Dell'Ertole, ex assessore al personale, guida la speciale classifica delle spese telefoniche dei membri della giunta Neri: dal 1º aprile 2004 al 30 aprile 2008 ha effettuato chiamate per 22.908 euro. «A tempo debito - spiega l'ex Dell'Ertole - convocherò una conferenza stampa e darà tutte le spiegazioni del caso. Dirò come ho utilizzato il telefono che avevo in dotazione.
Ma in questo momento mi sembra più corretto tacere, considerando che c'è un'indagine in corso. Indubbiamente sono un po' perplessa e comunque posso dire di avere fatto un uso "sereno" del cellulare».
Le Fiamme Gialle stanno spulciando i tabulati, chiamata per chiamata. Isoleranno le telefonate chiaramente "d'ufficio" verso numeri di forze dell'ordine, giornali, ministeri e uffici pubblici e cercheranno di far chiarezza sulla natura di tutte le altre, ascoltando anche le testimonianze di decine di persone raggiunte dalle chiamate "sospette": imprenditori, medici, politici, commercianti, liberi professionisti e semplici cittadini. Con le loro testimonianze si potrà capire se quei 106mila di utenze telefoniche mobili spese dagli assessori sono in parte uno sperpero della politica (e in quel caso scatterebbe l'accusa di peculato o la denuncia alla Corte dei Conti) o meno.
Il più infastidito tra i recordman di chiamate è sembrato Marco Andreani, ex assessore all'innovazione nella giunta Neri, attuale presidente del consiglio comunale, che nei 4 anni presi in esame ha speso 15.215 euro: «Non mi è piaciuto il taglio dell'articolo. Comunque appena ne avrò il tempo, scriverò un comunicato per chiarire il mio pensiero su questa vicenda».
Nessun commento neanche dall'ex assessore alle finanze Maurizio Morelli, la cui "bolletta quadriennale" ammonta a 16.301 euro: «Ho saputo leggendo il giornale che c'è un'indagine della guardia di finanza in corso. Da parte mia sono sempre dalla parte della legge: quindi, che la Finanza indaghi pure».
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