Sicurezza
CARRARA
Polveri sottili, già 46 giorni irrespirabili
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Un camion del marmoPolveri sottili: è ancora emergenza. A dare l'allarme è Legambiente che ricorda due importanti elementi destinati a cambiare il quadro di riferimento per le polveri: i nuovi limiti di legge (in vigore dal 1º gennaio 2010) e la sottostima del Pm10 operata dalle centraline
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CARRARA. Polveri sottili: è ancora emergenza. A dare l'allarme è Legambiente che ricorda due importanti elementi destinati a cambiare il quadro di riferimento per le polveri: i nuovi limiti di legge (in vigore dal 1º gennaio 2010) e la sottostima del Pm10 operata dalle centraline.
«Se correggiamo di quel 25%, considerato come sotto stima dai nuovi provvedimenti, i valori del Pm10 registrati alla Lugnola nel 2009 e li confrontiamo con i limiti di legge che scatteranno dal 1º gennaio 2010 il quadro della situazione è decisamente sconfortante - si legge nella nota degli ambientalisti - la media annua al 31 dicembre 2009 sarà, infatti, circa il doppio del limite di legge e i superamenti annui (già 46 al 31 agosto) saranno probabilmente una decina di volte più numerosi di quelli ammessi».
«Di fronte a questa situazione ci si aspetterebbe un'amministrazione comunale tutta indaffarata a cercare di mettere in atto misure di radicale contenimento del Pm10, quali l'accelerazione della realizzazione del nuovo impianto di lavaggio camion e l'adeguamento di quello di Torano, che versa in condizioni pietose, nonché, da subito, le misure che non costano nulla (chiudere i teloni dei camion che trasportano scaglie, sottoporre a lavaggio anche i camion dei blocchi, i fuoristrada e le auto utilizzate professionalmente per le cave) e quelle previste già dall'ordinanza del 2005 ma mai attuate (ad es. camion con cassoni a tenuta) - continua la nota - E, invece, l'amministrazione si limita ad un'alzata di spalle. La strategia è lampante: siamo impegnati nel completamento della strada dei marmi che sarà la soluzione definitiva al problema; perciò i cittadini la smettano di protestare».
«Anche eludere l'ordinanza del tribunale è un gioco da ragazzi - fa notare Legambiente - fingiamo di progettare il nuovo impianto di lavaggio e studiamolo così bene da impiegarci qualche anno, fino a quando potremo dire che l'impianto non serve più, essendo ormai completata la strada dei marmi. E intanto tollerando lo smaltimento abusivo delle terre nei bacini marmiferi, il Comune ha permesso una rilevante riduzione dei camion che attraversano la città e, quindi, del Pm10. Di questo, anziché accampare meriti, dovrebbe vergognarsi. Per tutto il resto, un'amministrazione che deliberatamente non si cura della salute dei cittadini non è degna di rappresentarli».
«Se correggiamo di quel 25%, considerato come sotto stima dai nuovi provvedimenti, i valori del Pm10 registrati alla Lugnola nel 2009 e li confrontiamo con i limiti di legge che scatteranno dal 1º gennaio 2010 il quadro della situazione è decisamente sconfortante - si legge nella nota degli ambientalisti - la media annua al 31 dicembre 2009 sarà, infatti, circa il doppio del limite di legge e i superamenti annui (già 46 al 31 agosto) saranno probabilmente una decina di volte più numerosi di quelli ammessi».
«Di fronte a questa situazione ci si aspetterebbe un'amministrazione comunale tutta indaffarata a cercare di mettere in atto misure di radicale contenimento del Pm10, quali l'accelerazione della realizzazione del nuovo impianto di lavaggio camion e l'adeguamento di quello di Torano, che versa in condizioni pietose, nonché, da subito, le misure che non costano nulla (chiudere i teloni dei camion che trasportano scaglie, sottoporre a lavaggio anche i camion dei blocchi, i fuoristrada e le auto utilizzate professionalmente per le cave) e quelle previste già dall'ordinanza del 2005 ma mai attuate (ad es. camion con cassoni a tenuta) - continua la nota - E, invece, l'amministrazione si limita ad un'alzata di spalle. La strategia è lampante: siamo impegnati nel completamento della strada dei marmi che sarà la soluzione definitiva al problema; perciò i cittadini la smettano di protestare».
«Anche eludere l'ordinanza del tribunale è un gioco da ragazzi - fa notare Legambiente - fingiamo di progettare il nuovo impianto di lavaggio e studiamolo così bene da impiegarci qualche anno, fino a quando potremo dire che l'impianto non serve più, essendo ormai completata la strada dei marmi. E intanto tollerando lo smaltimento abusivo delle terre nei bacini marmiferi, il Comune ha permesso una rilevante riduzione dei camion che attraversano la città e, quindi, del Pm10. Di questo, anziché accampare meriti, dovrebbe vergognarsi. Per tutto il resto, un'amministrazione che deliberatamente non si cura della salute dei cittadini non è degna di rappresentarli».
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