Il Tirreno

CARRARA

«Ma noi non pagheremo»

Alessandra Vivoli
L’avvocato Giovanni Macchiarini
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L’avvocato Giovanni Macchiarini

Aree Peep: è guerra. I morosi di Bonascola non pagheranno i 600mila euro che «avanzano» al Comune. Si preparano all'udienza in tribunale (il 28 ottobre) in cui il giudice dovrà decidere sulla sospensione delle ingiunzioni fiscali

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CARRARA. Aree Peep: è guerra. I morosi di Bonascola non pagheranno i 600mila euro che «avanzano» al Comune. Si preparano all'udienza in tribunale (il 28 ottobre) in cui il giudice dovrà decidere sulla sospensione delle ingiunzioni fiscali. E lanciano un messaggio all'amministrazione: «perché noi per rateizzare abbiamo bisogno della fideiussione e gli industriali del marmo no?».

«Vogliamo solo pagare il giusto». Sono sul piede di guerra le 130 famiglie di Bonascola per le quali il Comune ha annunciato le «misure forti»: e cioè di procedere con i pignoramenti qualora non venissero pagati gli oneri di esproprio (con rivalutazione: in sostanza un sacco di soldi). Un ultimatum che proprio non è andato giù ai residenti dei palazzoni di Bonascola. «Qui non c'è gente "cattiva" che non vuole pagare per partito preso, ma tanti cittadini preoccupati che vogliono pagare il giusto, quanto è stato cioè riquantificato sugli effettivi valori degli espropri - spiega il commercialista Pierlio Baratta, che rappresenta 50 famiglie del Comitato per la difesa delle aree Peep di Bonascola - Noi abbiamo fatto i conti e la cifra da sborsare, a famiglia, tanto per cominciare è di 1800 euro, e non 3mila. Perché nel conto complessivo dell'amministrazione ci sono anche due espropri (quello di Corsini e Ferrari) avvenuti attraverso transazioni che hanno fatto lievitare la cifra totale, e che non riguardano tutti i residenti delle aree Peep». «Siamo pronti a metterci intorno a un tavolo e ragionare - continua - ma l'atto del Comune è stato di puro terrorismo. Perché si è parlato subito di pignorare le case e non gli stipendi? Il risultato è che adesso le persone sono spaventate. Ma c'è anche tanta amarezza per il modo di procedere dell'amministrazione pubblica».

«Alla gente io dico di stare tranquilla e di tenere duro - conclude Baratta - certo c'è tanta amarezza per essere stati trattati da cittadini di serie B: tanto che per procedere con la rateizzazione il Comune ha chiesto la fideiussione. La stessa che non pretende dagli industriali del marmo per le cave».

Il legale: il calcolo del Comune è poco chiaro. «L'amministrazione si è comportata in maniera molto scorretta - sostiene l'avvocato Giovanni Macchiarini, che rappresenta circa un centinaio di famiglie morose - Potrei capire un privato che, per scuotere gli interlocutori usa le maniere forti. Ma non un Comune che utilizza la strategia della paura: dire a una persona che rischia di perdere la casa è un atto di puro terrorismo».
Per quel che riguarda la vicenda economica, e cioè i soldi (3mila euro a famiglia) che l'amministrazione chiede per gli espropri nell'area Peep di Bonascola, l'avvocato Macchiarini precisa.
«È tutto da discutere - dice - Innanzitutto se l'amministrazione dopo tanti anni può chiedere quei soldi, non per niente ci sono ricorsi e cause pendenti anche davanti al tribunale ordinario contro le ingiunzioni fiscali. Ma è anche poco chiaro il calcolo fatto dal Comune per arrivare alle stime chieste ai residenti: noi abbiamo chiesto delucidazioni in proposito, ma non abbiamo mai avuto risposta».

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