Il Tirreno

CONTENZIOSO SULL’EDILIZIA

Il Comune pignora case Peep

Cinzia Carpita
Il Peep di Avenza e una veduta di Bonascola
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Il Peep di Avenza e una veduta di Bonascola

Richieste di pagamento, ricorsi dei cittadini, e ora dopo lettere di messa in mora e ingiunzioni fiscali, il Comune passa ai pignoramenti immobiliari per recuperare circa 600 mila euro di maggiori oneri di esproprio non versati, ma secondo l'ente locale dovuti, da parte di chi abita in case nei Peep di Bonascola e Avenza

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CARRARA. Richieste di pagamento, ricorsi dei cittadini, e ora dopo lettere di messa in mora e ingiunzioni fiscali, il Comune passa ai pignoramenti immobiliari per recuperare circa 600 mila euro di maggiori oneri di esproprio non versati, ma secondo l'ente locale dovuti, da parte di chi abita in case nei Peep di Bonascola e Avenza. Le ingiunzioni sono circa 130 e a giorni saranno notificate le prime dieci procedure di pignoramento.
Mediamente per ogni appartamento in questione, dovrebbero essere versati 3000-3.800 euro (ma si oscilla fra i 2000 e i 9000 a seconda della metratura). Il tutto dovrebbe far entrare nelle casse comunali un importo sui 600 mila euro, a completamento della cifra totale (il doppio) rivendicata dall'ente locale sui Peep.

L'amministrazione fa infatti sapere che con la la delibera di giunta nº 472 del 9 settembre scorso l'Ufficio Legale del Comune ha avuto l'autorizzazione «per intraprendere azioni esecutive nei confronti di tutti quei proprietari degli alloggi Peep che non hanno provveduto a rimborsare al Comune i "maggiori oneri di esproprio"».
Nel Peep di Marina il problema è stato risolto da tempo, ma è ora tutto aperto soprattutto su Bonascola e in minima parte su Avenza. Il Settore Urbanistica del Comune ha intrapreso un progetto per recuperare i maggiori oneri di esproprio, spesi dal Comune parecchi anni fa per realizzare i Peep, e ora richiesti ai proprietari (di case o in diritto di superficie). L'importo complessivo si aggirava su un milione e 200 mila euro circa, ma la metà è stato pagato dai cittadini, spiegano in Comune. Per il resto, oggetto di contestazioni, sono scattati alcuni ricorsi, presentati o al giudice di pace, o al Tar, o al tribunale. Ma non stata effettuato alcun provvedimento sospensivo delle ingiunzioni di pagamento, per cui il Comune (pena l'intervento della Corte dei conti per il recupero degli importi) sta procedendo come da legge e sulla base delle convenzioni stipulate a suo tempo con le società realizzatrici degli interventi.
Ricapitolando: dopo vari incontri con gli interessati e lettere di messa in mora, alcuni proprietari hanno provveduto a versare la loro quota-parte al Comune, mentre altri sono rimasti inadempienti. E proprio nei loro confronti sono state notificate ingiunzioni fiscali che hanno titolo esecutivo, nel senso che chi non paga, rischia il pignoramento dell'immobile. L'iter è partito. Dopo le ingiunzioni c'è chi ha pagato (con possibilità di rateizzare), ma per circa 130 casi gli avvocati Sonia Fantoni e Marina Vannucci dell'Avvocatura Comunale stanno provvedendo a notificare gli atti di pignoramento immobiliare, «iniziando così una procedura - specifica il Comune - che porterà all'istanza di vendita degli appartamenti pignorati». Istanze che verranno presentate al giudice di competenza, dopo che gli atti di pignoramento saranno stati trascritti in Conservatoria.

Il tutto, «comporterà per i pignorati un maggior esborso a fronte delle spese legali e di giudizio che l'Ente pubblico sarà costretto ad affrontare». Forse molti cittadini pensavano che il Comune non sarebbe arrivato ai pignoramenti. Ma, in attesa degli esiti dei vari ricorsi, l'ente locale tira dritto invocando la legge e un sistema di equità: infatti, dicono negli uffici dell'urbanistica, l'iter deve andare avanti anche per evitare diversità di trattamento fra gli inadempienti e coloro che hanno già versato i maggiori oneri di esproprio. Come reagiranno gli interessati?

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