Il Tirreno

Carrara

Folla da stadio per Severgnini

Alessandra Vivoli
Beppe Severgnini
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Beppe Severgnini

Sfidando il sole e il gran caldo, platea tutta esaurita, posti in piedi e pubblico anche sulla gradinata di piazza Gramsci. Un autentico successo.

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CARRARA. Effetto Beppe Severgnini: e Con-vivere fa il botto.
Il giornalista del Corriere della sera, autore del forum Italians, e grande appassionato di calcio (e di Inter) con cronache scritte in punta di penna sulla Gazzetta dello sport, porta alla conferenza in via del Plebiscito (ieri mattina alle 11 e 30) un pubblico da stadio.
Sfidando il sole e il gran caldo, platea tutta esaurita, posti in piedi e pubblico anche sulla gradinata di piazza Gramsci. Un autentico successo che ha concluso una mattinata dai grandi numeri a Con-vivere: protagonisti sono stati, infatti, anche i bambini, tutti vestiti con il colore arancio acceso del festival, che in biblioteca si sono dilettati sul tema «Come sono fatti gli alberi».
La platea poi è stata tutta per Beppe Severgnini che ha discusso a lungo, anche grazie agli interventi del pubblico sul tema «L'America ci copia?» Cominciando però con una digressione sul lardo.
«Sono arrivato un po' in ritardo, e mi scuso - ha esordito Severgnini - ma mi hanno proposto uno scambio interessante: il lardo di Colonnata per il mio libro. Insomma mi è andata benissimo, perché naturalmente di fronte al vostro lardo non ho potuto resistere».
Archiviato il capitolo lardo (che peraltro è stato protagonista anche dei gettonatissimi aperitivi post conferenze) Severgnini ha parlato della «sua» America. Cominciando da alcuni temi molto seri: «Trovo indifendibile un paese in cui 46milioni di cittadini non hanno l'assistenza sanitaria, se un paese non ha la sanità e l'istruzione pubblica può chiudere bottega». Con un attacco frontale politica di Bush: «Credo sia stato il peggior presidente a memoria di americano».
Severgnini è poi entrato nel vivo del tema della conferenza: in cosa ci copiano gli americani?
L'elenco è lungo. Dalle macchine: «La Ferrari è una delle migliori macchine, e anche in America ne vanno pazzi», al cibo: «Adesso c'è il mito dell'olio extravergine di oliva: gli americani apprezzano moltissimo il nostro modo di mangiare, basti pensare che i ristoranti italiani sono sempre strapieni. E in questo campo abbiamo battuto anche i francesi».
Insomma dal mito americano al modello italiano, anzi «made in Tuscany»: «Vivere in Toscana - ha detto Severgnini - è adesso il sogno di tanti americani».
Alessandra Vivoli

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