Il Tirreno

UNA PARROCCHIA NELLA BUFERA

A Mirteto non si specula sui terreni

A Mirteto non si specula sui terreni

Parole forti che la chiesa massese invia all’amministrazione comunale ma anche ai parrocchiani. Parole forti su Mirteto affidate ad una pagina di Vita Apuana, il giornale della Curia uscito ieri

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MASSA. Parole forti che la chiesa massese invia all’amministrazione comunale ma anche ai parrocchiani. Parole forti su Mirteto affidate ad una pagina di Vita Apuana, il giornale della Curia uscito ieri. Per dire che: a) sui terreni dell’Istituto per il sostentamento del Clero non si speculerà, b) nessuno ha trattato con la giunta Pucci per costruirci strutture di quartiere, c) che don Primiero Scortini non è stato allontanato dalla sua parrocchia perchè si opponeva a certe speculazioni. Parole forti che dovrebbero nascondere altro (a nostro avviso stoppare voci di ben altre speculazioni edilizie in zona).

Ma procediamo con ordine.
«Nel cuore dell’estate - scrive Vita Apuana - era rimbalzata la notizia secondo cui, sui terreni fra la pieve del Mirteto e il «Parco dei mirti», in un futuro non troppo lontano, sarebbero sorte nuove strutture. La giunta comunale al seguito del sindaco Roberto Pucci, aveva incontrato un gruppo di residenti e, in quell’occasione, il primo cittadino aveva annunciato che in quell’area si sarebbe realizzato un «centro polifunzionale ed una piscina». Per questi motivi sarebbero stati presi contatti con il Vescovo.

Vita Apuana chiede notizie a monsignor Mario Menconi, presidente dell’Istituto sostentamento clero. «La Curia, alla quale si fa riferimento negli articoli - afferma don Mario - non ha personalità giuridica e non può pertanto essere titolare di alcun diritto patrimoniale. Esiste però una serie di enti ecclesiastici come la Diocesi, le parrocchie, il Seminario, l’Istituto per il sostentamento del clero e ciascuno ha il suo legale rappresentante, che agisce in nome e per conto dell’ente».

I terreni, compresi tra la pieve del Mirteto e il campo dei Mirti, circa 4.500 metri quadrati, sono di proprietà dell’Istituto sostentamento del clero. Alla domanda se ci sono stati gli annunciati contatti dell’amministrazione massese con l’Istituto, Mons. Menconi risponde: «Nessun amministratore del Comune ha mai preso contatto per i terreni del Mirteto adiacenti alla Pieve.

Un eventuale intervento presso il Vescovo, che mai me ne ha fatto parola, avrebbe avuto mera valenza di scambio di opinioni. Non va dimenticato - prosegue Menconi - che in buona parte quei terreni sono assoggettati al vincolo di rispetto della Pieve monumentale e una loro eventuale alienazione richiede l’intervento della Direzione generale per i beni culturali con sede in Firenze, che sicuramente e correttamente porrebbe pesanti condizioni, come il mantenimento di una fascia di rispetto che ne limiterebbe la libertà d’utilizzo più di quanto già prevede la legge ordinaria. Comunque l’Istituto esprime la propria contrarietà ad un utilizzo dei terreni che non rispetti le linee architettoniche e strutturali della Pieve e non valorizzi il prestigio ambientale e monumentale del sito».

Vita Apuana poi entra nella questione su don Primiero, da un anno a Gragnana di Carrara. «Riguardo alle illazioni intorno ad una manovra speculativa circa l’eventuale vendita e la destinazione di quei terreni, che secondo alcuni sarebbe il vero motivo del trasferimento di don Primiero, Menconi osserva - si legge ancora in Vita Apuana - che «per quanto riguarda il valore venale dei terreni, essendo stati inseriti nel Piano Strutturale, potrebbero essere solo destinati ad edilizia economico-popolare».

E don Primiero nell’«esilio di Gragnana» cosa dice dell’articolo? «Mi hanno detto che c’è ma non l’ho letto. Ricordo comunque che il progetto della piscina e del centro funzionale era della parrocchia - risponde al Tirreno - avevamo trovato anche i finanziamenti europei per circa 3 miliardi di allora, ma il progetto venne bocciato dall’amministrazione Neri». E così il mistero si infittisce dalle parti di Mirteto.

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