Sicurezza
MASSA
Aree protette: solo pinete e castello
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Il castello Malaspina e una pineta sul litoraleSi chiama Pit, sta per Piano integrato territoriale ed è un po' la carta costituzionale della pianificazione urbanistica del territorio. Approvato dal consiglio regionale toscano il 22 luglio scorso, il Pit stabilisce, sopratuttto, le zone «a vincolo paesaggistico» della nostra regione. Quelle degne, cioè, di maggiore protezione e tutela dal cemento
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MASSA. Si chiama Pit, sta per Piano integrato territoriale ed è un po' la carta costituzionale della pianificazione urbanistica del territorio. Approvato dal consiglio regionale toscano il 22 luglio scorso, il Pit stabilisce, sopratuttto, le zone «a vincolo paesaggistico» della nostra regione. Quelle degne, cioè, di maggiore protezione e tutela dal cemento.
Logico che, in un territorio come la Toscana di zone da sottoporre alla massima tutela ce ne siano parecchie. Dal centro storico di Firenze alla Val d'Orcia, a San Gimignano (peraltro inseriti nel patrimonio universale Unesco), fino a centinaia di altre zone di pegio ambientale o architettonico.
Nella nostra provincia, però, le zone sottoposte a vincolo paesaggistico non sono molte. Il castello della Verrucola a Fivizzano, Campocecina, Castelpoggio le cave sopra Monteverde, la "città vecchia" di Pontremoli, l'abitato e il castello di Fosdinovo, Villa Fabbricotti a Carrara, la zona litoranea di Carrara e Massa con le sue pinete, la zona circostante il castello Malaspina a Massa, dodici pini (sic) di settant'anni che si trovano su via Massa Avenza vicino all'autostrada. E viale Roma. Il cui elemento di valore è costituito «dalle visuali sulle Apuane e sul mare», valore messo a rischio, citiamo il Pit da «eventuali brutture che possono fiancheggiare il viale».
«Troppo poco», dice il Pd di Massa che contesta all'amministrazione civica di non avere presentato osservazioni al piano regionale allo scopo di aumentare zone ed «emergenze» ambientali da sottoporre a vincolo entro il tempo concesso dalla legge, cioè 45 giorni «Massa - attaccano i Democratici - nasconde bellezze paesaggistiche e ricchezze storico culturali capaci di dare identità alla zona ben più ampie e rilevanti, ed è inconcepibile che, pur potendolo fare, il sindaco non abbia eccepito nulla riguardo a questa selezione».
Non solo, secondo il Pd, il Piano strutturale della città, non è uno coerente con il Pit, nè con le esigenze del territorio e dei cittadini.
«Vista la latitanza di questo governo cittadino - ha detto Adriano Tongiani, responsabile locale del settore territorio e sviluppo e membro della direzione regionale del Pd -, che punta a privatizzare tutto e a concepire la partecipazione come concessione, per dare un contributo a una città nuova, ci siamo fatti carico noi di quello di cui non si è fatta carico l'amministrazione, ed abbiamo presentato entro i termini le nostre obiezioni al piano».
E secondo il Partito democratico massese nella lista dei beni "tutelati" della nostra zona dovrebbero rientrare a pieno titolo piazze storiche, fontane, pievi, siti archeologici montani e molto altro.
Logico che, in un territorio come la Toscana di zone da sottoporre alla massima tutela ce ne siano parecchie. Dal centro storico di Firenze alla Val d'Orcia, a San Gimignano (peraltro inseriti nel patrimonio universale Unesco), fino a centinaia di altre zone di pegio ambientale o architettonico.
Nella nostra provincia, però, le zone sottoposte a vincolo paesaggistico non sono molte. Il castello della Verrucola a Fivizzano, Campocecina, Castelpoggio le cave sopra Monteverde, la "città vecchia" di Pontremoli, l'abitato e il castello di Fosdinovo, Villa Fabbricotti a Carrara, la zona litoranea di Carrara e Massa con le sue pinete, la zona circostante il castello Malaspina a Massa, dodici pini (sic) di settant'anni che si trovano su via Massa Avenza vicino all'autostrada. E viale Roma. Il cui elemento di valore è costituito «dalle visuali sulle Apuane e sul mare», valore messo a rischio, citiamo il Pit da «eventuali brutture che possono fiancheggiare il viale».
«Troppo poco», dice il Pd di Massa che contesta all'amministrazione civica di non avere presentato osservazioni al piano regionale allo scopo di aumentare zone ed «emergenze» ambientali da sottoporre a vincolo entro il tempo concesso dalla legge, cioè 45 giorni «Massa - attaccano i Democratici - nasconde bellezze paesaggistiche e ricchezze storico culturali capaci di dare identità alla zona ben più ampie e rilevanti, ed è inconcepibile che, pur potendolo fare, il sindaco non abbia eccepito nulla riguardo a questa selezione».
Non solo, secondo il Pd, il Piano strutturale della città, non è uno coerente con il Pit, nè con le esigenze del territorio e dei cittadini.
«Vista la latitanza di questo governo cittadino - ha detto Adriano Tongiani, responsabile locale del settore territorio e sviluppo e membro della direzione regionale del Pd -, che punta a privatizzare tutto e a concepire la partecipazione come concessione, per dare un contributo a una città nuova, ci siamo fatti carico noi di quello di cui non si è fatta carico l'amministrazione, ed abbiamo presentato entro i termini le nostre obiezioni al piano».
E secondo il Partito democratico massese nella lista dei beni "tutelati" della nostra zona dovrebbero rientrare a pieno titolo piazze storiche, fontane, pievi, siti archeologici montani e molto altro.
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