Il dolore
cemento a marina
Pucci: su Riva dei Ronchi licenze ancora valideTrattiamo con Pirelli
Claudio Figaia
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L’area su cui dovrebbe sorgere il complesso Riva dei Ronchi«L'amministrazione ha davanti a sé tre strade. La prima, lasciare che la società Riva dei Ronchi realizzi il suo progetto secondo le autorizzazioni, tuttora valide, che il Comune a suo tempo gli concesse. La città avrà così un ecomostro in riva al mare: un albergone lungo 100 metri, alto 16»
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MASSA. «L'amministrazione ha davanti a sé tre strade. La prima, lasciare che la società Riva dei Ronchi realizzi il suo progetto secondo le autorizzazioni, tuttora valide, che il Comune a suo tempo gli concesse. La città avrà così un ecomostro in riva al mare: un albergone lungo 100 metri, alto 16».
La seconda: negare il diritto a costruire. In questo caso l'amministrazione si esporrebbe al rischio di un contenzioso e di una condanna a un risarcimento di decine di milioni di euro. Che manderebbe in rovina i Comune.
La terza: trattare con Riva dei Ronchi, lavorare per una sostanziale riduzione delle volumetrie, per dare al territorio una struttura utile allo sviluppo turistico e nello stesso tempo salvaguardare paesaggio e ambiente».
Il sindaco Roberto Pucci sintetizza così la intricata questione del centro turistico alberghiero Riva dei Ronchi, progetto che vide la luce nel 1969, fu approvato nel 1993 con una convenzione tra Comune e società, ma che non è ancora stato realizzato. Un'operazione del valore stimato di 100 milioni di euro e 105mila metri cubi di costruzioni (albergo, piscina, discopub, residence tipo Rta, negozi) poi ridotti a 95mila da una variante del 2006.
Che Pucci propenda per la terza strada, trattare, è chiaro. «Potrei fare come Ponzio Pilato e lasciare le cose come le ho trovate. Ma gli eco-mostri non mi piacciono», dice. «Potrei chiudere le porte a Pirelli e soci. Ma non intendo esporre le future amministrazioni al rischio del dissesto finanziario».
Un rischio reale, per lui, e comunque da non correre. «Il parere dell'avvocatura della Regione sulla questione dice chiaro che il piano di lottizzazione, anche se scaduto, continua a far valere i suoi effetti. E dice che il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione, ossia la legge che prevale su tutti gli atti del governo locale, non è retroattivo e fa salvi gli strumenti attuativi (ossia la convenzione Comune-Riva dei Ronchi) già stipulati. Certo, il Pit impone di modificare il progetto, ma non cancella il diritto acquisito dalla società ad edificare».
Unica strada, dunque, è trovare un punto di incontro fra interessi diversi: quelli della collettività e quelli dei costruttori. «Di sicuro - aggiunge - non potremo accontentarci di una riduzione modesta delle cubature a 75mila metri, con cambi di destinazione d'uso: quell'area serve per lo sviluppo turistico. Però, discutere si deve».
E Pucci gioca, a questo punto, la mossa della glasnost: «Non sarò comunque io a decidere. Io, sia chiaro, non ho fatto accordi con nessuno. Ho incontrato la proprietà, ho ascoltato le loro posizioni, ma non tratto da solo. Su questa vicenda voglio che ci sia massima trasparenza, la più ampia discussione. E ribadisco che le decisioni saranno prese dal consiglio comunale».
Da qui la convocazione dell'assemblea pubblica (oggi, h. 15,30 in sala consiglio) in cui, annuncia Pucci, «metterò a disposizione tutte le informazioni. E dimostrerò che non sono un cementificatore».
Claudio Figaia
La seconda: negare il diritto a costruire. In questo caso l'amministrazione si esporrebbe al rischio di un contenzioso e di una condanna a un risarcimento di decine di milioni di euro. Che manderebbe in rovina i Comune.
La terza: trattare con Riva dei Ronchi, lavorare per una sostanziale riduzione delle volumetrie, per dare al territorio una struttura utile allo sviluppo turistico e nello stesso tempo salvaguardare paesaggio e ambiente».
Il sindaco Roberto Pucci sintetizza così la intricata questione del centro turistico alberghiero Riva dei Ronchi, progetto che vide la luce nel 1969, fu approvato nel 1993 con una convenzione tra Comune e società, ma che non è ancora stato realizzato. Un'operazione del valore stimato di 100 milioni di euro e 105mila metri cubi di costruzioni (albergo, piscina, discopub, residence tipo Rta, negozi) poi ridotti a 95mila da una variante del 2006.
Che Pucci propenda per la terza strada, trattare, è chiaro. «Potrei fare come Ponzio Pilato e lasciare le cose come le ho trovate. Ma gli eco-mostri non mi piacciono», dice. «Potrei chiudere le porte a Pirelli e soci. Ma non intendo esporre le future amministrazioni al rischio del dissesto finanziario».
Un rischio reale, per lui, e comunque da non correre. «Il parere dell'avvocatura della Regione sulla questione dice chiaro che il piano di lottizzazione, anche se scaduto, continua a far valere i suoi effetti. E dice che il Piano di indirizzo territoriale (Pit) della Regione, ossia la legge che prevale su tutti gli atti del governo locale, non è retroattivo e fa salvi gli strumenti attuativi (ossia la convenzione Comune-Riva dei Ronchi) già stipulati. Certo, il Pit impone di modificare il progetto, ma non cancella il diritto acquisito dalla società ad edificare».
Unica strada, dunque, è trovare un punto di incontro fra interessi diversi: quelli della collettività e quelli dei costruttori. «Di sicuro - aggiunge - non potremo accontentarci di una riduzione modesta delle cubature a 75mila metri, con cambi di destinazione d'uso: quell'area serve per lo sviluppo turistico. Però, discutere si deve».
E Pucci gioca, a questo punto, la mossa della glasnost: «Non sarò comunque io a decidere. Io, sia chiaro, non ho fatto accordi con nessuno. Ho incontrato la proprietà, ho ascoltato le loro posizioni, ma non tratto da solo. Su questa vicenda voglio che ci sia massima trasparenza, la più ampia discussione. E ribadisco che le decisioni saranno prese dal consiglio comunale».
Da qui la convocazione dell'assemblea pubblica (oggi, h. 15,30 in sala consiglio) in cui, annuncia Pucci, «metterò a disposizione tutte le informazioni. E dimostrerò che non sono un cementificatore».
Claudio Figaia
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