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SATANISMO

«Ora il pericolo sono le psicosette»

«Ora il pericolo sono le psicosette»

Ancora i riflettori di "Chi l'ha visto?", la trasmissione di Raitre, sui casi di Fabio Rapalli, 31 anni, e Roberto Bossi, 30 anni, trovati morti nei boschi di Montelungo a oltre cento chilometri da casa. Si pensò a suicidi, ma con il passare degli anni le inchieste hanno puntato verso le sette sataniche. Davanti alle telecamere di "Chi l'ha visto?"

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PONTREMOLI. Ancora i riflettori di "Chi l'ha visto?", la trasmissione di Raitre, sui casi di Fabio Rapalli, 31 anni, e Roberto Bossi, 30 anni, trovati morti nei boschi di Montelungo a oltre cento chilometri da casa. Si pensò a suicidi, ma con il passare degli anni le inchieste hanno puntato verso le sette sataniche. Davanti alle telecamere di "Chi l'ha visto?", a ripercorrere il caso di Rapalli e Bossi, e non solo, Luca Umberto Venturini, dirigente principale della Accademia Italiana Studi Investigativi (A.i.s.i.).
Luca Umberto Venturini, dirigente principale della Accademia Italiana Studi Investigativi (A.i.s.i.), è senz'altro uno dei massimi esperti dei movimenti settari esistenti nel nostro Paese; a lui ci siamo rivolti per tentare di fare chiarezza su questi complessi fenomeni che molto spesso coinvolgono minori e giovanissimi.

Che cosa sono le sette?
«Le sette o i vari movimenti magici - spiega Luca Umberto Venturini - sono fenomeni mondiali che come noto negli ultimi 20 anni stanno interessando in grande misura anche il nostro Paese; oggi se ne rilevano di tutti i tipi, piccole, grandi, antiche o di recente costituzione, nate da appendici di religioni riconosciute o da pure e semplici fantasie».

Perchè proliferano questi movimenti?
«È bene chiarire che una cosa sono le religioni o le comunità religiose riconosciute e legalmente inserite nei contesti dello Stato, cosa ben diversa sono questi gruppi caratterizzati da fanatismo, concetti apocalittici, rovesciamento dei valori sociali e coercizione nei confronti dei seguaci. Il proliferare di questi movimenti è dovuto ad una certa perdita di valori che la nostra società accusa e da una stanchezza con cui le religioni monoteiste si rapportano con i cittadini, pertanto è abbastanza comprensibile che se un movimento di tipo illegale o non riconosciuto si propone di dare risposte certe al benessere spirituale dell'individuo o la libertà della propria coscienza, si possa verificare un'adesione a questi tipi di culto».

E le sette sataniche?
«Il culto di satana o satanismo ha origini ovviamente nelle religioni monoteiste, satana è visto come antagonista del Creatore e all'interno di queste sette (ne esistono di vario tipo) si rileva la presenza di un leader carismatico che pretenderebbe di essere in contatto con il maligno. Mediante una serie di riti anche abberranti, l'adepto si convince che l'adorazione di satana possa portare a concreti benefici. Gli adepti risultano sudditanti e osservano una totale abnegazione al culto, questi tipi di movimenti possono essere particolarmente pericolosi soprattutto nel caso delle "sette acide" caratterizzate anche da un forte fanatismo, sono infatti da imputare a questi gruppi la devastazione di chiese, di luoghi di culto e la profanazione di tombe».

In merito al caso di Fabio Rapalli?
«Il caso di Fabio Rapalli fu particolarmente doloroso, il giovane che in un primo momento si pensava essersi suicidato nelle adiacenze di un bosco sulla Cisa, fu al contrario coinvolto da una setta satanica in riti così particolari da portarlo alla sua tragica fine. Durante un sopralluogo svolto unitamente ai Carabinieri, all'interno della camera di Fabio furono trovati tantissime prove ad avvalorare questa tesi, di fatto sono diversi gli omicidi perpetrati da movimenti di questo tipo (Bestie di satana, l'omicidio della suora di Chiavenna, l'omicidio della giovane da parte delle due amiche sataniste, ecc. ecc.), inoltre le indagini su questo delitto ci portarono ad individuare luoghi ove si riunivano i vari gruppi satanici, uno è anche sulle nostre montagne apuane».

Già dal 1997 comunicò alle autorità con le quali stava operando, la pericolosità di questi movimenti. Come andarono le cose?
«Già nel 1997 il Centro Studi A.I.S.I. segnalò la pericolosità di questi movimenti; tra l'altro la valenza di queste ipotesi fu acclarata da un rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni del 1998, e segnalammo ci sarebbe stata una proliferazione di psico sette».

Psico sette? Ci può spiegare?
«Sono movimenti che utilizzano meccanismi subliminali e di fascinazione, procurando un vero e proprio lavaggio del cervello agli adepti con conseguente limitazione della libertà individuale. Queste particolari sette sono di difficile individuazione in quanto possono essere confuse con Istituti o Scuole di formazione o Centri psico terapeutici. Queste "dottrine" prevedono tre livelli di percorso: il primo è il totale isolamento del soggetto con il conseguente allontanamento dalla famiglia e dalle amicizie, il convincimento che solo all'interno della setta si può ricevere affetto e che la società esterna deve essere annullata. Il secondo - aggiunge - è l'indottrinamento: qui ci si prefigge di costringere l'adepto all'obbedienza alla scala gerarchica, gli adepti vengono bombardati con teorie e concetti tra le più astruse, spesso costretti ad adorare entità di pura fantasia, spesso gli adepti sono costretti a lavorare gratuitamente a favore del gruppo e a devolvere i propri beni. Il terzo si prefigge di mantenere i punti di cui sopra con una costante vigilanza da parte della struttura piramidale. Questo tipo di sette manifestano un potere economico non indifferente e hanno a disposizione importanti uffici legali e di pubbliche relazioni».

Come funziona l'Accademia Italiana Studi Investigativi?
«All'A.i.s.i. ci consideriamo degli "artigiani"; il centro studi fin dal 1992 fornisce consulenze gratuite a tutti gli organi di Polizia nazionali, e collabora su richiesta con organizzazioni anti plagio, vittime delle sette e studi legali. Da tempo è stata costituita la sezione "persone scomparse" coadiuvata dal vice direttore Claudio Ghini già valente sottufficiale dei Reparti Operativi dell'Arma dei Carabinieri, questa sezione ha a disposizione un nucleo cinofili (denominato N.o.a.c.) per la ricerca immediata degli scomparsi, diretta autorevolmente dal capo istruttore Sebastiano Venturini. L'ufficio è super visionato dal direttore operativo Sonia Casanova che si occupa anche di coordinare tutte le attività investigative».

M.B.

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