La manifestazione
CARRARA
Ospitava in casa un evaso
◗
Un’auto della polizia e, sopra la scuola media LeopardiSi nascondeva in casa della mamma del "bambino delle forbici" un cittadino marocchino, 26enne, evaso (perché non rientrato da un permesso) dal carcere di Massa. Lui è stato arrestato, per la giovane madre è scattata invece la denuncia di favoreggiamento
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Si nascondeva in casa della mamma del "bambino delle forbici" un cittadino marocchino, 26enne, evaso (perché non rientrato da un permesso) dal carcere di Massa. Lui è stato arrestato, per la giovane madre è scattata invece la denuncia di favoreggiamento. Una vicenda di cronaca va ad intrecciarsi con uno degli avvenimenti che, negli ultimi mesi, ha più scosso la città e l'opinione pubblica.
Sono stati gli agenti della squadra anticrimine del Commissariato, dopo una lunga attività investigativa, ad arrestare l'evaso, che si nascondeva nell'abitazione allo Stadio: si tratta di S.R., cittadino marocchino di 26 anni. S.R. era evaso il 12 agosto scorso a seguito di un mancato rientro nel carcere di Massa - dove era detenuto - dopo un permesso premio di alcuni giorni.
Il marocchino, che sta scontando una condanna ad oltre quattro anni di reclusione per alcuni reati tra i quali "furto, ricettazione e violenza sessuale" avrebbe dovuto fare rientro nell'Istituto penitenziario al termine di un permesso premio di pochi giorni, per buona condotta, che gli era stato concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Massa e che avrebbe dovuto trascorrere a Roma presso una comunità di recupero. Il 12 agosto non aveva fatto rientro diventando automaticamente un evaso, dopo 12 ore dalla scadenza del permesso. Immediate erano state diramate le ricerche con foto segnaletica su scala nazionale da parte della Casa di Reclusione di Massa.
A seguito del mancato rientro di S.R. venivano attivati dal commissariato una serie di servizi di vigilanza nella porzione di territorio limitrofa allo stadio comunale che spesso è frequentata da cittadini extracomunitari; inoltre, in passato S.R., pur non essendo mai stato residente a Carrara, era stato controllato in alcune occasioni nel nostro territorio, durante servizi di prevenzione e controllo.
E in passato, era stato notato un cittadino maghrebino dai tratti similari a quelli dell'evaso. In seguito, ulteriori controlli consentivano di raccogliere vari indizi che portavano a ritenere che il 26enne potesse trovarsi all'interno di un'abitazione delle case popolari allo "Stadio".
Gli agenti dell'anticrimine, diretti dal dottor Giuseppe Mariani, decidevano di mettere in atto una perquisizione all'alba: e così scattava l'irruzione nell' appartamento. S.R. veniva sorpreso nel sonno e non opponeva alcuna resistenza. L'evaso era ospitato, come detto, dalla giovane madre del bambino di 11 anni che, nel febbraio scorso, minacciò dei compagni della scuola media Leopardi con le forbici; e che nel giugno scorso - su ordine del tribunale dei minori - è stato tolto alla famiglia, pochi giorni prima della fine della scuola (fra l'altro, fu regolarmente promosso).
A carico della giovane donna è scattata una denuncia per "favoreggiamento personale" e la sua posizione è comunque al vaglio della Procura della Repubblica di Massa.
S.R. invece veniva arrestato e ricondotto al carcere di Massa a disposizione del magistrato di turno, Federico Manotti, in attesa del processo per direttissima in cui sarà imputato del reato di evasione.
Un'altra tegola quindi per la giovane mamma, che ha anche un altro bimbo piccolo e che già vive in una situazione difficile.
Sulla delicata vicenda, l'assessore ai servizi sociali Massimiliano Bernardi preferisce non rilasciare dichiarazioni o commenti. L'impressione è però che i servizi sociali, alla luce di questi nuovi fatti, svolgeranno ulteriori approfondimenti e probabilmente vi sarà una nuova segnalazione al tribunale dei minori. Il 29 settembre, fra l'altro, è prevista un'udienza davanti al tribunale, nella quale i legali della giovane mamma chiederanno di rivedere il provvedimento che ha tolto il ragazzino dodicenne alla mamma.
Sono stati gli agenti della squadra anticrimine del Commissariato, dopo una lunga attività investigativa, ad arrestare l'evaso, che si nascondeva nell'abitazione allo Stadio: si tratta di S.R., cittadino marocchino di 26 anni. S.R. era evaso il 12 agosto scorso a seguito di un mancato rientro nel carcere di Massa - dove era detenuto - dopo un permesso premio di alcuni giorni.
Il marocchino, che sta scontando una condanna ad oltre quattro anni di reclusione per alcuni reati tra i quali "furto, ricettazione e violenza sessuale" avrebbe dovuto fare rientro nell'Istituto penitenziario al termine di un permesso premio di pochi giorni, per buona condotta, che gli era stato concesso dal Magistrato di Sorveglianza di Massa e che avrebbe dovuto trascorrere a Roma presso una comunità di recupero. Il 12 agosto non aveva fatto rientro diventando automaticamente un evaso, dopo 12 ore dalla scadenza del permesso. Immediate erano state diramate le ricerche con foto segnaletica su scala nazionale da parte della Casa di Reclusione di Massa.
A seguito del mancato rientro di S.R. venivano attivati dal commissariato una serie di servizi di vigilanza nella porzione di territorio limitrofa allo stadio comunale che spesso è frequentata da cittadini extracomunitari; inoltre, in passato S.R., pur non essendo mai stato residente a Carrara, era stato controllato in alcune occasioni nel nostro territorio, durante servizi di prevenzione e controllo.
E in passato, era stato notato un cittadino maghrebino dai tratti similari a quelli dell'evaso. In seguito, ulteriori controlli consentivano di raccogliere vari indizi che portavano a ritenere che il 26enne potesse trovarsi all'interno di un'abitazione delle case popolari allo "Stadio".
Gli agenti dell'anticrimine, diretti dal dottor Giuseppe Mariani, decidevano di mettere in atto una perquisizione all'alba: e così scattava l'irruzione nell' appartamento. S.R. veniva sorpreso nel sonno e non opponeva alcuna resistenza. L'evaso era ospitato, come detto, dalla giovane madre del bambino di 11 anni che, nel febbraio scorso, minacciò dei compagni della scuola media Leopardi con le forbici; e che nel giugno scorso - su ordine del tribunale dei minori - è stato tolto alla famiglia, pochi giorni prima della fine della scuola (fra l'altro, fu regolarmente promosso).
A carico della giovane donna è scattata una denuncia per "favoreggiamento personale" e la sua posizione è comunque al vaglio della Procura della Repubblica di Massa.
S.R. invece veniva arrestato e ricondotto al carcere di Massa a disposizione del magistrato di turno, Federico Manotti, in attesa del processo per direttissima in cui sarà imputato del reato di evasione.
Un'altra tegola quindi per la giovane mamma, che ha anche un altro bimbo piccolo e che già vive in una situazione difficile.
Sulla delicata vicenda, l'assessore ai servizi sociali Massimiliano Bernardi preferisce non rilasciare dichiarazioni o commenti. L'impressione è però che i servizi sociali, alla luce di questi nuovi fatti, svolgeranno ulteriori approfondimenti e probabilmente vi sarà una nuova segnalazione al tribunale dei minori. Il 29 settembre, fra l'altro, è prevista un'udienza davanti al tribunale, nella quale i legali della giovane mamma chiederanno di rivedere il provvedimento che ha tolto il ragazzino dodicenne alla mamma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
