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MASSA/ I TAGLI ALL'ISTRUZIONE

I detenuti alla Gelmini: "E' la nostra speranza, non chiudeteci la scuola"

I detenuti alla Gelmini: "E' la nostra speranza, non chiudeteci la scuola"

I tagli del ministro dell'Istruzione cancelleranno la scuola media del carcere di Massa. I detenuti scrivono al ministro e alle istituzioni per salvare l'esperienza che rappresenta la "speranza di ottenere il titolo minimo necessario per trovare, un volta usciti, un lavoro ed essere reinseriti in quella società dalla quale siamo stati allontanati perché abbiamo sbagliato". Il testo della lettera

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MASSA. Niente più docenti per la scuola del carcere e la classe "media" della casa circondariale è destinata a chiudere. È un effetto, un brutto effetto, dei tagli del ministro Gelmini, che cancella un'esperienza importante per i detenuti. Le tre docenti che insegnavano "tra le sbarre", tutte di ruolo e tutte impegnate a titolo volontario in questo progetto, saranno dirottate altrove. Ma i detenuti del carcere che hanno fatto domanda di iscrizione ai corsi (ben 53 erano gli iscritti lo scorso anno) non ci stanno. E lanciano un appello a ministro e istituzioni perchè la loro scuola non venga chiusa. Una lettera di civiltà e speranza, eccola:

"Noi stiamo scontando gli errori che abbiamo commesso, ma non rendeteci la pena ancor più gravosa. La scuola media è presente nel carcere di Massa da sempre e rappresenta per noi un sollievo e un impegno e ci aiuta ad affrontare quotidianamente la vita non facile tra queste mura. Quando manca il lavoro l'unica risorsa per trovare la forza di andare avanti e non pensare a tutto quello che abbiamo lasciato, gli affetti, la famiglia, è la scuola. Frequentando la scuola c'è la speranza di ottenere il titolo minimo necessario per trovare, un volta usciti, un lavoro ed essere reinseriti in quella società dalla quale siamo stati allontanati perché abbiamo sbagliato.

"La scuola ci dà la possibilità di non continuare a sbagliare e di organizzare diversamente il nostro futuro, se poi la nostra permanenza in carcere sarà lunga allora i più volenterosi potranno proseguire gli studi e arrivare al diploma. Se verrà a mancare la scuola media il nostro futuro sarà sempre più buio, ci avrete tolto anche quel poco di speranza che ci era rimasta. Il carcere non deve essere un cassetto dove si chiudono gli uomini che hanno sbagliato e se ne butta via la chiave; il carcere deve essere rieducativo, ci deve aiutare a capire i nostri errori e, dopo aver pagato per essi, darci la possibilità di tornare a vivere con gli strumenti necessari per non tornare a sbagliare di nuovo. E, senza la scuola, questo sarà molto difficile che avvenga".

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