La manifestazione
ERA IN PIENO CENTRO
I clienti e la prostituta cinese spiati con la web-cam
Mario Martignoni
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Una casa d’appuntamenti era stata organizzata in pieno centroAvevano segregato una giovane cinese di 20 anni in un appartamento di via Verdi, costringendola a prostituirsi anche 15 volte al giorno e controllandola a distanza con una web cam collegata a un computer
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CARRARA. Avevano segregato una giovane cinese di 20 anni in un appartamento di via Verdi, costringendola a prostituirsi anche 15 volte al giorno e controllandola a distanza con una web cam collegata a un computer.
Emergono nuovi particolari quindi sulla "casa d'appuntamento" di cui avevamo parlato nei giorni scorsi. La giovane cinese è stata anche tratta in arresto dalla polizia perché clandestina e irregolare; era stata inoltre colpita da un ordine di lasciare il territorio nazionale emesso dal Questore di Milano nel 2008.
Inoltre sono stati denunciati a piede libero per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione altri due cinesi.
Gli agenti del Commissariato di polizia diretti dal dott. Giuseppe Mariani e coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica, Federico Manotti, sono arrivati a individuare la casa d'appuntamento nel centro cittadino dopo mesi di indagini. Gli agenti di polizia, in abiti civili, si sono presentati e, dopo aver suonato il campanello, hanno visto uscire un uomo, non più tanto giovane, spaventato; allontanandosi ha detto di essere l'idraulico che era nell'appartamento per una riparazione. Ed in effetti, era vero, sostengono gli investigatori. Subito dopo si è affacciata alla porta una giovane asiatica con un abbigliamento succinto. Quando la donna si è resa conto che erano poliziotti, anche se in borghese, richiudeva velocemente l'uscio.
Gli agenti se ne andavano, ma l'abitazione era messa sotto controllo per alcuni giorni. Nel corso degli appostamenti, gli inquirenti hanno notato numerosi personaggi entrare nella casa di appuntamento; erano noti carraresi ma anche altri provenienti da Massa e Sarzana.
A conclusione delle indagini, gli agenti dell'anticrimine in borghese sono entrati nell'appartamento, fingendosi clienti per cui la cinese riferiva il prezzo della sua prestazione.
La giovane è stata identificata per la 20enne W.P.H. già colpita da un ordine di lasciare l'Italia. Nel momento in cui veniva fermata, ha avuto un malore. E' stata condotta al l'ospedale, rianimata e successivamente arrestata e tradotta al carcere di Pisa.
Nell'appartamento sono stati sequestrati 800 euro. La giovane riceveva una quindicina di persone al giorno con un incasso di oltre 20mila euro al mese. Inoltre nella casa gli agenti hanno trovato anche una scorta di cibo cinese e 250 profilattici.
I due cinesi denunciati a piede libero per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, che la tenevano segregata, sono Z.S. di 47 anni e il 39enne A.H. Costoro all'interno della camera da letto del monolocale riadattato a casa d'appuntamenti, avevano piazzato un computer con webcam, per controllare e spiare l'attività della giovane cinese. Indagini sono in corso per capire se le registrazioni delle performance siano state utilizzate in altro modo.
Emergono nuovi particolari quindi sulla "casa d'appuntamento" di cui avevamo parlato nei giorni scorsi. La giovane cinese è stata anche tratta in arresto dalla polizia perché clandestina e irregolare; era stata inoltre colpita da un ordine di lasciare il territorio nazionale emesso dal Questore di Milano nel 2008.
Inoltre sono stati denunciati a piede libero per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione altri due cinesi.
Gli agenti del Commissariato di polizia diretti dal dott. Giuseppe Mariani e coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica, Federico Manotti, sono arrivati a individuare la casa d'appuntamento nel centro cittadino dopo mesi di indagini. Gli agenti di polizia, in abiti civili, si sono presentati e, dopo aver suonato il campanello, hanno visto uscire un uomo, non più tanto giovane, spaventato; allontanandosi ha detto di essere l'idraulico che era nell'appartamento per una riparazione. Ed in effetti, era vero, sostengono gli investigatori. Subito dopo si è affacciata alla porta una giovane asiatica con un abbigliamento succinto. Quando la donna si è resa conto che erano poliziotti, anche se in borghese, richiudeva velocemente l'uscio.
Gli agenti se ne andavano, ma l'abitazione era messa sotto controllo per alcuni giorni. Nel corso degli appostamenti, gli inquirenti hanno notato numerosi personaggi entrare nella casa di appuntamento; erano noti carraresi ma anche altri provenienti da Massa e Sarzana.
A conclusione delle indagini, gli agenti dell'anticrimine in borghese sono entrati nell'appartamento, fingendosi clienti per cui la cinese riferiva il prezzo della sua prestazione.
La giovane è stata identificata per la 20enne W.P.H. già colpita da un ordine di lasciare l'Italia. Nel momento in cui veniva fermata, ha avuto un malore. E' stata condotta al l'ospedale, rianimata e successivamente arrestata e tradotta al carcere di Pisa.
Nell'appartamento sono stati sequestrati 800 euro. La giovane riceveva una quindicina di persone al giorno con un incasso di oltre 20mila euro al mese. Inoltre nella casa gli agenti hanno trovato anche una scorta di cibo cinese e 250 profilattici.
I due cinesi denunciati a piede libero per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, che la tenevano segregata, sono Z.S. di 47 anni e il 39enne A.H. Costoro all'interno della camera da letto del monolocale riadattato a casa d'appuntamenti, avevano piazzato un computer con webcam, per controllare e spiare l'attività della giovane cinese. Indagini sono in corso per capire se le registrazioni delle performance siano state utilizzate in altro modo.
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