Sicurezza
ALLARME PIROMANI
In fiamme dieci ettari di bosco
Non è stato facile spegnere l'incendio di Bergiola. Il rogo, sicuramente di origini dolose, è divampato domenica verso la mezzanotte e complice la brezza si è esteso lungo la collina
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MASSA. Non è stato facile spegnere l'incendio di Bergiola. Il rogo, sicuramente di origini dolose, è divampato domenica verso la mezzanotte e complice la brezza si è esteso lungo la collina.
Dieci ettari. Soltanto ieri mattina i soccorsi hanno potuto fare qualcosa, ma le fiamme avevano già devastato buona parte della vegetazione ed erano arrivate alla Foce. In fumo sono andati dieci ettari di bosco. Oltre ai vigili del fuoco sono dovuti intervenire i volontari della provincia, tre elicotteri regionali, uno della guardia costiera e un Canadair. Intervento difficile, costoso e lunghissimo: i velivoli hanno sorvolato la zona per tutta la mattina. Ma verso le 13.30 - quando via Foce era chiusa da quasi sei ore - hanno potuto gridare vittoria. Da terra i volontari davano indicazioni ai piloti su dove lanciare l'acqua: oltre al caldo così si sono fatti il bagno più volte. Un refrigerio viste le temperature che si raggiungevano dove bruciavano le piante.
Carrara docet. Oltre alle autobotti dei vigili del fuoco, che alimentavano il vascone d'acqua delle cave dove si rifornivano elicotteri e Canadair, e alle squadre di pompieri c'erano una dozzina di volontari da Carrara (il gruppo più ingente) e Montignoso. Carrara ha fornito anche gli operai per la bonifica, dimostrando di essere più attrezzata di Massa.
Origine dolosa. I tecnici che sono intervenuti sulla zona interessata dall'incendio non hanno dubbi sull'origine del rogo: è dolosa. Non c'era bisogno di Maigret per scoprirlo: le fiamme sono divampate verso la mezzanotte di domenica, quando nessun raggio di sole filtrato da chissà quale pezzo di vetro poteva dare il via a un incendio accidentalmente. Tradotto: è stata la mano dell'uomo. Chi è intervenuto per spegnere - coordinati da Paolo Vatelli della Provincia - non vuole sentir parlare di piromani: «Così si trova una giustificazione - dice -. Questi sono degli incendiari e basta».
I costi. Altissimi i costi per lo spegnimento delle fiamme. Basta fare due calcoli: ogni ora di volo del Canadeir costa la bellezza di 18.000 euro, mentre gli elicotteri costano 1.500 euro ogni sessanta minuti. Dall'alto lo spegnimento è durato tutta la mattina - anche se il Canadeir intervallava i suoi arrivi -, decine di migliaia di euro. Più di cinquantamila.
La storia si ripete. Più o meno tra Bergiola e la Foce si registrano incendi di questa portata una volta ogni due anni. Stavolta bisogna ringraziare i programmi di esboscamento della Provincia se gli ettari di alberi andati in fumo sono dieci: le piante devastate dagli ultimi roghi erano state portate via prima dell'inizio dell'estate. E così non hanno potuto alimentare le fiamme di domenica notte.
Giorni difficili. Sarà una settimana difficile sul fronte degli incendi. Già da domenica tramontana e maestrale soffiano insistenti. E più vento c'è e più si scatenano gli incendiari. Anche perché poi prevale il fenomeno dell'emulazione. Da Genova i piromani stanno colpendo tutta la costa.
Dieci ettari. Soltanto ieri mattina i soccorsi hanno potuto fare qualcosa, ma le fiamme avevano già devastato buona parte della vegetazione ed erano arrivate alla Foce. In fumo sono andati dieci ettari di bosco. Oltre ai vigili del fuoco sono dovuti intervenire i volontari della provincia, tre elicotteri regionali, uno della guardia costiera e un Canadair. Intervento difficile, costoso e lunghissimo: i velivoli hanno sorvolato la zona per tutta la mattina. Ma verso le 13.30 - quando via Foce era chiusa da quasi sei ore - hanno potuto gridare vittoria. Da terra i volontari davano indicazioni ai piloti su dove lanciare l'acqua: oltre al caldo così si sono fatti il bagno più volte. Un refrigerio viste le temperature che si raggiungevano dove bruciavano le piante.
Carrara docet. Oltre alle autobotti dei vigili del fuoco, che alimentavano il vascone d'acqua delle cave dove si rifornivano elicotteri e Canadair, e alle squadre di pompieri c'erano una dozzina di volontari da Carrara (il gruppo più ingente) e Montignoso. Carrara ha fornito anche gli operai per la bonifica, dimostrando di essere più attrezzata di Massa.
Origine dolosa. I tecnici che sono intervenuti sulla zona interessata dall'incendio non hanno dubbi sull'origine del rogo: è dolosa. Non c'era bisogno di Maigret per scoprirlo: le fiamme sono divampate verso la mezzanotte di domenica, quando nessun raggio di sole filtrato da chissà quale pezzo di vetro poteva dare il via a un incendio accidentalmente. Tradotto: è stata la mano dell'uomo. Chi è intervenuto per spegnere - coordinati da Paolo Vatelli della Provincia - non vuole sentir parlare di piromani: «Così si trova una giustificazione - dice -. Questi sono degli incendiari e basta».
I costi. Altissimi i costi per lo spegnimento delle fiamme. Basta fare due calcoli: ogni ora di volo del Canadeir costa la bellezza di 18.000 euro, mentre gli elicotteri costano 1.500 euro ogni sessanta minuti. Dall'alto lo spegnimento è durato tutta la mattina - anche se il Canadeir intervallava i suoi arrivi -, decine di migliaia di euro. Più di cinquantamila.
La storia si ripete. Più o meno tra Bergiola e la Foce si registrano incendi di questa portata una volta ogni due anni. Stavolta bisogna ringraziare i programmi di esboscamento della Provincia se gli ettari di alberi andati in fumo sono dieci: le piante devastate dagli ultimi roghi erano state portate via prima dell'inizio dell'estate. E così non hanno potuto alimentare le fiamme di domenica notte.
Giorni difficili. Sarà una settimana difficile sul fronte degli incendi. Già da domenica tramontana e maestrale soffiano insistenti. E più vento c'è e più si scatenano gli incendiari. Anche perché poi prevale il fenomeno dell'emulazione. Da Genova i piromani stanno colpendo tutta la costa.
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