La protesta
Protestano le famiglie nomadi a Massa "Dateci almeno un'area con acqua e gas"
Da venerdì scorso hanno occupato il parcheggio pubblico del cimitero di Mirteto a Massa. Chiedono un'area attrezzata di 1000 metri quadrati munita di allacciamento gas e acqua, dove potersi installare. Sono sei famiglie nomadi, tra cui una dozzina di adulti e circa 32 bambini tra i due e i dieci anni
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Chiedono un'area attrezzata di almeno 1.000 metri quadri, munita di allacciamento gas e acqua, dove potersi installare, le sei famiglie nomadi che, in sei rispettive roulotte, hanno occupato da venerdì scorso il parcheggio pubblico del cimitero di Mirteto a Massa (Massa Carrara).
I nomadi, una dozzina di adulti e circa 32 minori tra i due e i dieci anni, tutti originari del Piemonte, a Massa non hanno trovato nessuna area attrezzata per le loro esigenze e così hanno manifestato prima chiedendo una casa e oggi chiedendo almeno l'area attrezzata.
Tra di loro pare ci sia una donna diabetica che durante la protesta di questa mattina ha manifestato il bisogno di allacciare alla corrente elettrica un frigorifero per conservare l'insulina; e sembra che, tra qualche giorno, tornerà da un ospedale di Milano nelle roulotte un bambino in cura per problemi agli occhi: «Avrà bisogno di un ambiente pulito e disinfettato - lamentano i nomadi - mentre qui non possiamo lavarci e cucinarci come si deve».
«L'unica soluzione - aveva detto venerdì scorso l'assessore ai servizi sociali del Comune Gabriella Gabrielli bloccando lo sgombero da parte della polizia - è trovare per queste famiglie una sistemazione alberghiera temporanea». Ma ad oggi ancora non c'è.
I nomadi, una dozzina di adulti e circa 32 minori tra i due e i dieci anni, tutti originari del Piemonte, a Massa non hanno trovato nessuna area attrezzata per le loro esigenze e così hanno manifestato prima chiedendo una casa e oggi chiedendo almeno l'area attrezzata.
Tra di loro pare ci sia una donna diabetica che durante la protesta di questa mattina ha manifestato il bisogno di allacciare alla corrente elettrica un frigorifero per conservare l'insulina; e sembra che, tra qualche giorno, tornerà da un ospedale di Milano nelle roulotte un bambino in cura per problemi agli occhi: «Avrà bisogno di un ambiente pulito e disinfettato - lamentano i nomadi - mentre qui non possiamo lavarci e cucinarci come si deve».
«L'unica soluzione - aveva detto venerdì scorso l'assessore ai servizi sociali del Comune Gabriella Gabrielli bloccando lo sgombero da parte della polizia - è trovare per queste famiglie una sistemazione alberghiera temporanea». Ma ad oggi ancora non c'è.
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