Il Tirreno

Scuola

Tagli ai prof, classi super affollate

Insegnanti e alunni durante una protesta A sin. Fabrizio Rocca (Cgil)
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Insegnanti e alunni durante una protesta A sin. Fabrizio Rocca (Cgil)

Ridotti anche gli insegnanti di sostegno in difficoltà le serali

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MASSA. C'è una grande azienda che taglia posti di lavoro in modo pesante: migliaia in tutta Italia, 200 solo in provincia. È l'azienda scuola. Se si trattasse di una fabbrica, ci sarebbero ogni giorno cortei per strada. Trattandosi di educazione, pochi sembrano preoccupati. «È in atto una macelleria sociale sul corpo insegnante: allo scopo di rispondere alle esigenze di cassa del governo, si distrugge la scuola pubblica», attaccano però i sindacati.
«Già con la determinazione degli organici di diritto (l'assegnazione dei posti di lavoro, diciamo) - calcolano Flc Cgil, Cisl Scuola e Uila Scuola - sono circa 150 gli insegnanti percari, dai maestri elementari ai prof dei licei, che hanno perso il posto per quest'anno scolastico. Ad essi bisogna aggiungere una sessantina tra bidelli e amministrativi». In totale, fanno sui 200 lavoratori in meno. Con conseguenze pesanti sulla didattica, E non solo.
Elencano i sindacati: non ci sono abbastanza docenti per coprire l'insegnamento dell'inglese alle elementari; i moduli (sempre alle elementari) delle classi con più insegnanti sono smantellati, affidati soltanto alla buona volontà dei docenti. La scuola media nelle carceri di Massa non ha più insegnanti: la sezione della media di Zeri chiude, costringendo i ragazzi ai disagi e ai pericoli del pendolarismo verso Pontremoli. Non ci sono insegnanti sufficienti per i corsi serali e per il bilinguismo in vari istituti della provincia.
Ma i problemi non riguardano solo la didattica in senso stretto, ma anche la vita scolastica più in generale. Meno bidelli, ad esempio, vuol dire meno vigilanza negli istituti, bambini e ragazzi più esposti ai rischi, servizi meno efficienti. «Un bel modo per contrastare il bullismo», commenta amaro Fabrizio Rocca, segertario della Cgil Flc.
E poi la questione degli insegnanti di sostegno: quei docenti che aiutano gli alunni con problemi e handicap. «Una presenza prevista dalla legge, ma qui a Massa Carrara, di fronte a 166 casi gravi di alunni bisognosi di sostegno, sono state concesse soltanto 49 deroghe», accusano ancora i sindacati.
Infine, ma non ultimo, il problema dell'affollamento nelle aule. Per compensare la diminuzione degli insegnanti, i dirigenti scolastici hanno formato classi mediamente più numerose. Con 28-29, a volte più di 30 alunni. Una situazione difficile, ai limiti della gestibilità per i professori e per gli stessi allievi. Dove fare lezione è un'impresa.
Di più: un problema di sicurezza e di igiene. «Le leggi stabiliscono parametri precisi: in un'aula di una certa superficie non possono entrare più di un tot di alunni», spiega Maria Luisa Meccheri, segretaria Uil Scuola. I presidi, dunque, potrebbero, meglio dovrebbero, utilizzare questi parametri per evitare pericolosi sofraffollamenti. Lo fanno? «Mi risulta che in diversi casi non sia così. E che la norma non sia applicata», risponde la Meccheri.

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