Finanza
CARRARA
Scontro sulle nuove tariffe
Alessandra Vivoli
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Alessandro Caro presidente di AssindustriaÈ ancora muro contro muro fra Comune e Associazione industriali per le nuove tariffe del marmo. Quelle maggiorate che, nelle cave di terza fascia (dove si estraggono materiali pregiati) avrebbero il compito di contribuire a reperire i soldi, 1milione e 550mila euro, che mancano nelle casse municipali dal settore lapideo
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CARRARA. È ancora muro contro muro fra Comune e Associazione industriali per le nuove tariffe del marmo. Quelle maggiorate che, nelle cave di terza fascia (dove si estraggono materiali pregiati) avrebbero il compito di contribuire a reperire i soldi, 1milione e 550mila euro, che mancano nelle casse municipali dal settore lapideo. Gli industriali, per ora, non fanno marcia indietro.
Tonelli: accordi cava per cava. Il direttore generale del Comune fa il punto della situazione marmo.
E il clima, a suo parere, in questo momento è abbastanza sereno: «Perlomeno - dice - abbiamo ripreso a discutere».
«Dal 24 agosto scorso abbiamo iniziato gli incontri con tutte le 82 cave che ci sono sul territorio, una per una. Indipendentemente da chi ha firmato l'accordo di luglio (Assindustria manca all'appello ndc) per noi quello che conta è l'adesione che ogni singola azienda darà all'"una tantum", un prelievo spalmato per fasce e volume di produzione delle cave, prevista dal nuovo assetto. I moduli sono stati inviati la prima settimana di agosto, e qualcuno ha già dato risposta positiva». In ballo c'è il recupero di 1 milione 550mila euro, per il bilancio dell'anno 2009.
E qui entrano in ballo le cave dei materiali pregiati (sono 10 e producono i marmi al top come lo statuario e il calacata) quelle per cui è previsto un aumento da 13,5 fino a 25 euro a tonnellata.
«Il sindaco ha ritenuto opportuno incontrare direttamente le aziende della al monte appartenenti alla terza fascia - spiega Tonelli - Ne abbiamo già ricevute più della metà, in settimana avremo finito il giro. Respiriamo un clima collaborativo, non c'è rottura».
«Le nuove tariffe non si toccano». «L'osservazione che ci fanno gli industriali è che le cave di terza fascia non producpnpo solo materiali pregiati, ma anche altri di valore molto inferiore - spiega il direttore generale del Comune - Ma la tariffa di 25 euro a tonnellata è stata calcolata tenendo conto di questo mix di produzione».
«Proprio per questo motivo - conclude - abbiamo ribadito a tutti che per noi non c'è possibilità di ritoccare questa tariffa».
Caro: è il metodo utilizztao dal sindaco Conti. Nessun passo indietro. E una ferma critica al metodo utilizzato dal Comune di tastare il polso, singolarmente, alle ditte al monte. «Le aziende associate a luglio mi hanno dato mandato di non firmare l'accordo con il Comune - spiega il numero uno di Assindustria Alessandro Caro - La nostra posizione rimane quella». «Sarà necessario - dice Caro -riaprire un tavolo perché, a nostro parere, la trattativa non è affatto chiusa. L'accordo non è ancora perfezionato e tutte le nostre richieste non sono state soddisfatte».
E, per quel che riguarda il metodo di palazzo civico che, sta procedendoto contattando azienda per azienda: «Anche il sindaco Giulio Conti, ad un certo punto della trattativa sul marmo aveva chiamato le aziende singolarmente - ricorda Caro - Poi sono cominciati a fioccare i ricorsi e a quel punto ha chiesto di nuovo di parlare con l'Associazione industriali».
Tonelli: accordi cava per cava. Il direttore generale del Comune fa il punto della situazione marmo.
E il clima, a suo parere, in questo momento è abbastanza sereno: «Perlomeno - dice - abbiamo ripreso a discutere».
«Dal 24 agosto scorso abbiamo iniziato gli incontri con tutte le 82 cave che ci sono sul territorio, una per una. Indipendentemente da chi ha firmato l'accordo di luglio (Assindustria manca all'appello ndc) per noi quello che conta è l'adesione che ogni singola azienda darà all'"una tantum", un prelievo spalmato per fasce e volume di produzione delle cave, prevista dal nuovo assetto. I moduli sono stati inviati la prima settimana di agosto, e qualcuno ha già dato risposta positiva». In ballo c'è il recupero di 1 milione 550mila euro, per il bilancio dell'anno 2009.
E qui entrano in ballo le cave dei materiali pregiati (sono 10 e producono i marmi al top come lo statuario e il calacata) quelle per cui è previsto un aumento da 13,5 fino a 25 euro a tonnellata.
«Il sindaco ha ritenuto opportuno incontrare direttamente le aziende della al monte appartenenti alla terza fascia - spiega Tonelli - Ne abbiamo già ricevute più della metà, in settimana avremo finito il giro. Respiriamo un clima collaborativo, non c'è rottura».
«Le nuove tariffe non si toccano». «L'osservazione che ci fanno gli industriali è che le cave di terza fascia non producpnpo solo materiali pregiati, ma anche altri di valore molto inferiore - spiega il direttore generale del Comune - Ma la tariffa di 25 euro a tonnellata è stata calcolata tenendo conto di questo mix di produzione».
«Proprio per questo motivo - conclude - abbiamo ribadito a tutti che per noi non c'è possibilità di ritoccare questa tariffa».
Caro: è il metodo utilizztao dal sindaco Conti. Nessun passo indietro. E una ferma critica al metodo utilizzato dal Comune di tastare il polso, singolarmente, alle ditte al monte. «Le aziende associate a luglio mi hanno dato mandato di non firmare l'accordo con il Comune - spiega il numero uno di Assindustria Alessandro Caro - La nostra posizione rimane quella». «Sarà necessario - dice Caro -riaprire un tavolo perché, a nostro parere, la trattativa non è affatto chiusa. L'accordo non è ancora perfezionato e tutte le nostre richieste non sono state soddisfatte».
E, per quel che riguarda il metodo di palazzo civico che, sta procedendoto contattando azienda per azienda: «Anche il sindaco Giulio Conti, ad un certo punto della trattativa sul marmo aveva chiamato le aziende singolarmente - ricorda Caro - Poi sono cominciati a fioccare i ricorsi e a quel punto ha chiesto di nuovo di parlare con l'Associazione industriali».
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