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CARRARA

Caos Anderlino, ma intantosparisce l'ipotesi case popolari

Daniele Della Bona
L’affollata seduta della commissione urbanistica
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L’affollata seduta della commissione urbanistica

Il caos era annunciato e caos è stato: ieri mattina, prima fuori dal Comune e poi nella commissione urbanistica sulla vicenda Anderlino, non sono mancati i momenti di tensione. Erano almeno in 50 ad assediare l'entrata del municipio chiedendo chiarimenti all'assessore all'urbanistica, Andrea Vannucci, sul futuro dell'area adiacente all'Aurelia

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CARRARA. Il caos era annunciato e caos è stato: ieri mattina, prima fuori dal Comune e poi nella commissione urbanistica sulla vicenda Anderlino, non sono mancati i momenti di tensione. Erano almeno in 50 ad assediare l'entrata del municipio chiedendo chiarimenti all'assessore all'urbanistica, Andrea Vannucci, sul futuro dell'area adiacente all'Aurelia: che da agricola dovrebbe trasformarsi con il prossimo Piano Strutturale in area destinata ad attività commerciali e di servizio.
Nel corso della seduta, a cui erano presenti una decina di residenti, Vannucci ha puntualizzato: «L'azienda agricola (di proprietà di Marco Bonotti, ndc) va preservata, e questo lo abbiamo scritto dentro l'ultima bozza (datata 28 agosto) del Piano Strutturale. Inoltre - ha sottolineato - si è sparsa la voce che sorgeranno anche complessi di case popolari: posso dire che non verranno costruite case popolari, e nemmeno laboratori, capannoni o industrie. Ciò che noi abbiamo scritto e proposto - ha aggiunto - è che per le trasformazioni delle aree si debba fare una proposta all'amministrazione che preveda, in caso di approvazione, la cessione al Comune del 40 per cento del terreno, destinato a zona pubblica».
Significa, cioè, che un proprietario può presentare un progetto al Comune per la costruzione di un'attività commerciale o di un ufficio e, in caso di via libera, dovrà cedere il 40 per cento del suo terreno al Comune stesso.
Con un vincolo preciso: «I negozi dovranno sorgere - spiega ancora Vannucci - solo a ridosso dell'Aurelia e le aree retrostanti saranno adibite a verde pubblico. Ciò che noi vogliamo fare è creare attività che diano lavoro alla gente. Ma voi (il riferimento è ai cittadini presenti nella sala al primo piano) ve ne fregate: non volete fare niente perché avete paura».
Parole pesanti che hanno scatenano le reazioni immediate dei presenti. Qualcuno fa notare che la volontà di creare posti di lavoro non c'entra proprio niente: «Qui si vogliono fare gli interessi dei soliti amici».
Donatella Cordiviola, rappresentante Coldiretti, è un fiume in piena: «Già 30 anni fa un'amministrazione di sinistra tentò di mettere le mani su queste terre e adesso ci risiamo. Ma, oggi come allora, diciamo: "Giù le mani da Anderlino". E, se proprio volete fare qualcosa, chiedo che l'area diventi zona residenziale, come quella a nord dell'Aurelia».
Sandro Lambruschi, auspica invece «che si lasci tutto così com'è: mettendo per iscritto che Anderlino non verrà toccata».
Un nervo scoperto è poi la questione delle case popolari: qualcuno ricorda, infatti, all'assessore ciò che riportava la bozza del Piano Strutturale del 20 maggio, in cui si prevedeva una «cessione pubblica del 30 per cento della superfice territoriale di cui per Erp (ente per l'ediliza residenziale pubblica, ndc) un massimo del 10 per cento della superfice totale». Sembra cioè che le case popolari si sarebbero potute costruire in questa versione.
«La cosa più strana - fa notare uno dei residenti - è che appena ci siamo mobilitati su questo terreno, opponendoci alla costruzione di un nuovo ghetto in stile Peep, quella previsione è sparita nella nuova bozza».
Adesso, l'appuntamento è a martedì prossimo alle 17.30, per l'assemblea con la cittadinanza che si terrà in Comune; dove si preannunciano ben più di 50 persone.
Daniele Della Bona

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