Il Tirreno

SE VIAGGIARE FA PAURA

Psicosi da febbre suina in città

Il pronto soccorso e, a sinistra, l’aereoporto di Pisa dove era atterrata
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Il pronto soccorso e, a sinistra, l’aereoporto di Pisa dove era atterrata

Febbre a 40, dolori articolari, tosse: per questi sintomi, una diciottenne carrarese è stata trattenuta per una giornata al pronto soccorso, e sottoposta ai controlli di routine per verificare che non avesse contratto il virus dell'influenza "suina"

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CARRARA. Febbre a 40, dolori articolari, tosse: per questi sintomi, una diciottenne carrarese è stata trattenuta per una giornata al pronto soccorso, e sottoposta ai controlli di routine per verificare che non avesse contratto il virus dell'influenza "suina". L'allarme era scattato anche perché la giovanissima nostra concittadina era appena rientrata da una vacanza di una settimana a Lloret de Mar. Per fortuna, il check-up completo ha escluso qualsiasi complicazione.

Il riscontro diagnostico è rassicurante: "solo" tonsillite, dovuta probabilmente ai forti sbalzi di temperatura fra il caldo torrido esterno e l'aria condizionata dell'aereo nel viaggio di ritorno e dell'aeroporto. Un classico male di stagione - le malattie da raffreddamento, nel periodo estivo, sono un "classico" soprattutto da quando l'aria condizionata a temperatura bassa è diffusa un po' ovunque - ma che ha fatto scattare la psicosi da H1N1, la sigla diventata ormai familiare a chiunque a forza di sentirne parlare.

Da più parti si dice che i luoghi di possibile contagio sono i locali affollati; e la 18enne, con un gruppo di amici, nella settimana di vacanze era stata ovviamente anche in discoteca. Il giorno dopo il rientro, quando ha accusato il mal di gola, i dolori, la tosse, e ha visto il termometro arrivare a 40 gradi, ha pensato bene che - visti anche i recenti casi di diagnosi tardiva con possibile complicazione - fosse il caso di andare al pronto soccorso. È la stessa 18enne, da noi contattata al telefono, ora che è a casa e sta bene, a raccontare come sono andate le cose. Per ovvi motivi di riservatezza e tutela della privacy, anche se maggiorenne, non riportiamo indicazioni che possano farla identificare. Diciamo solo che lavora in centro città, ed abita a Carrara.

«Ora sto bene - spiega - mi è rimasto solo un po' di raffreddore. Due giorni fa però, oil giorno dopo il rientro in aereo a Pisa, mi è salita la febbre a 40, e i sintomi mi sembravano simili a quelli di cui si legge ovunque e si sente alla televisione per l'influenza suina. Così, anche per timore di diffondere il virus fra i famigliari, sono stata portata al pronto soccorso. Per l'intera giornata sono stata tenuta in osservazione, mentre venivano svolti i test. A sera - aggiunge - mi hanno comunicato che era una semplice tonsillite, con placche, e che era sufficiente seguire la normale terapia di casi analoghi. In effetti, ora sono sfebbrata, l'unico ricordo è il raffreddore».
E gli amici che erano in vacanza insieme a lei? «Tutti bene, senza problemi; meglio così, ora siamo tutti più sereni, anche nella mia famiglia, perché altrimenti ci sarebbe stata da seguire una particolare procedura di profilassi».

Insomma, allarme rientrato. In merito alla diciottenne abbiamo contattato anche l'Asl, e anche l'azienda sanitaria ha confermato in toto la ricostruzione della diretta interessata: «È già sfebbrata ed è in ottima salute», ci hanno riferito dalle relazioni esterne dell'Asl.
Insomma, un problema di sbalzo di temperatura.

La cosa certa è che la nuova influenza "A" (è chiamata anche così) sembra destinata a diventare una sorta di psicosi. D'altra parte, propria nella nostra provincia ci fu, come si ricorderà, il cosiddetto "paziente zero", cioè il primo infetto italiano da virus H1N1: un cinquantenne di Albiano che peraltro guarì perfettamente. Ma da più parti i messaggi sono tranquillizzanti perché il sistema sanitario è attrezzato per affrontare l'emergenza. E proprio ieri il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelini ha ribadito che le scuole «riapriranno regolarmente, non ci sarà alcun posticipo»: ed ha aggiunto «Valuteremo caso per caso cosa fare».

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