Italia
CAOS TRASPORTI
I nostri pullman? Da Terzo mondo
Francesco Turchi
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Cartoline dal pullman Atn Da sinistra, il tasto rotto dell’apertura della porta, uno sportello fuori posto, fili elettrici alla portata di tutti e un finestrino bloccato«Questi pullman sono da Terzo mondo: lavoriamo in condizioni impossibili, gli utenti si lamentano costantemente e noi non sappiamo più cosa rispondere. In questi mezzi manca tutto, la manutenzione è limitata, perché l'azienda non ha i soldi e guidarli è diventata un'impresa»
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MASSA. «Questi pullman sono da Terzo mondo: lavoriamo in condizioni impossibili, gli utenti si lamentano costantemente e noi non sappiamo più cosa rispondere. In questi mezzi manca tutto, la manutenzione è limitata, perché l'azienda non ha i soldi e guidarli è diventata un'impresa». Sauro Buttini, autista del Cat (da martedì scorso Atn, ndr), è un fiume in piena.
Ieri mattina era in servizio sulla linea Massa-Marina.
Alle 11.10 parcheggia il pullman davanti alla stazione dei treni. E ci guida in un tour che lascia a bocca aperta, su un mezzo pubblico che ha l'aspetto di un pezzo d'antiquariato, ma che in realtà ogni giorno trasporta decine e decine di cittadini. Che si lamentano, che sono stufi di tanta inefficienza. E naturalmente, a farsi carico di lamentele e proteste sono gli autisti: «Ma noi non sappiamo più cosa dire. Hanno ragione e basta».
Inizia il tour. Che lascia veramente di stucco. «Guardate il tachimetro: non funziona. Così come le luci interne. I finestrini? Sono bloccati: due aperti e tutti gli altri chiusi. I tergicristalli? Guardate da soli. Vanno fuori dal... seminato e non c'è acqua. Il rumore è assordante, ma non posso spegnere il motore, anche quando resto fermo per alcuni minuti, altrimenti quando lo rimetto in moto sono guai... Il cartello con la destinazione è scritto a mano». E ancora: «Le sospensioni sono ko, il sistema frenante non è affidabile, le luci interne sopra alle porte di ingresso sono fuori uso. E potrei continuare...».
Ma può bastare anche così per avere ben chiaro che quel pullman di linea non dovrebbe girare per la città. Dalla targa, MS 189... si capisce che quel mezzo è stato immatricolato addirittura nel 1985. Insomma, quando Cossiga veniva eletto Presidente della Repubblica e il caffè costava 400 lire, questo pullman era già in servizio: dopo 24 anni di onorato servizio, forse sarebbe il caso di parcheggiarlo definitivamente. Per non parlare poi dell'estetica: i "segni" di tanti piccoli incidenti e manovre sbagliate sono evidenti sia sulle fiancate che sulla parte posteriore. «Il problema - spiega l'autista - è che questo non è l'unico pullman del Cat in queste condizioni: è solo un esempio. Ieri mattina Buttini avrebbe voluto rifiutarsi di salire su quel pullman: «Ma non posso: rischio di esssere accusato di interruzione di servizio pubblico; però è anche vero che se succede qualcosa siamo i primi a risponderne».
Accanto a lui c'è un altro autista: «Sauro ha ragione: lavoriamo in condizioni impossbili. Quello che avete visto con lui è uno dei pullman più vecchi. Ma anche i più nuovi non se la passano bene. Quello su cui devo salire adesso, per fare un altro esempio, ha pochi finestrini e alcuni sono bloccati: naturalmente l'aria condizionata non funziona. E a chi si lamenta non sappiamo veramente più cosa dire». Un ultimo particolare: l'azienda ha installato in piazza della stazione un container coi servizi igienici, riservato agli autisti: «Peccato che non ci hanno ancora dato le chiavi...».
Ieri mattina era in servizio sulla linea Massa-Marina.
Alle 11.10 parcheggia il pullman davanti alla stazione dei treni. E ci guida in un tour che lascia a bocca aperta, su un mezzo pubblico che ha l'aspetto di un pezzo d'antiquariato, ma che in realtà ogni giorno trasporta decine e decine di cittadini. Che si lamentano, che sono stufi di tanta inefficienza. E naturalmente, a farsi carico di lamentele e proteste sono gli autisti: «Ma noi non sappiamo più cosa dire. Hanno ragione e basta».
Inizia il tour. Che lascia veramente di stucco. «Guardate il tachimetro: non funziona. Così come le luci interne. I finestrini? Sono bloccati: due aperti e tutti gli altri chiusi. I tergicristalli? Guardate da soli. Vanno fuori dal... seminato e non c'è acqua. Il rumore è assordante, ma non posso spegnere il motore, anche quando resto fermo per alcuni minuti, altrimenti quando lo rimetto in moto sono guai... Il cartello con la destinazione è scritto a mano». E ancora: «Le sospensioni sono ko, il sistema frenante non è affidabile, le luci interne sopra alle porte di ingresso sono fuori uso. E potrei continuare...».
Ma può bastare anche così per avere ben chiaro che quel pullman di linea non dovrebbe girare per la città. Dalla targa, MS 189... si capisce che quel mezzo è stato immatricolato addirittura nel 1985. Insomma, quando Cossiga veniva eletto Presidente della Repubblica e il caffè costava 400 lire, questo pullman era già in servizio: dopo 24 anni di onorato servizio, forse sarebbe il caso di parcheggiarlo definitivamente. Per non parlare poi dell'estetica: i "segni" di tanti piccoli incidenti e manovre sbagliate sono evidenti sia sulle fiancate che sulla parte posteriore. «Il problema - spiega l'autista - è che questo non è l'unico pullman del Cat in queste condizioni: è solo un esempio. Ieri mattina Buttini avrebbe voluto rifiutarsi di salire su quel pullman: «Ma non posso: rischio di esssere accusato di interruzione di servizio pubblico; però è anche vero che se succede qualcosa siamo i primi a risponderne».
Accanto a lui c'è un altro autista: «Sauro ha ragione: lavoriamo in condizioni impossbili. Quello che avete visto con lui è uno dei pullman più vecchi. Ma anche i più nuovi non se la passano bene. Quello su cui devo salire adesso, per fare un altro esempio, ha pochi finestrini e alcuni sono bloccati: naturalmente l'aria condizionata non funziona. E a chi si lamenta non sappiamo veramente più cosa dire». Un ultimo particolare: l'azienda ha installato in piazza della stazione un container coi servizi igienici, riservato agli autisti: «Peccato che non ci hanno ancora dato le chiavi...».
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