La manifestazione
LA TRAGEDIA SULLA FOCE
La mamma di Veronica non regge
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I rilievi delle forze dell’ordine sul luogo dell’incidente (fotoservizio Claudio Cuffaro)«Voglio morire anch'io: una tragedia così è troppo grande». Urla la sua disperazione Marisa, la madre di Pierluigi Bennati, all'arrivo all'obitorio, poco dopo le 22
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CARRARA.«Voglio morire anch'io: una tragedia così è troppo grande». Urla la sua disperazione Marisa, la madre di Pierluigi Bennati, all'arrivo all'obitorio, poco dopo le 22. Intorno, mentre cala il buio della notte, tutto è avvolto in un silenzio irreale: spezzato soltanto a tratti dalle lacrime di chi ancora non può e non vuole credere a quanto successo. Ma che, in tutta fretta si è precipitato davanti alla camera mortuaria, per vedere se quella notizia, così straziante, è vera. Se Pierluigi e Veronica sono morti. I primi ad accorrere sul posto erano stati nel tardo pomeriggio, subito dopo l'incidente mortale, i colleghi di lavoro: tutti intenti a telefonare per avvisare amici e parenti della tragedia. Poi, le ore trascorrono in un'attesa surreale: non si riesce, infatti, a trovare Emilia, la compagna di Bennati. E madre della 15enne Veronica morta nello schianto insieme a Pierluigi. I due stavano insieme già da qualche tempo e Pierluigi faceva la spola tra la sua casa in via dell'Acqua a Massa e Bergiola Foscalina, dove invece vive la compagna Emilia. A lei il destino nefasto ha riservato la peggior sorte: perdere in una sola volta il compagno e Veronica, la figlia 15enne, arrivata in Italia dalla Romania una decina di giorni fa, per cominciare, con tanto entusiasmo, il primo anno delle superiori.
Dopo numerosi tentativi di rintracciare Emilia (anche da parte delle forze dell'ordine), la donna arriva all'obitorio verso le 21.30.
Entra di corsa nella camera mortuaria sbattendo nell'impeto la porta e comincia ad urlare disperata. Le sue grida rompono il silenzio davanti all'obitorio.
Poco dopo, all'arrivo della madre di Bennati - accompagnata sul posto da un'auto della polizia municipale -, Emilia non regge più a tanto dolore. Sviene, perde i sensi e cade a terra a pochi passi dalla figlia e dal compagno morti. E in un clima di concitazione generale, deve intervenire un'autoambulanza per prestarle soccorso.
La madre dell'uomo, nel frattempo, è un fiume di disperazione: invano amici e parenti cercano di consolarla. Continua a piangere, a gridare tutto il suo dolore.
Il via vai, intanto, prosegue: qualcuno, ormai a parecchie ora dall'incidente, arriva e chiede se, davvero, quello che si dice in giro sia vero; e le reazioni sono di completa rassegnazione. Nessuno ha più le parole per commentare la terribile tragedia.
A pochi metri di distanza dall'obitorio, il solito dolore. Si consuma il solito strazio.
Davanti al comando della Polizia municipale poco dopo le 21 arriva l'ambulanza. Senza clamore, con le sirene spente. I parenti e gli amici di Pierluigi Bennati, il 52enne morto nel tragico schianto sulla Foce insieme alla figlia 15enne della convivente, si sono sentiti male. Un lieve malore. Hanno ceduto, ma solo per un momento al dolore e allo strazio. Per nessuno è stato necessario il ricovero, ma con grande umanità, gli agenti della polizia municipale hanno voluto tenere sotto controllo, con l'ausilio di un conforto medico, i parenti più stretti di Pierluigi.
Gli agenti che dalle sei di sera hanno lavorato sul luogo dell'incidente (gli ufficiali Boni e Vinciguerra, gli agenti Martinelli e Gabriellini) hanno dovuto cercare le parole. Per consolare quello che in questo momento è un dolore inconsolabile. Lo si legge negli occhi straziati, nei volti di chi ieri ha perso un figlio, un amico.
Alla fine esce dal comando della Polizia municipale di Carrara, con gli occhi rossi, anche l'assessore Roberto Dell'Amico. «Pierino è uno dei nostri militanti, nei Comunisti italiani di Massa - dice - è un uomo distrutto».
Dopo numerosi tentativi di rintracciare Emilia (anche da parte delle forze dell'ordine), la donna arriva all'obitorio verso le 21.30.
Entra di corsa nella camera mortuaria sbattendo nell'impeto la porta e comincia ad urlare disperata. Le sue grida rompono il silenzio davanti all'obitorio.
Poco dopo, all'arrivo della madre di Bennati - accompagnata sul posto da un'auto della polizia municipale -, Emilia non regge più a tanto dolore. Sviene, perde i sensi e cade a terra a pochi passi dalla figlia e dal compagno morti. E in un clima di concitazione generale, deve intervenire un'autoambulanza per prestarle soccorso.
La madre dell'uomo, nel frattempo, è un fiume di disperazione: invano amici e parenti cercano di consolarla. Continua a piangere, a gridare tutto il suo dolore.
Il via vai, intanto, prosegue: qualcuno, ormai a parecchie ora dall'incidente, arriva e chiede se, davvero, quello che si dice in giro sia vero; e le reazioni sono di completa rassegnazione. Nessuno ha più le parole per commentare la terribile tragedia.
A pochi metri di distanza dall'obitorio, il solito dolore. Si consuma il solito strazio.
Davanti al comando della Polizia municipale poco dopo le 21 arriva l'ambulanza. Senza clamore, con le sirene spente. I parenti e gli amici di Pierluigi Bennati, il 52enne morto nel tragico schianto sulla Foce insieme alla figlia 15enne della convivente, si sono sentiti male. Un lieve malore. Hanno ceduto, ma solo per un momento al dolore e allo strazio. Per nessuno è stato necessario il ricovero, ma con grande umanità, gli agenti della polizia municipale hanno voluto tenere sotto controllo, con l'ausilio di un conforto medico, i parenti più stretti di Pierluigi.
Gli agenti che dalle sei di sera hanno lavorato sul luogo dell'incidente (gli ufficiali Boni e Vinciguerra, gli agenti Martinelli e Gabriellini) hanno dovuto cercare le parole. Per consolare quello che in questo momento è un dolore inconsolabile. Lo si legge negli occhi straziati, nei volti di chi ieri ha perso un figlio, un amico.
Alla fine esce dal comando della Polizia municipale di Carrara, con gli occhi rossi, anche l'assessore Roberto Dell'Amico. «Pierino è uno dei nostri militanti, nei Comunisti italiani di Massa - dice - è un uomo distrutto».
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