Il Tirreno

IL COMUNE REPLICA AI BALNEARI

«200 concessioni a rischio»

Serena Bongiorni
Il litorale massese
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Il litorale massese

Le concessioni possono essere rinnovate solo se prima viene fatto l'accatastamento». È categorico l'assessore Della Pina, che ieri è intervenuto sulla questione delle licenze dei balneari per chiarire le procedure definitivamente

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MASSA. «Le concessioni possono essere rinnovate solo se prima viene fatto l'accatastamento». È categorico l'assessore Della Pina, che ieri è intervenuto sulla questione delle licenze dei balneari per chiarire le procedure definitivamente. Ad oggi sono pochissime le concessioni rinnovate, a fronte delle circa 200 scadute a dicembre 2008.
«L'accatastamento ci è richiesto dagli uffici demaniali - spiega l'assessore Della Pina - e averlo fatto è condizione necessaria per poter vedere rinnovata la concessione».
L'assessore sostiene che prima il Comune deve fornire tutti i documenti richiesti, inclusa la prenotazione del numero del catasto, al demanio, e che solo a quel punto potrà rinnovare la concessione.

È vero quindi che non esiste una legge che obbliga i balneari ad accatastare gli stabilimenti (argomentazione con cui si difendono i balneari), ma è anche vero che esiste una normativa che obbliga il Comune a rinnovare le concessioni solo se l'accatastamento è stato fatto.
Troviamo delucidazioni sulla Circolare del demanio marittimo del 4 marzo 2008, in cui si legge quanto segue: «Qualora ci si trovi in presenza di una richiesta di concessione di beni demaniali (...) il soggetto che richiede la concessione indicherà, nel modello di domanda, gli identificativi catastali del bene, i quali saranno forniti dagli uffici provinciali competenti dell'Agenzia del Territorio, previa prenotazione».

«È necessario che i balneari capiscano che non attenendosi a queste procedure vanno soltanto contro il loro interesse - commenta l'assessore - ritrovandosi senza concessione».
Anche la dirigente del settore Attività produttive Luisa Lippi sottolinea che «la procedura è stata segnalata come corretta dall'Agenzia del Demanio, per cui poco può farci il Comune di Massa, che agisce in virtù di delega».

La dirigente chiarisce ulteriormente il modus operandi dell'amministrazione comunale: «A gennaio è stato formato un gruppo costituito da Ufficio del Mare, Attività produttive e Urbanistica, con il compito di analizzare le 200 concessioni. E per quelle in ordine abbiamo inviato una raccomandata al concessionario chiedendo l'accatastamento».
Proprio in merito alla raccomandata inviata dal Comune, con cui si chiedeva di «presentare il documento entro 30 giorni», i balneari si erano lamentati, dicendo che a Ferragosto avrebbero voluto «occuparsi di altre questioni più importanti, come analizzare la stagione turistica».
Ma in realtà l'ultimatum non è arrivato come un fulmine a ciel sereno.
Anzi: già da agosto 2007 i balneari erano stati informati dall'Ufficio del Mare riguardo alle procedure che avrebbero dovuto seguire per il rinnovo della concessione.
«A questo punto - conclude Della Pina - speriamo di riuscire a mettere tutti in regola per la prossima primavera».

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