Il Tirreno

«Non è una questione politica, è una questione morale»

«Martina Nardi deve licenziarsi»

Pier Paolo Marchi cordinatore provinciale di Rifondazione Comunista e a destra Martina Nardi
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Pier Paolo Marchi cordinatore provinciale di Rifondazione Comunista e a destra Martina Nardi

Martina Nardi deve lasciare il posto di dirigente di Rifondazione, per il quale il Comune paga i contributi pensionistici. Lo chiedono i circoli a monte di Rc di Carrara, ma la richiesta è confermata da Pier Paolo Marchi, coordinatore provinciale del partito

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MASSA. Martina Nardi deve lasciare il posto di dirigente di Rifondazione, per il quale il Comune paga i contributi pensionistici. Lo chiedono i circoli a monte di Rc di Carrara, ma la richiesta è confermata da Pier Paolo Marchi, coordinatore provinciale del partito.
Anzi a fine pomeriggio c'è la comunicazione ufficiale della segreteria provinciale: Matina Nardi per coerenza deve lasciare quel posto.
Svolta quindi nel caso del vicesindaco che lo scorso anno, a pochi giorni dalla nomina nella giunta Pucci, si fece assumere da Rifondazione come funzionario. Al partito non costava nulla: lo stipendio lo passava il Comune, ma nel caso di dipendenti come figurava essere Nardi, anche i contributi.

Il caso è esploso e ora Rc interviene. Sandro Ronchieri, tesoriere provinciale e membro della segreteria (nella foto sotto) spiega come sono andate le cose.
«Quando fu decisa l'assunzione di Nardi ero in segreteria - spiega - era una prassi normale e fu fatta, sentito anche il livello regionale del partito. Il grave è avvenuto dopo. Quando a febbraio 2009 lei lasciò Rc, le chiesi di dimettersi da quell'incarico. Nardi mi rispose che non aveva nessuna intenzione e che avrebbe messo di mezzo gli avvocati: essendo in aspettativa per nomina amministrativa, non potevamo licenziarla. Ora che la questione è esplosa, abbiamo sentito la segreteria nazionale, confermando la richiesta, come vertici provinciali di Rc, di arrivare di nuovo alla richiesta di lasciare quel posto, per una evidente questione di coerenza».
Stessi toni, meno soft forse, sono usati da Pier Paolo Marchi. «Faccio un appello accorato a Martina Nardi: dimettiti. Non si tratta di un fatto politico: è una questione morale e personale. Restare come funzionario di Rifondazione - rincara Pier Paolo Marchi - è una scelta prettamente opportunistica. Ci rammarichiamo, ma la situazione non era sostenibile prima, ne è sostenibile adesso».

«In questi giorni ho ricevuto molte chiamate di militanti che ci chiedevano di intervenire. Noi lo avevamo già fatto quando era uscita dal partito andando con i Vendoliani, ma non ha seguito il nostro consiglio. Per questo le chiedo di nuovo: dimettiti».
Nardi è in vacanza, non siamo riusciti a raggiungerla per avere la sua replica.

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