Italia
CARRARA
La notte di nozze in cella
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La villa Borbone nell’entroterra di ViareggioÈ terminata come nessuno si aspettava la festa di matrimonio per un trentaduenne di Avenza, Francesco Molini: niente prima notte di nozze e niente vacanza in una metà esotica, bensì una notte, quella di sabato, trascorsa in una cella di sicurezza del commissariato di Viareggio, insieme ad uno degli invitati, l'amico Paolo Cenderelli, trentenne di Massa
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CARRARA. È terminata come nessuno si aspettava la festa di matrimonio per un trentaduenne di Avenza, Francesco Molini: niente prima notte di nozze e niente vacanza in una metà esotica, bensì una notte, quella di sabato, trascorsa in una cella di sicurezza del commissariato di Viareggio, insieme ad uno degli invitati, l'amico Paolo Cenderelli, trentenne di Massa.
Dopo la funzione religiosa alla parrocchia Sacra Famiglia, in piazza Menconi a Carrara, sabato alle 16, i neo sposini, con circa 100 invitati, hanno festeggiato con il classico ricevimento spostandosi nella splendida villa Borbone di Capezzano Pianore, sulle colline della Versilia. A fare gli onori di casa Ideal Party, famosa ditta del banqueting.
Secondo quanto ricostruito, a causa di qualche bicchiere (veramente) di troppo il fratello maggiore dello sposo sarebbe stramazzato a terra. Sul posto interviene il 118, con un mezzo della Misericordia di Capezzano, e subito ci sono le prime avvisaglie di problemi tra i partecipanti alla festa (in primis sposo e Cenderelli) e i soccorritori, che solo a fatica riescono a caricare l'uomo sull'ambulanza.
La situazione precipita al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, trasformato dai due in una sorta di ring. Molini e Cenderelli prima se la prendono con un infermiere e con il medico di turno, poi colpiscono una guardia giurata in servizio all'ospedale. Infine, in un clima da corrida, vanno all'assalto di un agente della polizia e di un carabiniere, che erano intervenuti sul posto per placare una situazione che stava sfuggendo di mano.
Per i due scatta immediato l'arresto; con accuse pesanti: interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, lesioni, violenza, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e (per Cenderelli) falsa attestazione sulle generalità a pubblico ufficiale.
Ieri mattina, nell'udienza di convalida di fronte al giudice monocratico Nadia Genovese, l'arresto è stato confermato ma sono stati poi rimessi in libertà con l'obbligo di firma. Il processo (per direttissima), che doveva tenersi ieri mattina al Tribunale di Viareggio, è stato rinviato al 15 settembre. Fino ad allora di viaggio di nozze neanche a parlarne.
L'avvocato dello sposo, Antonio Peselli di Carrara, preferisce non commentare quando accaduto all'ospedale Versilia; anche se, da quanto trapela da casa Molini (la famiglia è molto conosciuta in città), la volontà è di abbassare il più possibile i toni di una vicenda già di per sé delicata.
Dopo la funzione religiosa alla parrocchia Sacra Famiglia, in piazza Menconi a Carrara, sabato alle 16, i neo sposini, con circa 100 invitati, hanno festeggiato con il classico ricevimento spostandosi nella splendida villa Borbone di Capezzano Pianore, sulle colline della Versilia. A fare gli onori di casa Ideal Party, famosa ditta del banqueting.
Secondo quanto ricostruito, a causa di qualche bicchiere (veramente) di troppo il fratello maggiore dello sposo sarebbe stramazzato a terra. Sul posto interviene il 118, con un mezzo della Misericordia di Capezzano, e subito ci sono le prime avvisaglie di problemi tra i partecipanti alla festa (in primis sposo e Cenderelli) e i soccorritori, che solo a fatica riescono a caricare l'uomo sull'ambulanza.
La situazione precipita al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, trasformato dai due in una sorta di ring. Molini e Cenderelli prima se la prendono con un infermiere e con il medico di turno, poi colpiscono una guardia giurata in servizio all'ospedale. Infine, in un clima da corrida, vanno all'assalto di un agente della polizia e di un carabiniere, che erano intervenuti sul posto per placare una situazione che stava sfuggendo di mano.
Per i due scatta immediato l'arresto; con accuse pesanti: interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, lesioni, violenza, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e (per Cenderelli) falsa attestazione sulle generalità a pubblico ufficiale.
Ieri mattina, nell'udienza di convalida di fronte al giudice monocratico Nadia Genovese, l'arresto è stato confermato ma sono stati poi rimessi in libertà con l'obbligo di firma. Il processo (per direttissima), che doveva tenersi ieri mattina al Tribunale di Viareggio, è stato rinviato al 15 settembre. Fino ad allora di viaggio di nozze neanche a parlarne.
L'avvocato dello sposo, Antonio Peselli di Carrara, preferisce non commentare quando accaduto all'ospedale Versilia; anche se, da quanto trapela da casa Molini (la famiglia è molto conosciuta in città), la volontà è di abbassare il più possibile i toni di una vicenda già di per sé delicata.
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