Il Tirreno

CARRARA

I disabili diventano lista civica

Cinzia Carpita
Fabio Basile
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Fabio Basile

Alle prossime elezioni amministrative potrebbe spuntare in città una lista formata da disabili. Obiettivo: avere voce in capitolo, nel governo locale, sul problema delle barriere architettoniche. Intanto, è nato il comitato fondatore dell'"Associazione toscana senza barriere onlus"

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CARRARA. Alle prossime elezioni amministrative potrebbe spuntare in città una lista formata da disabili. Obiettivo: avere voce in capitolo, nel governo locale, sul problema delle barriere architettoniche. Intanto, è nato il comitato fondatore dell'"Associazione toscana senza barriere onlus".

La sede è in città, in via Roma 36, ed è coordinata da Fabio Basile, 37 anni, ipovedente che lavora come centralinista in municipio e che nei mesi scorsi ha fatto una sua battaglia personale a Codena dove abita in via Meucci, finché il Comune non ha collocato alcune ringhiere lungo il tratto di marciapiede, fra la sua abitazione e la piazza del paese, sul quale Basile non poteva camminare (con pericolo soprattutto la sera, perché per raggiungere la piazza era costretto a scendere nella strada rischiando di essere investito dai veicoli in curva); il tutto, per colpa di automobilisti che vi parcheggiavano le loro vetture in barba al codice stradale.

Basile ringrazia l'assessore al traffico Roberto Dell'Amico per i"parapedonali" sul marciapiede. Ma il suo impegno comtinua, ora, con l'Associazione Senza Barriere.

Il comitato fondatore, o meglio il gruppo di lavoro che ha dato vita all'associazione, oltre che da Basile, è composto dai vice coordinatori Bruno Franchi e Pier Peolo Baldini, dalla segretaria Brunella Pedrini e dai collaboratori Ettore Lugarini e Armando Vignoli. I soci fondatori iniziali sono 14, fra cui disabili visivi e disabili che utilizzano la carrozzina per spostarsi. «Non escludiamo - dice Basile - una lista civica alle prossime elezioni, per poter entrare nei consigli comunali, provinciali, regionali. Per portare le nostre esigenze sui tavoli decisionali: abbiamo difficoltà ovunque. Anche a entrare nei bar, se non ci sono scivoli. La stazione ferroviaria di Avenza ha le scale nel sottopasso e chi si muove sulla carrozzella, per raggiungere il marciapiede opposto all'ingresso dovrebbe attraversare sui binari. Ci vorrebbero nel comune, anche più semafori sonori per gli ipovedenti. Vorremmo portare la nostra esperienza nelle scuole, soprattutto negli istituti tecnici, dove i giovani, futuri periti e geometri, potrebbero rendersi conto delle necessità che ha un disabile nelle città costruite per chi disabile non è. Vorremmo far capire agli amministratori che prima di intreprendere alcuni lavori pubblici, andrebbero ascoltati anche i portatori di handicap».

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