Il dolore
SANITÀ
«Ho atteso 2 mesiper una verruca: è una vergogna»
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Proteste per le lunghe attese all’AslDue mesi per farsi togliere una verruca di pochi millimetri dal dorso di una mano. È la disavventura toccata a un anziano massese alle prese con la burocrazia della Asl apuana.
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MASSA. Due mesi per farsi togliere una verruca di pochi millimetri dal dorso di una mano. È la disavventura toccata a un anziano massese alle prese con la burocrazia della Asl apuana. L'uomo era riuscito anche ad arrivare alla visita specialistica dal dermatologo - con tanto di ticket pagato - dell'ospedale ma dal medico ha soltanto ricevuto la conferma di quello che lui già sapeva: «Signore lei ha una verruca sul dorso della mano». Poi l'annuncio di un interventino con bomboletta spray per anestetizzare la parte in crioterapia. Un paio di minuti ma per intervenire serviva un altro appuntamento.
L'anziano si lamenta soprattutto per la troppa burocrazia del servizio sanitario: «potevano togliermi la verruca in ambulatorio, magari dopo la visita al pronto soccorso. Mi facevano pagare il ticket per la prestazione e la cosa si concludeva lì. Invece...». Invece ecco la storia del suo lieve malanno: «Quella piccola verruca mi dava fastidio, così dopo qualche tempo ho deciso di andare dal medico di famiglia per cercare di eliminarla. Il mio dottore mi ha fatto la richiesta per una visita specialistica. Con la mia richiesta sono andato agli uffici di via Bassa Tambura e dopo la normale attesa del mio turno (un'oretta) ho ricevuto l'appuntamento per il dermatologo. Un mese dopo...». Già qui la rabbia del paziente traspare: trenta giorni con la verruca non è stato piacevole.
Al giorno stabilito l'uomo si è presentato, puntuale. «Sono andato alla visita, dopo aver pagato il ticket, e lo specialista mi ha guardato il dorso della mano e ha deciso che avrebbe dovuto trattarla a freddo, con la crioterapia (una operazione fatta con bomboletta di spray della durata di un paio di minuti, ndr) in un successivo appuntamento». A quel punto il vecchietto chiede di accelerare i tempi: «Ho chiesto perché non poteva farla subito quella operazioncina, visto che si trattava di pochi minuti. Lui mi ha risposto che siccome si trattava di un intervento avrebbe dovuto farlo in una seduta successiva e io avrei dovuto prendere un altro appuntamento. Perciò un'altra fila allo sportello, un altro ticket, un altro mese d'attesa».
L'uomo adesso è guarito ma vuole gridare tutto il suo sdegno: «Per una verruca molto piccola sono dovuto andare dal medico di famiglia poi ho fatto la fila agli sportelli dell'Asl per pagare il primo ticket di diciotto euro. Un mese di attesa e mi ha visitato il dermatologo, poi un'altra fila allo sportello per l'altro appuntamento e ancora 18 euro di ticket. Finalmente - due mesi dopo - la verruca non c'è più. Mi sembra un iter esagerato, così costi e tempi lievitano. Però mi è servito a capire come mai i costi della sanità sono quelli che si leggono nei giornali. E mi sono anche spiegato perché c'è gente che muore aspettando un'operazione o una visita. A meno che non andiamo nello studio privato di un medico. Lì sì che non si aspettano mesi». E conclude: «Purtroppo prima della pensione ero un lavoratore dipendente. Ho pagato contributi su contributi, tasse su tasse. Che fine hanno fatto i miei soldi?».
L'anziano si lamenta soprattutto per la troppa burocrazia del servizio sanitario: «potevano togliermi la verruca in ambulatorio, magari dopo la visita al pronto soccorso. Mi facevano pagare il ticket per la prestazione e la cosa si concludeva lì. Invece...». Invece ecco la storia del suo lieve malanno: «Quella piccola verruca mi dava fastidio, così dopo qualche tempo ho deciso di andare dal medico di famiglia per cercare di eliminarla. Il mio dottore mi ha fatto la richiesta per una visita specialistica. Con la mia richiesta sono andato agli uffici di via Bassa Tambura e dopo la normale attesa del mio turno (un'oretta) ho ricevuto l'appuntamento per il dermatologo. Un mese dopo...». Già qui la rabbia del paziente traspare: trenta giorni con la verruca non è stato piacevole.
Al giorno stabilito l'uomo si è presentato, puntuale. «Sono andato alla visita, dopo aver pagato il ticket, e lo specialista mi ha guardato il dorso della mano e ha deciso che avrebbe dovuto trattarla a freddo, con la crioterapia (una operazione fatta con bomboletta di spray della durata di un paio di minuti, ndr) in un successivo appuntamento». A quel punto il vecchietto chiede di accelerare i tempi: «Ho chiesto perché non poteva farla subito quella operazioncina, visto che si trattava di pochi minuti. Lui mi ha risposto che siccome si trattava di un intervento avrebbe dovuto farlo in una seduta successiva e io avrei dovuto prendere un altro appuntamento. Perciò un'altra fila allo sportello, un altro ticket, un altro mese d'attesa».
L'uomo adesso è guarito ma vuole gridare tutto il suo sdegno: «Per una verruca molto piccola sono dovuto andare dal medico di famiglia poi ho fatto la fila agli sportelli dell'Asl per pagare il primo ticket di diciotto euro. Un mese di attesa e mi ha visitato il dermatologo, poi un'altra fila allo sportello per l'altro appuntamento e ancora 18 euro di ticket. Finalmente - due mesi dopo - la verruca non c'è più. Mi sembra un iter esagerato, così costi e tempi lievitano. Però mi è servito a capire come mai i costi della sanità sono quelli che si leggono nei giornali. E mi sono anche spiegato perché c'è gente che muore aspettando un'operazione o una visita. A meno che non andiamo nello studio privato di un medico. Lì sì che non si aspettano mesi». E conclude: «Purtroppo prima della pensione ero un lavoratore dipendente. Ho pagato contributi su contributi, tasse su tasse. Che fine hanno fatto i miei soldi?».
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