Gioco
Lazzeroni: i soldi ci servono per rifare il palazzetto. Poi cerca di promuovere il turismo
«Il vincitore? Non lo conosciamo...» Il sindaco chiede un milione di euro
Francesco Turchi
La troupe del Tg1 dispersa in Lunigiana fa sorridere i media
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BAGNONE. La cipolla di Treschietto, i castelli e i suoi fantasmi, la magia nera e quella bianca. La leggenda del "giglio fiorentino" che porta fortuna. In un colpo solo il sindaco di Bagnone, Gianfranco Lazzeroni espone tutta l'argenteria più bella. È consapevole che l'occasione è unica e irripetibile. Ha di fronte una platea fatta di giornalisti provenienti da tutta Italia, che all'improvviso hanno scoperto questo borgo di 2mila anime, seppur con qualche difficoltà logistica (la troupe del Tg1 si è persa per strada).
Bagnone è il nome più gettonato della giornata dai media di tutta Italia e non solo. E il primo cittadino, non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione di far conoscere al mondo il suo paese, la sua gente, le sue risorse. Tanto che non esita a "firmare" una tregua con il capogruppo dell'opposizione, quella Letizia Leviti che lo ha sfidato, perdendo, alle ultime elezioni amministrative. Lei è una giornalista di Sky e sa benissimo come si muovono i giornalisti. L'alleanza funziona. Di buon mattino il sindaco convoca la giunta straordinaria «per discutere delle iniziative promozionali che prenderemo partendo proprio dalla fama che il paese sta guadagnando in virtù della supervincita realizzata qui. Possiamo essere il simbolo di tanti piccoli comuni italiani: vogliamo cogliere questa occasione per far conoscere gli investimenti e le realizzazioni su cui abbiamo puntato negli ultimi anni, nel settore del turismo e ambientale». Concetti che ribadirà qualche ora più tardi, in sala consiliare. Prima la frase più gettonata della giornata (e anche la meno credibile...): «Non conosciamo il nome del vincitore». E poi: «Se si presentasse gli garantiremmo l'anonimato e saremmo felici se volesse condividere con la comunità la sua fortuna: ci basterebbe un milione di euro per un restyling del palazzetto polifunzionale».
In sala c'è chi maligna: «Questo accordo è già stato fatto in nottata». Chissà. Lazzeroni va avanti: «La fortuna è cieca, ma io condivido... la sua scelta. È vero: questa terra ha grosse potenzialità, ma noi abbiamo difficoltà a "bucare lo schermo". Questo pozzo di soldi sono un'opportunità per tutta la Lunigiana, spero che questa persona lo capisca». L'architetto, al suo secondo mandato da sindaco, vuole trasformare Bagnone nel "paese della fortuna", all'interno di quella Lunigiana che la portavoce dell'amministrazione, Rosanna Ercole Mellone, definisce "la Scozia d'Italia": «In questo 2009 - dice Lazzeroni - i progetti della comunità stanno andando tutti a buon fine: le iniziative, anche giovanili stanno riscuotendo successo, come il Festival Opera Barga e il "matrimonio" di Madama la "cipolla di Treschietto" con Messer Vino Rosato. E vogliamo ricordare anche il buon esito del difficilissimo trapianto di cuore eseguito recentemente su una bambina bagnonese di 10 anni».
E inizia subito l'operazione-promozionale, "intervistando" i giornalisti: «Voi che venite da fuori... Cosa ne pensate di questa terra?». Sorrisi, battute e una convinzione: «Il nostro bilancio ammonta a 2,3 milioni: questo signore ha vinto in una volta l'ammontare dei nostri bilanci comunali per 70 anni. Se ci dà una mano "adottando" una o più opere, fa un bene a tutta la comunità».
Bagnone è il nome più gettonato della giornata dai media di tutta Italia e non solo. E il primo cittadino, non vuole lasciarsi sfuggire l'occasione di far conoscere al mondo il suo paese, la sua gente, le sue risorse. Tanto che non esita a "firmare" una tregua con il capogruppo dell'opposizione, quella Letizia Leviti che lo ha sfidato, perdendo, alle ultime elezioni amministrative. Lei è una giornalista di Sky e sa benissimo come si muovono i giornalisti. L'alleanza funziona. Di buon mattino il sindaco convoca la giunta straordinaria «per discutere delle iniziative promozionali che prenderemo partendo proprio dalla fama che il paese sta guadagnando in virtù della supervincita realizzata qui. Possiamo essere il simbolo di tanti piccoli comuni italiani: vogliamo cogliere questa occasione per far conoscere gli investimenti e le realizzazioni su cui abbiamo puntato negli ultimi anni, nel settore del turismo e ambientale». Concetti che ribadirà qualche ora più tardi, in sala consiliare. Prima la frase più gettonata della giornata (e anche la meno credibile...): «Non conosciamo il nome del vincitore». E poi: «Se si presentasse gli garantiremmo l'anonimato e saremmo felici se volesse condividere con la comunità la sua fortuna: ci basterebbe un milione di euro per un restyling del palazzetto polifunzionale».
In sala c'è chi maligna: «Questo accordo è già stato fatto in nottata». Chissà. Lazzeroni va avanti: «La fortuna è cieca, ma io condivido... la sua scelta. È vero: questa terra ha grosse potenzialità, ma noi abbiamo difficoltà a "bucare lo schermo". Questo pozzo di soldi sono un'opportunità per tutta la Lunigiana, spero che questa persona lo capisca». L'architetto, al suo secondo mandato da sindaco, vuole trasformare Bagnone nel "paese della fortuna", all'interno di quella Lunigiana che la portavoce dell'amministrazione, Rosanna Ercole Mellone, definisce "la Scozia d'Italia": «In questo 2009 - dice Lazzeroni - i progetti della comunità stanno andando tutti a buon fine: le iniziative, anche giovanili stanno riscuotendo successo, come il Festival Opera Barga e il "matrimonio" di Madama la "cipolla di Treschietto" con Messer Vino Rosato. E vogliamo ricordare anche il buon esito del difficilissimo trapianto di cuore eseguito recentemente su una bambina bagnonese di 10 anni».
E inizia subito l'operazione-promozionale, "intervistando" i giornalisti: «Voi che venite da fuori... Cosa ne pensate di questa terra?». Sorrisi, battute e una convinzione: «Il nostro bilancio ammonta a 2,3 milioni: questo signore ha vinto in una volta l'ammontare dei nostri bilanci comunali per 70 anni. Se ci dà una mano "adottando" una o più opere, fa un bene a tutta la comunità».
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