Il Tirreno

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E Bagnone getta fumo sul superfortunato

A sinistra alcuni clienti all’interno del bar Biffi Sopra Giuliana Ghinetti
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A sinistra alcuni clienti all’interno del bar Biffi Sopra Giuliana Ghinetti

C'è chi scatta fotografie alla ricevitoria con il telefonino

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MASSA. Si guarda intorno con gli occhi pieni di felicità. Lei a Bagnone ci è nata (22 anni fa) e cresciuta. Maria Giovanna Di Santo non è la vincitrice, ma prova una sensazione strana nel vedere i riflettori di tutta Italia puntati su quel borgo conosciuto per i ritmi lenti e i silenzi: «Spero soltanto che questa persona, che dicono tutti essere di Bagnone, faccia qualcosa per il paese. Io lo farei. Voglio bene a questo posto». Intorno c'è un via-vai di giornalisti: le telecamere immortalano qualsiasi particolare; taccuini e microfoni sono ovunque. E proprio in piazza Roma, davanti al bar Biffi, le televisioni hanno stabilito il loro quartier generale.

La mattina scorre via tra qualche battuta, una bevuta e le solite supposizioni. Nel primo pomeriggio la temperatura sale. Arriva gente dai dintorni. C'è chi si ferma soltanto pochi minuti, il tempo di scattare una foto con il cellulare alla ricevitoria fortunata; c'è chi si ferma a brindare. Le forze dell'ordine sono impegnate a garantire la regolare circolazione. Tutti sorridono. E probabilmente tutti sanno. Ma non parlano. O almeno, questa è l'impressione che avverte chi arriva da fuori. «Non lo so chi sia il vincitore», «dicono che sia di qui», «ho sentito dire ma...». E poi, di tanto in tanto, spuntano anche dei nomi, che però con il passare delle ore, assumono sempre di più il sapore del depistaggio. È come se, più o meno tacitamente, i bagnonesi avessero firmato un patto per tutelare la privacy del vincitore, con la consapevolezza che poi comunque, passato qualche giorno, i riflettori si spegneranno. E, aggiungono i più maligni, a quel punto passeranno a battere cassa... «Qualche idea ce l'abbiamo - ammette Paolo, il titolare della Pizzeria Roma - ma di certo non sappiamo niente».

L'impressione per chi arriva a Bagnone è quella di un paese unito: «Diciamo di sì, anche se ci sono amicizie e inimicizie come in ogni altro luogo». Poco più in là c'è Giorgio Bracci. Anche lui sorride. Conosce bene Bagnone e probabilmente, anche se il diretto interessato non gli ha dato la conferma ufficiale, ha capito chi il superfortunato: «Qualcosa posso immaginare. Ma lasciamo stare». Davanti al bar Biffi, nuovo tempio degli amanti della fortuna, c'è Jennifer Bassignani: «Si, ho giocato anch'io al Superenalotto. Una schedina da 5 euro, timbrata venerdì, lo stesso giorno del vincitore. Che però non sono io». Anche Giuliana Ghinetti è una bagnolese doc.

Insegnante in pensione, è cresciuta in paese, ma poi si è trasferita a Bergamo, dove vive ancora oggi. Ma appena può, torna nel borgo della Lunigiana: «Mi dispiacerebbe se questi soldi non restassero qui. Comunque tutti dicono che si tratta di un bagnonese: me lo auguro. Cosa vorrei che facesse il vincitore per Bagnone? Un albergo: qui ci sono potenzialità turistiche, ma mancano le strutture ricettive. Potrebbe essere un buon punto di partenza». Intanto i cori si sprecano, le foto-ricordo idem. Poi arriva la pioggia. Ma la festa continua.

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